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Il Cluster come modello di sviluppo nel settore vitivinicolo

Il presente lavoro di tesi si pone l’obiettivo di analizzare l’evoluzione del mercato vitivinicolo e di proporre il cluster come modello di sviluppo del vantaggio competitivo locale. Il mercato mondiale del vino si attesta sui 250 milioni di $ (2004) ed interessa tutti i settori dell’economia: primario, secondario e terziario. Grazie all’introduzione delle nuove tecnologie in agricoltura, il vino è oggi prodotto in quasi tutti i continenti. Si sta assistendo, inoltre, ad un cambiamento nella dinamica dei consumi, che diminuisco nei paesi a tradizione vinicola, ed aumentano negli altri paesi. Come in tutti i settori alimentari, anche in quello vinicolo si sta verificando un appiattimento dei gusti, confermando la tendenza generale di andare verso prodotti globali. Di conseguenza anche il vino può essere definito un prodotto globale. “È paradossale che nell’era della globalizzazione o della omologazione del gusto e, quindi della presunta dissoluzione delle identità locali, qualunque cosa si presenti come dotata di specificità territoriale acquisti valore.”1 È per questo motivo che si fa ricorso al cluster come strumento per intensificare le relazioni e le collaborazioni tra gli attori di un territorio. La tesi si articola in quattro capitoli.
Nel complesso, il lavoro di tesi ha voluto porre in evidenza come a livello nazionale e internazionale l’aggregazione spaziale, le relazioni tra soggetti collocati in diverse fasi della filiera produttiva e non, sono elementi fondamentali per lo sviluppo competitivo di settori produttivi dell’economia. Ciò assume una particolare rilevanza quando le risorse settoriali – produttive, di conoscenza, di fiducia – sono fortemente radicate in un territorio. E questo è il caso della produzione vitivinicola.

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1 Introduzione Il presente lavoro di tesi si pone l’obiettivo di analizzare l’evoluzione del mercato vitivinicolo e di proporre il cluster come modello di sviluppo del vantaggio competitivo locale. Il mercato mondiale del vino si attesta sui 250 milioni di $ (2004) ed interessa tutti i settori dell’economia: primario, secondario e terziario. Grazie all’introduzione delle nuove tecnologie in agricoltura, il vino è oggi prodotto in quasi tutti i continenti. Si sta assistendo, inoltre, ad un cambiamento nella dinamica dei consumi, che diminuisco nei paesi a tradizione vinicola, ed aumentano negli altri paesi. Come in tutti i settori alimentari, anche in quello vinicolo si sta verificando un appiattimento dei gusti, confermando la tendenza generale di andare verso prodotti globali. Di conseguenza anche il vino può essere definito un prodotto globale. “È paradossale che nell’era della globalizzazione o della omologazione del gusto e, quindi della presunta dissoluzione delle identità locali, qualunque cosa si presenti come dotata di specificità territoriale acquisti valore.” 1 È per questo motivo che si fa ricorso al cluster come strumento per intensificare le relazioni e le collaborazioni tra gli attori di un territorio. La tesi si articola in quattro capitoli. Nel primo si è partiti da un sguardo sullo scenario internazionale e dalla definizione legislativa di vino. In seguito, si è passati ad analizzare il settore e per definirlo si è utilizzato il modello analitico delle cinque forze di Porter : la concorrenza esistente, i potenziali nuovi entranti, i prodotti sostitutivi, il potere contrattuale degli 1 Paolini D. (2002), I luoghi del gusto. Cibo e territorio come risorsa di Marketing, Baldini & Castoldi, Milano.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Alessandro Palmieri Contatta »

Composta da 167 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.