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La tenuta costituzionale della riforma del mercato del lavoro nella sentenza n. 50/2005

sent. n. 50 del 2005 la riforma del mercato del lavoro

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2 Senza dubbio, la riforma non può che essere salutata positivamente per gli obiettivi che intende raggiungere; non brillantissima, invece, la tecnica legislativa usata, probabilmente anche in ragione del coinvolgimento delle parti sociali nella redazione del provvedimento (Tiraboschi 2003) e qualche dubbio sul rispetto dei principi ispiratori e dei suggerimenti contenuti nel Libro Bianco dell’ottobre 2001. Nell’attuale e delicata fase di transizione dal vecchio al nuovo mercato del lavoro, i diversi operatori dovrebbero fornire un contributo decisivo nella esegesi e nella sistematizzazione della nuova riforma, senza attardarsi in inutili polemiche ideologiche, giacché la norma è diventata legge dello Stato. La messa in opera della riforma richiederà quindi a tutti gli operatori del mercato del lavoro un periodo di grande impegno nello studio e nell’apprendimento della nuova normativa, affinché emergano chiaramente tutte le potenzialità della stessa. Vuoi che si operi per la tutela dei diritti dei lavoratori vuoi che si agisca per la realizzazione di un quadro di convenienze per le imprese, nessun effettivo progresso potrà essere realizzato senza aver prima tracciato con rigore ed oggettività un terreno comune di confronto e di dialogo partendo dalle norme e dai principi e non invece da ipotetiche visioni circa la volontà presunta o reale di un determinato Governo. Operazioni di pura e semplice demolizione interpretativa non sono certo capaci di trasformare i profili “critici” presenti nel decreto in opportunità per il necessario ritocco della norma, per la modernizzazione del mercato del lavoro e per il dialogo tra le esigenze di una realtà economica e sociale profondamente mutata rispetto a quella fordista che ha caratterizzato per decenni il mondo della produzione.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Fabrizio Meli Contatta »

Composta da 33 pagine.

 

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