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I Corporate Bonds: il caso Cirio

Informazioni tesi

  Autore: Stefano Senatore
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli studi di Napoli "Parthenope"
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia del Commercio Internaz. e dei Mercati Valutari
  Relatore: Claudio Porzio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 260

Negli ultimi anni il sistema finanziario italiano è stato scosso da numerosi scandali: i bond Argentini, quelli Cirio, Parmalat fino a giungere alle recenti ipotesi di OPA “concertate” su BNL, Banca Antonveneta e RCS. Tanti scandali che, amplificati dai media, hanno rinvigorito quel sentimento antifinanziario, o peggio avverso alle banche, che sembra ormai contraddistinguere una parte della pubblica opinione.
Lo spunto proviene proprio da questo sentimento ormai diffuso, si vuole allora comprendere se gli scandali, in particolare quello Cirio, siano o meno rappresentativi di un sistema di finanziamento delle imprese che non funziona, o siano in realtà frutto di una attività fraudolenta da parte degli amministratori.
Il lavoro consiste di quattro capitoli, dal taglio più economico che giuridico, che attraverso un breve percorso porterà il lettore ad una amara conclusione: non tutti hanno perso nel caso Cirio, o meglio qualcuno ha perso meno di quanto inizialmente aveva investito.
Nel primo capitolo si analizzeranno in maniera dettagliata il sistema di finanziamento delle imprese, si cercherà di capire se e perché le imprese abbiano bisogno di finanziamenti esterni per supportare i propri investimenti (1.2). Successivamente si cercherà di capire come le imprese finanziano i propri investimenti e l’intera impresa (1.3) e perché le imprese italiane scelgono alcune fonti di finanziamento anziché altre. A mio avviso questo dipende dal sistema finanziario di riferimento (1.4) e dalla dimensione dell’impresa (1.5). Il capitolo poi si chiude con alcune riflessioni sul rapporto banca-impresa (1.6).
Il secondo capitolo mira alla comprensione del corporate bond, parola che ormai sembra aver sostituito il termine di eurobbligazioni. Inizialmente si analizzeranno il mercato dei corporate bond in Italia (2.1), quali siano i loro vantaggi e svantaggi nell’ottica d’impresa (2.2) e a chi sono destinati (2.4). Successivamente si cercherà di inquadrare lo strumento anche dal punto di vista giuridico (2.5), prima della riforma Vietti, dopo e facendo riferimento anche alla nuova norma sulla tutela del risparmiatore. Nel paragrafo 2.6 si presta maggiore attenzione al mercato delle eurobbligazioni, in quanto la maggior parte dei corporate bond rientra in linea generale proprio in questa categoria. Nel paragrafo 2.7 si affronterà il problema della dimensione limitata delle obbligazioni societarie, argomento preliminare alla successiva discussione sul mercato dei mini-corporate bonds ai quali fanno riferimento i bonds Cirio (2.8).
Il terzo capitolo è principalmente dedicato a due argomenti: il rendimento delle obbligazioni societarie (3.1) e il rating (3.4). Al rendimento dei corporate bond sono poi legati il problema della liquidità (3.2), e quello delle insolvenze verificate nel triennio 2000-02, anni orribili in tal senso. Nell’ultimo paragrafo (3.5) si cercherà invece di capire se ci sia un nesso causale tra gli “eventi” di rating e gli spreads.
Nell’ultimo capitolo si ricostruiranno le fasi dello scandalo Cirio, sulla base della Relazione dei Commissari Giudiziari. Ricostruzione che verterà sia sul prima (4.1) che sul dopo default (4.3).
Tra i due paragrafi (4.2) uno è dedicato ai bond Cirio: le loro caratteristiche tecniche e la loro funzione. Nel paragrafo 4.4 si cercherà di capire il perché lo scandalo Cirio abbia fatto così tanto rumore e se per gli investitori, dal punto di vista giuridico, vi è stata e vi sarà qualche possibilità di rimborso. Per quanto riguarda i controlli all’emissione Cirio (4.5) non si prenderanno in considerazione quelli endosocietari mentre per quelli esterni la nostra attenzione sarà riservata all’attività di vigilanza della Banca d’Italia e della Consob. Il paragrafo 4.6 è riservato ad alcune riflessioni sullo scandalo Cirio e su una modesta proposta di cambiamento, ovviamente di natura economica. L’ultimo paragrafo (4.7) è invece riservato ad uno strumento innovativo: il bond di distretto, capace di traghettare le PMI verso nuove opportunità di finanziamento attraverso soluzioni di mercato.
La materia di cui si tratta è stata oggetto di numerosi aggiornamenti, soprattutto dal punto di vista giuridico, e tanti altri se ne attendono, basti vedere le numerose deleghe che il precedente governo ha rilasciato in favore di Banca d’Italia, Consob e future legislature in materia di tutela del risparmio. Si è inoltre totalmente escluso il dibattito aperto in materia di vigilanza delle emissioni, focalizzando invece la nostra attenzione sul rapporto impresa-banca-risparmiatore.
In conclusione il lavoro è finalizzato alla comprensione del caso Cirio, ma questo diviene anche il pretesto per fare il punto sui corporate bond, strumento non particolarmente innovativo in quanto già attivo negli anni Sessanta, ma oggi soggetto a rapidi mutamenti soprattutto perché il meccanismo di emissione e collocamento sui mercati internazionali è ancora in fase di codificazione.

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4.2 I Bond Cirio. 4.2.1. Bond Cirio: caratteristiche tecniche. Di seguito si riporta la lista dell’emissioni obbligazionarie: Tabella 16 – Lista delle emissioni “Cirio” Fonte – Di Staso (2003 - 2004) L’importo complessivo dei 9 prestiti obbligazionari è pari a 1,125 miliardi di euro. L’emissioni presentano le seguenti caratteristiche: ξ tutte le obbligazioni appartengono all’euromercato, ξ la quasi totalità, per un valore di 825 milioni di euro, sono a tasso fisso, ξ sono tutte sprovviste di rating,

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