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Il rischio di credito nelle banche della Repubblica Ceca

Informazioni tesi

  Autore: Gianluca Prina
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2006-07
  Università: Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Stefano Caseli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 180

Laureando: Prina, Gianluca
Titolo: Il rischio di credito nelle banche della Repubblica Ceca
Abstract: La gestione dei rischi bancari è un tema di forte attualità. In particolar modo nei paesi dell’est Europa il gap esistente dallo `stato dell’arte’ dei paesi occidentali alla fine del dominio sovietico era sensibilmente elevato. La mancanza di un supervisore che svolgesse realmente tale ruolo, associata a comportamenti criminosi consenti dalla mancanza di un reale sistema di controllo interno alle banche, hanno causato la crisi di numerose banche, portandone alcune al fallimento. Nonostante la difficoltà della situazione le istituzioni sono state capaci di recuperare rapidamente tale gap, se non del tutto nella sostanza, almeno nella forma. L’attrattività dei mercati emergenti dell’est hanno spinto acquisizioni da parte di banche occidentali che hanno spinto verso l’adozione di modelli interni di gestione dei rischi più adatti alla situazione. La vera sfida sarà rappresentata dalla capacità di recuperare rapidamente una capacità non solo formale ma anche sostanziale e di saper mantenersi al passo con lo sviluppo dei paesi più industrializzati.

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1Introduzione Negli odierni sistemi economici la funzione di intermediario finanziario ha assunto un ruolo sempre più centrale, spingendo le aziende di credito ad evolvere rapidamente soluzioni che fossero adatte a supportare le mutevoli condizioni in corso nei paesi più avanzati e in quelli in via di sviluppo. La necessità di un sistema che permettesse di governare la pluralità di rischi che ogni intermediario deve affrontare ha portato allo sviluppo di un sistema di strumenti adatti a tale scopo. La rapida evoluzione, sospinta dalle normative emanate a riguardo, ha permesso di dirigere rapidamente l’intero sistema verso la creazione di quella soundess necessaria al corretto funzionamento dell’apparato creditizio. Riassunto Gli odierni strumenti di controllo dei rischi spaziano dal controllo del rischio di interesse, a quello di mercato, a quello di credito e a quello operativo. Oggetto della tesi è il rischio di credito, la possibilità, cioè, che avvenga una variazione inattesa del merito creditizio di una controparte nei confronti della quale esiste un’esposizione che generi una corrispondente variazione inattesa del valore di mercato della posizione creditoria. Per evitare che tale situazione produca effetti quali il rischio di avere in portafoglio un credito inesigibile, sono stati sviluppati modelli che permettano di valutare, in primo luogo, il merito creditizio della controparte, la sua capacità di far fronte agli impegni presi e il limite dell’affidamento. Naturalmente rimane la possibilità di richiedere garanzie, covenants e collaterals a copertura della posizione da parte dell’affidatario. Sono stati sviluppati differenti metodi di elaborazione delle classi di merito creditizio, che possono risultare adatte a differenti situazioni e necessità da parte delle istituzioni creditizie. Le istituzioni si sono mosse rapidamente per aggiornare i propri sistemi di controllo alle mutate condizioni, le banche centrali dei paesi più sviluppati sono da tempo attive in tal senso, quelle dei paesi in via di sviluppo stanno recependo la normativa ad un livello formale più che sostanziale implementando nel frattempo il sistema intermediario. Per concludere la parte inerente allo ‘stato dell’arte’ si deve ricordare il lavoro compiuto tramite il rinnovamento della normativa operato attraverso la normativa emanata dal comitato di Basilea, la cosiddetta Basilea II, che innoverà fortemente e sensibilmente il sistema. Nei paesi dell’est Europa tali procedure erano sconosciute fino all’ingresso di banche straniere nel loro sistema creditizio. Storicamente la Repubblica Ceca si presenta con un capitalismo di tipo renano, essendo stata la regione dominata per lungo tempo da parte dell’impero austro-ungarico. La mancanza di banche di diritto ceco è sempre stata sentita all’interno della regione, mancanza che non permetteva lo sviluppo autonomo di attività industriali. E’ con la fine del 1800 e l’inizio del 1900 che nascono le prime casse di risparmio ceche, e con esse la prima banca universale ceca, la Zivnostenska, oggi di proprietà dell’italiana Unicredit. Tale banca ceca era l’unica azienda di credito boema in grado di ottenere pressoché ovunque lo sconto dei propri titoli. Lo sviluppo di un sistema di intermediazione autonomo procede lentamente ma regolarmente fine allo scoppio della II guerra mondiale, alla fine della quale la situazione muta radicalmente, passando la nazione sotto l’orbita sovietica. Rimangono in vita poche banche, ognuna specializzata per funzione e dirette con l’obiettivo di rispettare i piani quinquennali elaborati dal ministero delle finanze. Il sistema risultava fortemente inadatto a garantire operazioni trasparenti, incentivando invece operazioni legate a legami di tipo personale. La caduta del muro di Berlino e la conseguente apertura all’ovest del paese ha comportato una necessità di un rapido e deciso rinnovamento per adeguare le strutture ai nuovi mercati con cui si era entrati in contatto. I primi problemi sorsero tra le necessità a livello politico, poco compatibili con quelle di carattere economico. Decisioni fondamentali riguardavano

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