Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il teatro di Eduardo in tv

Questo lavoro analizza la produzione televisiva di Eduardo De Filippo.
Prendendo in esame l'insieme delle trasposizioni televisive delle commedie teatrali scritte da Eduardo, si è cercato di mettere in luce gli aspetti salienti delle rispettive versioni, teatrali e televisive.
Analogie e differenze sviluppate grazie alla scelta di tre opere (Ditegli sempre di sì del 1962, De Pretore Vincenzo del 1976 e Il Contratto del 1981) all'interno della vasta produzione televisiva.
Tre lavori realizzati in epoche diverse che senz'altro rappresentano il passaggio di sistemi differenti d'intendere lo spettacolo teatrale in televisione, nonostante l'appartenenza alle opere dello stesso autore/regista.
Pioniere del teatro in Tv, nonostante il suo distacco dalla sperimentazione, Eduardo comincia con il proporre opere che si discostano dall’originale teatrale, per terminare, con le ultime trasposizioni di chiara ispirazione documentaria.
Avviane cioè una sorta di processo inverso: dalla sperimentazione alla fedeltà del testo.
Una sperimentazione che non tenta di ideare nuovi sistemi di ripresa e di adattamento ma che ricalca chiaramente il sistema televisivo dello sceneggiato.

- Lunghi piani sequenza (dovuti all’impossibilità di montare il girato) e che spesso ci mostrano gli errori delle battute degli attori che riprendono dal momento sbagliato a recitare (problema, anche in questo caso legato al montaggio).
- Banalizzazione di alcune parti e ridondanza delle battute.
- Inserimento di nuovi segmenti che da un lato facilitano la comprensione dell’opera e dall’altro ne cambiano il significato (come nel caso di Ditegli sempre di sì in cui, il protagonista è dichiaratamente pazzo e non come nell’originale teatrale, nel quale rimane sempre aperta la questione di una pazzia incerta e mai provata sino in fondo).

Così come la struttura dell’opera si modifica, anche al linguaggio sarà riservato un aspetto di primo piano.
Un linguaggio che passa dal napoletano delle commedie teatrali ad una sorta di napoletano italianizzato nelle trasposizioni televisive.
Analizzando le opere televisive dagli anni ’70 in poi e confrontandole con i testi raccolti da Einaudi, si notano inoltre numerose indicazioni nelle didascalie che ci rimandano al linguaggio delle immagini.
Allora l’autore ha riscritto anche il copione teatrale?
Non c’è alcuna indicazione nella prefazione dello stesso Eduardo ai due volumi di Einaudi in merito al problema, se non indirettamente, grazie alle numerose indicazioni sparse tra le opere, che ci possono far pensare ad un lavoro tutto in funzione della televisione.

Nessun attore italiano recitò tanto in televisione come Eduardo e nessun drammaturgo al mondo affidò al nuovo mezzo televisivo così esplicitamente e con tanta determinazione la testimonianza della sua arte, così come da regista ed interprete egli stesso l'aveva concepita.

Il teatro di Eduardo rappresenta l’unica grande raccolta di un autore, mai realizzata sin ad ora ed è un esempio di come l’immagine video possa restituire la memoria della poetica di un autore.
Il teatro in tv è cosa ben diversa dal teatro sul palcoscenico, ma rappresenta un’importante fonte di documentazione e quindi di studio: una sorta di “brutta copia” dell’originale ma che testimonia la presenza di un evento sino a poco tempo fa, unico ed irripetibile.

Mostra/Nascondi contenuto.
3 Introduzione Questo lavoro analizza la produzione televisiva di Eduardo De Filippo. Prendendo in esame l'insieme delle trasposizioni televisive delle commedie teatrali scritte da Eduardo si cercherà di mettere in luce gli aspetti salienti delle rispettive versioni, teatrali e televisive. Analogie e differenze che saranno sviluppate grazie alla scelta di tre sole opere all'interno della vasta produzione televisiva. Una scelta che si è soffermata su tre lavori realizzati in epoche diverse che senz'altro rappresentano il passaggio di sistemi differenti d'intendere lo spettacolo teatrale in televisione nonostante l'appartenenza alle opere dello stesso autore/regista. ξ Il primo lavoro televisivo in questione è Ditegli sempre di sì: una commedia scritta nel 1927 e trasmessa in Tv l'8 gennaio 1962 e primo tentativo di Eduardo di adattare le sue opere al piccolo schermo: è la prima di un ciclo composto da altre tre opere e che possiamo considerare il vero primo ciclo di commedie che utilizzano un sistema di ripresa adattato alle esigenze della scrittura scenica senza dimenticare però, che dal ‘55 al ‘56 Eduardo trasmette in Tv alcune opere (Miseria e nobiltà, Non ti pago, Questi fantasmi e 6 atti unici) le quali non tengono conto del linguaggio televisivo e sono perciò da considerare come filmati esclusivamente documentari. Con Ditegli sempre di sì, verrà alla luce la questione dell'adattamento televisivo con le eventuali analogie e differenze col testo originale. Sarà indicato il sistema linguistico dei primi tentativi di regia televisiva, e dal momento che la commedia aprirà un nuovo genere televisivo si cercherà di capire attraverso le critiche e le recensioni dell'epoca i fermenti e le non poche perplessità dell'opinione pubblica.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Stefano Fucelli Contatta »

Composta da 97 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8287 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 11 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.