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Analisi territoriale della marginalizzazione del settore agricolo per la valutazione ambientale del territorio rurale dell'Unione Europea

La marginalizzazione agricola è considerata un processo, indotto da una combinazione di fattori sociali, economici, politici ed ambientali, a causa del quale, in determinate aree, l’attività agricola cessa di essere economicamente conveniente, considerati l’ assetto dell’uso del territorio e la struttura socio-economica presenti (Baldock,1996).
Questo processo è considerato fondamentale nella procedura di integrazione della tematica ambientale nella Politica Agricola Comunitaria, in un’ottica di sostenibilità applicata all’agricoltura, come suggerito nella Comunicazione della Commissione Europea (COM 1999/22), Orientamenti per un'agricoltura sostenibile. La marginalizzazione viene qui considerata come una delle principali tendenze assunte dall’agricoltura Europea, da valutare come interazione tra questa e l’ambiente. La marginalizzazione agricola è anche da annoverarsi tra le molteplici cause dei cambiamenti dell’uso del suolo. Poiché questi possono portare ad importanti e spesso irreversibili mutamenti a livello del paesaggio, nasce l’esigenza di un’attenta analisi e di uno specifico monitoraggio della situazione, ai fini di supportare le future decisioni politiche e verificare gli effetti di quelle passate. Questi due aspetti del fenomeno portano la Commissione Europea a proporre la marginalizzazione come uno degli indicatori per l’integrazione della problematica ambientale nella PAC (COM 2000/20) e a definirne i fondamenti di calcolo e le procedure di utilizzo (COM 2001/144). Nel presente studio si utilizza ’indicatore “Marginalizzazione”, dal punto di vista economico del reddito agricolo. Si è scelto di calcolare l’indicatore come Valore Aggiunto Netto Aziendale Annuo per Unità di Lavoro Annuo, riferito a tre diverse classi agricole, nonché alla Superficie Agricola Utilizzata, SAU:
1.Terra Arabile 2.Colture permanenti 3.Pascoli
La principale fonte dei dati utilizzati è il F.A.D.N., Farm Accountancy Data Network che, su richiesta, ha fornito computazioni ad hoc. Tramite successive elaborazioni, le stesse hanno dato origine ai risultati necessari allo studio. Un’altra fonte molto importante è Corine Land Cover. Una volta stabilita la soglia di rischio a 5000 € ed effettuate le analisi economiche del caso, si sono prodotte, grazie all’ausilio dei Sistemi di Informazione Geografica, G.I.S,. le mappe della situazione Europea per ogni classe agricola, per avere un’idea delle zone maggiormente a rischio di marginalizzazione. Con l’ausilio di questo prezioso strumento si sono potute visualizzare sul territorio, le analisi elaborate sui dati di partenza, in maniera da fornire ai decisori gli strumenti decisionali di supporto, necessari ad un eventuale intervento mirato. Questo tipo di approccio viene applicato a due diverse basi geografiche: 1. Le regioni F.A.D.N.
Una volta ottenute le mappe relative alla situazione, si è cercata una relazione (utilizzando procedure di correlazione, di regressione e di analisi del residuo) con alcuni fattori di carattere prettamente geografico ed altri definibili come territoriali.
Tra i primi, si sono valutati: •l’altitudine media, •la pendenza media
Tra i secondi, invece, si sono considerati: •la proporzione di superficie appartenente alla classe Corine denominata “zone agricole eterogenee”, rispetto alla superficie agricola totale, sempre secondo la fonte Corine; • la proporzione di superficie agricola ricadente nelle zone sfavorite rispetto alla superficie agricola totale
2. Le zone LAR (così denominate da Less Favored Areas, Altitude e Regions) derivanti dalla sovrapposizione (overlay mapping), ottenuta grazie ai G.I.S., dei tematismi relativi alle regioni FADN, all’altitudine e alle zone sfavorite. Anche in questa parte dell’analisi sono state ottenute le mappe relative alla situazione delle diverse categorie agricole. Il tentativo di spiegare il fenomeno con fattori geografici e territoriali assume qui alcune diverse sfumature, dovute all’impossibilità di utilizzare gli stessi fattori, già inclusi nella complessa base geografica. Come nel caso delle regioni FADN, si analizza l’influsso dell’elevazione, della pendenza media e la proporzione di zone agricole eterogenee. Risulta impossibile valutare la proporzione di superficie agricola appartenente alle zone sfavorite, a causa dell’inclusione del parametro nell’ ottenimento della base geografica. Oltre alla correlazione ed alla regressione, si utilizza la procedura GLM, General Linear Model, per poter valutare la dipendenza del rischio di marginalizzazione anche da parametri non quantitativi, ma qualitativi come la nazionalità e l’appartenenza a zone sfavorite.

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Introduzione __________________________________________________________________ 1 INTRODUZIONE Argomento della tesi Nel corso degli ultimi quindici anni, la società ha sviluppato un maggior interesse verso l’ambiente attribuendo ad esso un valore sempre più elevato. Questo si è tradotto in una nuova coscienza ambientale la cui attenzione è rivolta, soprattutto, alla tutela ed alla conservazione. Questo fatto ha portato la Commissione Europea ad includere la problematica ambientale nelle politiche dell’Unione Europea. Il lavoro svolto nella presente tesi, si inserisce nel contesto dell’integrazione della tematica ambientale all’interno della PAC e del monitoraggio degli effetti da essa derivanti, tramite l’uso di indicatori agro ambientali. Viene valutato attentamente il fenomeno della marginalizzazione agricola definita come un processo, indotto da una combinazione di fattori sociali, economici, politici ed ambientali, a causa del quale, in determinate aree, l’attività agricola cessa di essere economicamente conveniente, considerati l assetto dell’uso del territorio e la struttura socio-economica presenti. La marginalizzazione agricola è considerata fondamentale nella procedura di integrazione della tematica ambientale nella Politica Agricola Comunitaria, in un’ottica di sostenibilità applicata all’agricoltura, come suggerito nella Comunicazione della Commissione Europea (COM 1999/22), Orientamenti per un'agricoltura sostenibile. La marginalizzazione viene qui considerata come una delle principali tendenze assunte dall’agricoltura Europea, da valutare come interazione tra questa e l’ambiente. Dal confronto tra le caratteristiche della marginalizzazione e dei requisiti di un indicatore agro-ambientale efficace, secondo la COM 2000/20 e la COM 2001/144, emerge come il fenomeno oggetto rappresenti un efficace indicatore, seppure nella consapevolezza circa la mancanza di una metodologia specifica definita. La marginalizzazione agricola è anche da annoverarsi tra le molteplici cause dei cambiamenti dell’uso del suolo. Poiché questi possono portare ad importanti e

Tesi di Laurea

Facoltà: Agraria

Autore: Claudia Bulgheroni Contatta »

Composta da 238 pagine.

 

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