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Economia e società in Val Camonica nel secondo dopoguerra: il caso di Piancogno

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Richini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e Letterature Straniere
  Relatore: Mario Taccolini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 465

La tesi di laurea intitolata "Economia e Società in Val Camonica nel Secondo Dopoguerra: il Caso di Piancogno" analizza le vicende che portarono alla costituzione di quello che, ancora oggi, è il più giovane Comune della nostra Valle, nato ufficialmente il 3 Dicembre 1962 in seguito all'aggregazione di quattro frazioni: Piano di Borno, Annunciata di Borno, Cogno di Borno e Cogno di Ossimo le quali, a partire dall'anno 1080 d.C. e fino a quel momento, erano state proprietà dei due Comuni montani di cui portano il nome.

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Introduzione 1 INTRODUZIONE 1. NATURA E SCOPI DELLA RICERCA Questa tesi si pone come primo obiettivo la ricostruzione delle vicende che portarono all’istituzione del Comune di Piancogno ed al suo riconoscimento ufficiale come Ente locale, avvenuto in data 3 dicembre 1962, conseguentemente alla pubblicazione dell’atto di istituzione pubblicamente convenuta, con Decreto del Presidente della Repubblica Italiana, n°1857. Riguardo alla storia locale della Valle Camonica, spesso si sente dire che Piancogno sia il “Comune più giovane” in quanto, tra tutti i Comuni esistenti in questo territorio, esso è stato proprio l’ultimo a formarsi. Piancogno nasce quindi in tempi abbastanza recenti, in seguito all’aggregazione di quelle che prima erano quattro semplici frazioni, ovvero particelle appartenenti a Comuni di più antica formazione e ben più grandi, le quali erano però dislocate al di fuori del nucleo originario del capoluogo, e che si associarono in un unico conglomerato urbano autonomo. I nomi di tali frazioni erano, e sono tuttora sono: Pian di Borno, Annunciata di Borno, Cogno di Borno e Cogno di Ossimo. Nel corso della storia, gli abitanti delle frazioni al fondovalle, rapidamente cresciute sia demograficamente che urbanisticamente, immaginarono il progetto di costituirsi in una comunità autonoma. Tuttavia, nonostante le ripetute richieste inoltrate nel corso degli anni, essi non riuscirono mai a raggiungere l’indipendenza: i Comuni originari di Borno ed Ossimo, infatti non avevano nessuna intenzione di rinunciare ai redditizi possedimenti nel fondovalle. Naturalmente, a lungo andare, parimenti all’espansione territoriale, crebbe anche il desiderio di distacco, tanto da indurre gli abitanti delle frazioni a ricorrere, sempre inutilmente, ai più svariati stratagemmi pur di trovare la libertà e l’autonomia, ma per molto tempo ogni sforzo fu inutile. Fu dunque solamente in epoche più recenti che, finalmente, grazie a particolari concatenazioni di eventi

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