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In viaggio con Ulisse. La realizzazione di uno spettacolo d'arte coreografica di Fabrizio Monteverde

Il mio lavoro vuole essere un approfondimento del processo di ideazione, progettazione, composizione coreografica e realizzazione di uno spettacolo di danza di questo grande artista, in particolare per quanto riguarda la produzione Ulisse, messa in scena durante la stagione 2004/2005 del Teatro Comunale di Treviso. L’attività di Monteverde è stata particolarmente significativa e proficua nel panorama teatrale degli ultimi trent’anni, ed è per questo che nel mio elaborato verrà analizzato il metodo di lavoro di questo importante esponente della danza contemporanea italiana. Poeta dei corpi narranti, realizzatore di drammaturgie che non raccontano ma che lasciano allo spettatore la facoltà di poter leggere, tra i movimenti, un senso nelle grandi storie della letteratura mondiale, Monteverde ha saputo mettere in scena con grande maestria, negli anni della sua carriera, le passioni, i deliri, l’erotismo, la crudeltà e l’ironia nella condizione umana; non poteva mancare quindi, nella sua vasta attività, il poema epico per eccellenza. Ulisse è stata una produzione interamente costruita nel territorio trevigiano, grazie alle collaborazioni di Progetto Danza e Teatri S.p.A. che hanno avuto un ruolo essenziale nella realizzazione del progetto; verrà quindi preso in considerazione il ruolo che queste associazioni hanno avuto nell’avvio e nell’allestimento di questo evento teatrale ed il rapporto instaurato con il coreografo, oltre al contributo dato per la formazione di una nuova giovane compagnia di danzatori che ha avuto l’opportunità di avverare il disegno coreografico del maestro Monteverde.

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INTRODUZIONE «La danza è la madre delle arti. Musica e poesia si determinano nel tempo, le arti figurative e l’architettura nello spazio: la danza vive ugualmente nel tempo e nello spazio. In essa creatore e creazione, opera e artista, fanno tutt’uno.» 1 Il poligrafo e musicologo tedesco Curt Sachs riconobbe nell’espressione artistica della danza, la più completa e condivisa esperienza che sia mai stata prodotta dall’essere umano, ciò che addirittura potrebbe essere considerato come vita stessa, ma innalzata ad un grado più elevato e intenso. La danza ha da sempre ricoperto un ruolo importante nella storia dell’umanità, sia per quanto riguarda il singolo individuo, sia per il gruppo, come si può facilmente notare dalla sua ampia ed eccezionale fenomenologia che tutt’oggi la caratterizza. Essendo un’ azione associata al movimento, atto istintivo ed inevitabile nell’uomo, l’espressione coreutica ci accompagna fin dalle epoche più remote, in seno alle quali, il corpo che danza, oltre a rivelare se stesso e la persona di cui è incarnazione, nella sua immediatezza, si presenta come un corpo sociale, appartenente quindi ad una società ben identificabile, cui deve le sue forme e le sue deformazioni. L’esposizione del corpo nella danza è una manifestazione culturale che rispecchia la società entro la quale si forma; il corpo sociale si dona, dunque, nella comunicazione, come una scrittura, della quale è possibile reciprocamente una lettura: l’espressione facciale, il comportamento e il modo di manifestarlo nel corpo attraverso determinate forme, costituiscono una modalità di trasmissione di informazioni fra individui. La dialettica fra identità e socialità rivela che esiste una stretta relazione fra i soggetti e le idee, le abitudini, i gesti e le posture proprie del tempo e del luogo, nei quali un corpo è storicamente e socialmente collocato 2 . Come il linguaggio verbale nel corso dei secoli è servito per comporre formule esoteriche, inni d’amore, leggi, testi sacri, sentenze, racconti e poemi epici, così il linguaggio del corpo ha dato vita a operazioni magiche, a cerimonie religiose, a celebrazioni militari, a solennità politiche, a rappresentazioni mondane e a divertimenti proibiti. Al pari degli altri linguaggi, anche il linguaggio del corpo può assumere infatti un’infinità di contenuti e dare a essi la forma che gli è propria 3 . 1 CURT SACHS, Storia della danza, Il Saggiatore Economici, Milano 1994. 2 ALESSANDRO PONTREMOLI, La danza, Editori Laterza, Roma-Bari 2004. 3 GIOVANNI CALENDOLI, Storia universale della danza, Arnoldo Mondatori Editore 1985. 2

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Laura Sacchetto Contatta »

Composta da 84 pagine.

 

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