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Flussi di Capitali verso i Paesi in Via di Sviluppo nell'era della Nuova Globalizzazione

Il lavoro si propone di analizzare i principali flussi di capitali diretti verso i PVS (IDE o FDI, investimenti di portafoglio e rimesse degli emigrati) e di valutarne l'impatto sulla crescita economica e sullo sviluppo nel contesto attuale della Nuova Globalizzazione.
A riguardo occorre precisare che vi è una forte discrasia tra la percezione che il mondo sviluppato ha della globalizzazione e il processo in sé: la facilità con cui le merci sono spostate, la grande mobilità dei modelli sociali, culturali e giuridici, la sensazione di un sistema economico-finanziario fortemente interconnesso generano la falsa immagine di un mondo sempre più piccolo al cui interno tutti gli elementi sono connessi. Un'immagine tanto affascinante quanto scorretta: la globalizzazione non è un fenomeno globale, ad essersi "rimpicciolito" non è tutto il mondo, ma solo quella parte collegata al circuito internazionale. Le aree povere e prive di infrastrutture di base sono ancora molto lontane dal sistema commerciale e finanziario globale: ci troviamo ad affrontare una chiara dicotomia tra chi è connesso e chi non lo è.
La globalizzazione infatti non è un processo inclusivo, anzi è fortemente esclusivo, e il persistere del paradosso di Lucas, ossia il mancato fluire di capitali dai paesi ad alto redditto verso i paesi più poveri, in un momento storico in cui la liquidità e la mobilità dei capitali hanno raggiunto il picco non può che avvalorare tale affermazione.
Una volta dimostrata l'esistenza di paesi sconnessi e illustrate le potenzialità positive derivanti dalla loro connessione al circuito globale,
si presentano alcuni degli strumenti più utilizzati per sopperire alla mancanza di liquidità nel settore privato e favorirne l'internazionalizzazione, molti afferiscono alla finanza strutturata altri non sono che una rivisitazione di mezzi ben noti. Leasing, factoring e forfaiting sono senz'altro i più noti, cui si affiancano la structured commodity finance, l'e-finance e altri ancora.
In conclusione è bene sottolineare che la ricerca si è valsa dei dati statistici di più recente pubblicazione e dell'aiuto dell'International Trade Centre UNCTAD/WTO, organo internazionale che si occupa dei processi di internazionalizzazione dei paesi poveri.

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Paesi in via di Globalizzazione: considerazioni generali In occasione del Consumer electronic show tenutosi a Las Vegas nel gennaio 2007, Bill Gates, il padre dell’epoca digitale, afferma che a breve sarà possibile accedere alle informazioni di cui abbiamo bisogno sempre e comunque, e accenna brevemente alle esperienze connesse. Secondo Gates, il futuro della società globale è un’esperienza di connettività totale, ventiquattro ore al giorno. Il futuro è essere connessi. Due anni prima, Frédérique Roussel preconizzava su Libération “Internet sarà sempre più a misura d’uomo. Un giorno saremo sempre e ovunque collegati in rete. Senza interruzione tra ufficio, automobile e casa”. L’umanità è destinata ad essere connessa. Thomas Friedman, inserzionista del New York Times, ha recentemente sostenuto che il mondo è ritornato piatto, riferendosi alla facilità con cui oggi fluiscono merci, servizi e capitali. La struttura economico-finanziaria globale è strettamente interconnessa. Largamente condiviso è il concetto di “morte della distanza”. La tecnologia delle telecomunicazioni annulla non solo lo spazio ma anche il tempo. Ormai è possibile parlare con chiunque, in qualsiasi parte del mondo. O meglio, è possibile interagire con chiunque sia connesso. La convinzione secondo cui la Globalizzazione possa essere definita come flusso, un flusso molto diversificato, un flusso di persone, di merci, di capitali, di idee ,di dati, di informazioni, di bit è senz’altro ampiamente condivisibile. In realtà non si tratta di un’intuizione recente, ma affonda le proprie radici intellettuali nei lavori dei pionieri degli studi sulla Globalizzazione. Già a fine Ottocento Sismonde de Sismondi accennava ad un mercato di tutto l’universo, tuttavia i primi scritti moderni risalgono al 1974, anno in cui si impone il concetto di Sistema Mondo elaborato da Immanuel Wallerstein. Fino ad oggi la letteratura sulla Globalizzazione non ha conosciuto che un rapido sviluppo. Ciononostante, si ha l’impressione di avere una conoscenza sempre più inesatta, banale e parziale di un fenomeno che sfugge ad ogni tentativo di inquadramento tassonomico. Assumendo come buona la definizione di Globalizzazione come sinonimo di interconnessione e di flussi, alcune precisazioni sono necessarie. Come nota acutamente J. B. De Long, la Globalizzazione così intesa non è un fenomeno globale, in realtà non è il mondo intero ad essersi rimpicciolito, ma solo la parte di

Tesi di Master

Autore: Marco Beglia Contatta »

Composta da 100 pagine.

 

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