Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Tecniche di Mappatura dei Business Process. Caso applicativo svolto presso la Seieffe s.r.l.

Nonostante visioni differenti del modo di concepire la qualità da parte delle due più importanti culture economico-organizzative mondiali, gli USA e il Giappone, negli anni è nata l’esigenza di tracciare linee guida comuni destinate a stabilire i requisiti fondamentali ai quali le imprese devono attenersi al fine di fornire prodotti o servizi conformi.
Il bisogno di definire concretamente la “Quality Assurance” è alla base del lavoro dell’ISO (International Organization for Standardization), Federazione mondiale di Enti nazionali di standardizzazione, nata con lo scopo di facilitare lo scambio internazionale di beni e servizi e sviluppare la cooperazione nelle attività intellettuali, scientifiche, tecniche ed economiche.
In alcune norme realizzate dall’ISO, in particolare nella famiglia delle ISO 9000, si fa riferimento al Sistema di Gestione della Qualità (SGQ). Il SGQ prevede il miglioramento continuo di tutte le attività e di tutti i processi gestionali, intendendo per miglioramento continuo, la capacità di raggiungere e sostenere nel tempo gli obiettivi di qualità prefissati in una nuova logica di orientamento al cliente, visto nel duplice ruolo di generatore di requisiti di qualità e di percettore della qualità erogata.
Il concetto di processo, definito come insieme di unità sequenziali o parallele, attivate da un certo gruppo di input che consente di riprodurre un determinato risultato, è legato alla visione economica-gestionale di catena del valore, teoria che ha trovato in Porter il suo realizzatore e maggior promotore; il modello della Catena del Valore disaggrega l'impresa nelle sue attività principali, allo scopo di comprendere se e in quale misura esse concorrono a determinare vantaggi competitivi.
Un approccio per processi prevede l'integrazione di tutte quelle attività che concorrono all'ottenimento dello stesso output, indipendentemente dalla funzione aziendale a cui appartengono; vale a dire considera il singolo processo end-to-end, ossia il processo è analizzato lungo tutta la catena di fornitura.
In particolare, l'approccio pone l’attenzione sui processi primari, per i quali prevede: l’identificazione, la definizione formale ed operativa, la realizzazione di una visualizzazione grafica, che permetta di avere una fotografia dei processi aziendali (Mappatura dei Business Process) e la formalizzazione delle regole finora trasmesse solo a voce, con la realizzazione dei Manuali della Qualità e delle Procedure.
Con il termine Business Modeling s'intende la metodologia utilizzata per l’identificazione, la mappatura e la simulazione dei business process e delle strategie aziendali, grazie alla quale è possibile visualizzare gli attori, le attività svolte, le loro relazioni, le responsabilità, contestualmente ad un determinato livello di approfondimento. Con la mappatura è possibile avere una cognizione della situazione attuale dei processi dell'organizzazione al giusto livello di dettaglio, la cui formalizzazione permetterà di individuare quelli rilevanti nella realizzazione del prodotto/servizio sui quali saranno incentrate le risorse aziendali, e permetterà l’avvio di una eventuale reingegnerizzazione dei processi.
Un approccio di tipo processivo comporta cambiamenti che possono condizionare diversi aspetti: struttura organizzativa, risorse umane, struttura informatica, etc; e proprio per quanto riguarda i sistemi informativi aziendali, la soluzione più idonea ad un approccio di tipo processivo risulta essere costituita dagli ERP o Sistemi Integrati di Gestione.

Mostra/Nascondi contenuto.
3 INTRODUZIONE Negli ultimi decenni si è verificata un’intensa prolificazione di modelli finalizzati alla gestione della qualità, che ha evidenziato maggiormente le diversità tra le due più importanti culture economico-organizzative mondiali, gli USA e il Giappone. I primi detengono l’egemonia economica mondiale con una visione di stampo razionalista, mentre i secondi hanno adottato un approccio basato sulle nuove tecnologie, sull’automazione, sull’informatica, sulla telematica, ma soprattutto sulla flessibilità in risposta alla variabilità della domanda, strategia risultata vincente nel corso della sfida verso l’America. Nonostante visioni così diverse del modo di concepire la qualità, negli anni è nata l’esigenza, dovuta in particolare ad alcuni fattori scatenanti, di tracciare linee guida comuni destinate a stabilire i requisiti fondamentali ai quali le imprese devono attenersi al fine di fornire prodotti o servizi conformi. Tra questi, il processo di globalizzazione, che ha aumentato in maniera esponenziale gli scambi internazionali tra le aziende, mettendo a contatto realtà tra loro differenti sia sul piano strettamente organizzativo-produttivo, sia sul piano culturale. L’abbattimento di barriere fisiche e legislative ha permesso, inoltre, a molte aziende di entrare in mercati irraggiungibili fino a qualche anno prima: si pensi per esempio ad un’organizzazione che per entrare nei singoli mercati nazionali, era costretta di volta in volta a modificare le specifiche progettuali dei propri prodotti/servizi per attenersi alle normative e agli standard fisici e tecnici del mercato di destinazione. Il bisogno di definire concretamente la “Quality Assurance” è alla base del lavoro dell’ISO (International Organization for Standardization), federazione mondiale di enti nazionali di standardizzazione nata con lo scopo

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Domenico Buglione Contatta »

Composta da 207 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3263 click dal 14/09/2006.

 

Consultata integralmente 13 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.