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L'intervistatore telefonico e gli errori nelle domande

“L’intervista telefonica è uno strumento molto usato per la raccolta delle informazioni nelle scienze sociali” afferma Sapignoli (2006). L’uso del telefono come mezzo di contatto con l’intervistatore ha, infatti, soppiantato prima i questionari inviati via posta poi le interviste faccia-a-faccia.
Ad oggi, molti sono gli studi compiuti per approfondire gli aspetti dell’intervista telefonica, sottolineando i punti di forza che la caratterizzano e i vantaggi che (senza dubbio) produce senza, però, dimenticare i punti di debolezza e i limiti che l’accompagnano.
L’ interesse verso questo strumento d’indagine è legato alla mia personale esperienza come intervistatrice telefonica per un Istituto che si occupa prevalentemente di ricerche sociali. Nell’esaminare la letteratura sull’argomento, mi sono accorta che poco si dice del modo in cui funzionano le cose sul campo. Questo anche perché non si dà voce all’ultimo anello della catena di produzione del dato: l’intervistatore!
La mia esperienza mi ha permesso pure di esaminare concretamente le caratteristiche delle domande e nel complesso dei questionari che vengono somministrati al telefono.
Dopo aver esaminato la letteratura che segnala le principali cause di errori (domande complesse, uso frequente di tecnicismi, domande tendenziose, liste di risposte molto lunghe, etc). ho rintracciato questionari esemplari che non rispettano affatto le prescrizioni di rito. Per capire i reali e quotidiani comportamenti dell’intervistatore telefonico, invece, ho intervistato dei miei ex colleghi di vari Istituti di ricerca di Napoli e Roma. Per una volta i ruoli si invertono: chi intervista viene intervistato, per dare voce, come si diceva, ad un attore trascurato ma fondamentale del processo di domanda-risposta.
L’interesse nel condurre questa (seppur) breve ricerca nasce dalla curiosità di sapere se la mia personale esperienza da intervistatrice telefonica poco fedele al questionario, poco preoccupata di seguire le istruzioni, ma intenzionata solo a concludere frettolosamente la telefonata è drammaticamente estendibile alla categoria degli intervistatori telefonici. I dati a riguardo sono preoccupanti.

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5 Capitolo 1 – Le interviste telefoniche Quando leggiamo un quotidiano, guardiamo il telegiornale e ascoltiamo la radio, riceviamo delle informazioni su temi che possono presentare un qualche interesse pubblico. Talvolta lasciamo scorrere queste informazioni senza prestar loro una grande attenzione, perché l’argomento non suscita in noi un interesse particolare. Altre volte, un’informazione può colpirci e farci riflettere, inducendo a prendere posizione sul tema in questione e a formarci quindi un’opinione. Tuttavia, può spontaneamente sorgere in noi una domanda: che cosa pensa la gente al riguardo? Qual è, a questo proposito, l’orientamento degli italiani? Per saperlo, potremmo discutere con familiari, amici o colleghi, ma così facendo ci limiteremo probabilmente a farci un’idea di quale sia l’orientamento prevalente nel nostro ristretto ambiente sociale. Se quello che ci interessa è invece uscire dal consueto mondo di riferimento per sapere che cosa ne pensa una cerchia più ampia di quella in cui ci muoviamo e per farci un’idea di come sono articolate le opinioni al suo interno allora avremo bisogno di uno strumento specifico: il sondaggio d’opinione. Questo, oltre a dare indicazioni su quale sia l’opinione degli intervistati su una vicenda, potrà essere utile per sapere, ad esempio, fino a che punto essi siano informati sui fatti.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo

Autore: Emanuela Nicoloro Contatta »

Composta da 180 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2423 click dal 31/05/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.