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Nella giungla del jingle. L’uso della musica negli spot pubblicitari

L’autore in questa tesi di laurea, partendo dalla constatazione che fino ad ora, sorprendentemente, la valenza della musica nel linguaggio pubblicitario è stata poco o punto studiata, si prefigge lo scopo di analizzare alcuni aspetti salienti di questo importante mezzo di comunicazione.
Il lavoro, per ovvi motivi, è centrato sull’analisi delle potenzialità comunicative della musica nell’ambito degli spot pubblicitari televisivi, ma è comunque facilmente estendibile, in quanto, nel primo capitolo, vengono richiamati i concetti di base, quali il concetto di musica e quello di comunicazione musicale. Viene inoltre fatta una rapida disamina di come nell’individuo sia presente una percezione musicale fin dalla fase prenatale e di come la capacità di associare sensazioni alla musica sia invece il frutto di un adattamento culturale (in riferimento alle società occidentali).
Nel secondo capitolo, dedicato alla fruizione musicale, la disamina dell’argomento parte da una originale impostazione delle coppie primarie dell’ascolto e, passando per i modelli della ricezione, giunge alla definizione della percezione musicale ed alla descrizione dei suoi effetti sull’individuo.
Tali premesse sono funzionali alla comprensione del nocciolo sperimentale del presente lavoro, affronatato nel terzo capitolo: in uno spot pubblicitario la componente musicale è così rilevante che anche la sua assenza veicola informazioni. A tal fine, dopo aver analizzato le tematiche generali del matrimonio tra musica e media (ovviamente con particolare riferimento alla televisione) ed inquadrato l’argomento in un contesto storico che parte dal banditore medioevale, passa per le grida dei mercati ed arriva al moderno jingle, vengono analizzati alcuni spot pubblicitari degli ultimi venti anni, sotto una duplice luce: da una parte viene sviluppata una tassonomia per la musica degli spot, con finalità classificatorie; dall’altra viene proposto un personale schema interpretativo delle funzioni che la musica, intesa come componente testuale, può svolgere all’interno dell’audiovisivo commerciale.
Il tutto tenendo presente il parere di alcuni professori della facoltà e di esperti del settore, le cui opinioni, sia degli uni che degli altri, sono riportate in appendice.

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6 Introduzione Luigi Del Grosso Destrieri, quasi vent’anni fà, affermava: “Sconcerta, in particolar modo, l’assenza di considerazioni sugli aspetti musicali negli studi sulle comunicazioni di massa, come se non si sapesse che quasi tutti i programmi radiofonici e televisivi sono caratterizzati da un aspetto musicale (se non sono musicali tout court) e che, pertanto, la classica analisi del contenuto dei messaggi veicolati, basata su modelli comunicativi verbali, si rivela del tutto insufficiente a comprendere ed analizzare questi messaggi complessi nei quali la verbalità è lungi dall’essere esaustiva” (L. Del Grosso Destrieri, 1988, pag. 49). A diciassette anni di distanza, la situazione non sembra molto diversa. Stupisce, infatti, che la musica come componente del linguaggio televisivo abbia trovato pochissimo spazio negli studi italiani (ma anche stranieri) dedicati al medium. Ed è curioso notare come siano proprio due masmediologhe, Luisella Bolla (ricercatrice e consulente nel settore multimediale) e Flaminia Cardini (studiosa dei media e della comunicazione), a sottolinearne invece l’importanza: “La musica è equiparabile al sistema circolatorio che attraversa l’intero corpo della tv e irradiandosi nei suoi infiniti canali assume l’aspetto di una macchina sonora che combina tempi e spazi […] La sua è una capacità soprattutto strutturale, narrativa e passionale: apre varchi, segna sentieri, incornicia situazioni, sottolinea atmosfere” (L. Bolla, F. Cardini, 1997, pag. 11). In ambito pubblicitario poi, l’argomento sembra addirittura ignorato, come se tra l’una e l’altra pratica non esistessero legami di alcun tipo (in realtà, come vedremo in corso d’opera, il rapporto instaurato tra musica e pubblicità è quasi simbiotico). Aldilà infatti del validissimo lavoro, dal titolo emblematico “Musica e pubblicità”, del sociologo francese Jean Remy Julien, i teorici del messaggio

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Alessandro Fantera Contatta »

Composta da 192 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8185 click dal 05/06/2007.

 

Consultata integralmente 34 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.