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Trattamento depurativo di reflui effluenti da aziende enologiche con residuale presenza di farine fossili

In un’azienda di produzione vinicola è fondamentale la fase di purificazione di vini e mosti da particelle fini che possono modificarne le caratteristiche organolettiche. A questo scopo si opera con una serie di processi di micro-filtrazione spinta per ottenere un vino estremamente purificato. I migliori risultati in questo senso sono stai ottenuti in filtri a tamburo rotante sottovuoto, utilizzando coadiuvanti alla filtrazione a base di farine fossili che vengono poi scaricati con i reflui e trasportati fino all’impianto di depurazione. Le farine fossili hanno l’inconveniente di essere fortemente abrasive, per cui provocano il deterioramento di alcuni elementi dell’impianto, in modo particolare di quelli con parti metalliche in movimento (turbine e aeratori sommersi delle vasche di ossigenazione). Nell’ambito di questa tesi si sono studiati i processi di sedimentazione di campioni di farina fossile trattati con diversi coadiuvanti (agenti coagulanti e flocculanti) e si è visualizzato il loro comportamento al variare della quantità di partenza. La necessità di effettuare questo tipo di studio è nata da un problema effettivo che si verifica negli impianti di depurazione di aziende dell’industria alimentare. Dalle prove di laboratorio e dalle analisi condotte sui campioni è emerso che un buon metodo per ridimensionare il problema consiste nel sottoporre il refluo ad una serie di pre-trattamenti in un’apparecchiatura opportunamente dimensionata e con l’aggiunta di opportuni reagenti. Si è proceduto infine a stabilire il dosaggio ottimale dei reagenti e al dimensionamento dell’apparecchiatura per effettuare l’operazione di sedimentazione con flocculazione che permetta l’abbattimento del 70% della concentrazione di particelle solide sospese nei reflui.

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Cap.1 Il Processo 1.1 - Stabilimenti “Settesoli” come caso d’indagine Le Cantine Sottesoli, società cooperativa a responsabilità limitata (s. r. l.), esercitano la loro attività di produzione all’interno di tre stabilimenti industriali distinti, due ubicati nel territorio di Menfi (AG) e uno in Santa Margherita Belice (AG). Questo lavoro di tesi è stato svolto in riferimento allo stabilimento di c.da Puccia sito in Menfi in cui vengono sviluppate produzioni di vini bianchi e rossi. Il ciclo produttivo industriale prevede le seguenti fasi di lavorazione: • Ricezione uve, pigiatura e deraspatura; • Vinificazione differenziata mosti (vini bianchi o rossi); • Stabilizzazione vini e stoccaggio prodotti finiti. 1.1.1 - Ricezione uve, pigiatura e deraspatura Sulla materia prima vengono effettuate analisi preliminari del contenuto in zuccheri e del colore (maturità fenolica) per valutare il valore economico e stabilire il percorso di lavorazione che la partita dovrà subire. La potenzialità di ricezione giornaliera è variabile da poche centinaia di qnt/die a fasi di punta massima dell’ordine di 3.000 - 5.000 qnt/die nell’arco di 30 - 40 giorni nei mesi di agosto e settembre. Ad ogni vasca di ricezione è accoppiata una macchina pigioderaspatrice ed una linea di avviamento del pigiato alle fasi successive. Il residuo solido di questa fase (raspi) viene espulso e avviato all’utilizzo sul suolo agricolo. Le vinacce prodotte all’interno della sala macchine durante la pressatura vengono convogliate agli autotreni e trasportate alle distillerie. Per grandi linee è possibile distinguere due differenziate fasi di lavorazione: • Vini bianchi di qualità con tre linee di lavorazione • Vini rossi di qualità con due linee di lavorazione 6

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Rossella Ferraro Contatta »

Composta da 97 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.