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Problemi e prospettive del comparto olivicolo. Il caso della Puglia.

La scelta di effettuare questo lavoro sull’olivicoltura, è maturata dal desiderio di approfondire le conoscenze su di un settore molto importante a livello nazionale, ma molto importante anche per la zona in cui vivo, dato che la Puglia ne ha la leadership; tale scelta è stata dettata anche dalla volontà di comprendere meglio sia le difficoltà che questo comparto soffre, sia i motivi per cui non riesce a superarle. Quello dell’olivicoltura si è rivelato un settore molto difficile da analizzare e capire, a causa della sua complessità strutturale, ovvero delle numerosissime fasi in cui si articola la filiera; sulla base di questo presupposto il mio lavoro si è rivelato più interessante del previsto. Il mio intento è quello di effettuare, innanzitutto, una descrizione della struttura della filiera, analizzandone tutte le fasi principali (cap. 1), per poi procedere ad esaminare i problemi ad essa connessi; il primo fra tutti riguarda la definizione di un’adeguata regolamentazione comunitaria del comparto (cap. 2), argomento di particolare interesse, sia perché proprio durante gli ultimi mesi sono state avanzate delle proposte di riforma dell’attuale Organizzazione Comune di Mercato (OCM), sia perché l’attuazione definitiva di un’Europa unita non può prescindere dalla armonizzazione delle politiche agricole, che dovranno riuscire ad eliminare le naturali disparità esistenti fra i diversi Paesi che parteciperanno all’Unione. Un altro argomento di primaria importanza, e, strettamente, legato alla Politica Agricola Comunitaria (PAC), è quello relativo alle frodi (cap. 3), in quanto il nostro Paese sembra essere attratto dai fondi messi a disposizione dalla Comunità, non tanto per intraprendere un’opera di ristrutturazione dell’olivicoltura nazionale, ma quanto per poterne usufruire il più possibile, anche senza avere maturato lecitamente il diritto ad incassarli. L’ultima parte del lavoro è dedicata alla descrizione della filiera olivicola pugliese (cap. 4), la quale gioca un ruolo di primaria importanza a livello nazionale e mondiale, ma che non ha mai avuto la possibilità di affermarsi come potrebbe, in quanto non è mai stata supportata a dovere dagli organi competenti. Ho creduto, infine, necessario tirare le somme del lavoro svolto e di affiancarle a delle opinioni personali maturate durante i mesi di studio dedicati a questo argomento.

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PROBLEMI E PROSPETTIVE DEL COMPARTO OLIVICOLO. IL CASO DELLA PUGLIA 5 INTRODUZIONE La scelta di effettuare questo lavoro sull’olivicoltura, è maturata dal desiderio di approfondire le conoscenze su di un settore molto importante a livello nazionale, ma molto importante anche per la zona in cui vivo, dato che la Puglia ne ha la leadership; tale scelta è stata dettata anche dalla volontà di comprendere meglio sia le difficoltà che questo comparto soffre, sia i motivi per cui non riesce a superarle. Quello dell’olivicoltura si è rivelato un settore molto difficile da analizzare e capire, a causa della sua complessità strutturale, ovvero delle numerosissime fasi in cui si articola la filiera; sulla base di questo presupposto il mio lavoro si è rivelato più interessante del previsto. Il mio intento è quello di effettuare, innanzitutto, una descrizione della struttura della filiera, analizzandone tutte le fasi principali (cap. 1), per poi procedere ad esaminare i problemi ad essa connessi; il primo fra tutti riguarda la definizione di un’adeguata regolamentazione comunitaria del comparto (cap. 2), argomento di particolare interesse, sia perché proprio durante gli ultimi mesi sono state

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Gianluca Dell'antoglietta Contatta »

Composta da 189 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3424 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.