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L'introduzione dell'open source nella pubblica amministrazione: il caso dell'Emilia Romagna

Questa tesi ambisce ad esaminare l’introduzione e lo sviluppo del fenomeno Open Source nell’ambito delle Pubbliche Amministrazioni (PA).
L’Open Source si pone come una valida alternativa al software proprietario in quanto potenzialmente più conveniente dal punto di vista economico e maggiormente affidabile sotto l’aspetto tecnico. Nonostante ciò, sembra essere ancora poco diffuso.
Si è svolta quindi un’analisi, con lo scopo di indagare la reale diffusione dell’Open Source nella PA italiana e di esplorare i motivi che spingono alcune virtuose Amministrazioni ad adottare queste soluzioni in alternativa ad altre proprietarie.
L’indagine è concentrata sul territorio della regione Emilia-Romagna.
Il metodo adottato consiste nella somministrazione di un questionario a tutti i Comuni emiliano-romagnoli e nella realizzazione di interviste semistrutturate ai responsabili dei Sistemi Informativi di alcune realtà pubbliche.
I risultati mostrano che lo stato di fatto favorisce gli applicativi proprietari (con un meccanismo noto come “esternalità di rete”). Tuttavia, alcuni enti cercano di intraprendere la strada del software Open Source; eppure la sua diffusione sembra essere ancora piuttosto bassa.
Inoltre, il lavoro risulta innovativo in quanto identifica alcune azioni che possono essere intraprese per favorire la concorrenza nel mercato del software.


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Introduzione 1 Introduzione Differenti dati confermano il rilevante ruolo che la Pubblica Amministrazione ricopre nel mercato del software e il suo preponderante ricorso a software definiti "proprietari”1; in realtà il mercato offre anche un’altra tipologia di programmi che si è sviluppata alle origini della scienza informatica e che oggi si ripropone come una valida alternativa al software proprietario: il Software Libero/Open Source. Ampiamente enfatizzate dai suoi sostenitori, le peculiarità di quest’ultimo potrebbero portare a miglioramenti tecnici ed economici; nonostante ciò, il suo utilizzo risulta ancora basso sia nella Pubblica Amministrazione sia nel più generale “mercato di massa”. La letteratura suggerisce che la PA, come soggetto attivo (potenziale “regolatore”) nel mercato, non dovrebbe intervenire attivamente a supporto del Software Libero/Open Source ma dovrebbe semplicemente informare gli utenti della presenza di una soluzione alternativa ed eventualmente più vantaggiosa del software proprietario; nel suo ruolo di “consumatore” di software la PA dovrebbe, invece, scegliere la migliore soluzione da adottare sulla base di un’oggettiva analisi costi/benefici. Sia la politica informativa sia l’approccio “passivo” proposti dalla letteratura trovano riscontro nella realtà, che vede molti legislatori privilegiare una politica di semplice informazione e molti enti adottare il software Open Source dopo un confronto costi/benefici (confronto in cui, spesso, tale software è risultato tecnicamente superiore a quello proprietario). Nonostante ciò, il mercato del software si caratterizza per essere un mercato monopolistico nel quale i consumatori risentono del predominio di alcuni “giganti” informatici (es. Microsoft, Oracle, …). È forse la politica poco incisiva (quella di semplice informazione) dei governi una causa di tutto questo? 1 Con il termine software proprietario si indica quel software che ha restrizioni sul suo utilizzo, sulla sua modifica, riproduzione o ridistribuzione, solitamente imposte da un proprietario. Queste restrizioni vengono ottenute tramite mezzi tecnici o legali. I mezzi tecnici includono il rilascio del solo codice binario del software, trattenendone il sorgente. In questi casi la modifica del software è tecnicamente impossibile per motivi pratici. I mezzi legali impiegano licenze, copyright e brevetti.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Angela Dimonopoli Contatta »

Composta da 99 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1574 click dal 19/12/2006.

 

Consultata integralmente 8 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.