Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il disagio della civiltà: la scelta etica di Freud

Il disagio della civiltà: la scelta etica di Freud

Mostra/Nascondi contenuto.
4 INTRODUZIONE La prima volta che ho avuto notizia del fatto che Freud avesse scritto Il disagio della civiltà, è stato durante il corso di psicologia dinamica che ho seguito durante il mio itinerario formativo all’Università della Calabria. Dai cenni fatti sul significato di questo scritto di Freud, mi colpì soprattutto la possibilità di leggere quest’opera di psicoanalisi applicata come una riflessione ancora attuale sull’assetto del processo d’incivilimento. In questo saggio, infatti, Freud s’interroga sull’origine remota e sul significato profondo dell’infelicità umana, inquadrandola come un tratto costitutivo - che ha accompagnato ed accompagnerà sempre - gli uomini nel loro essere animali sociali o, come diceva Aristotele, “animali politici”. La spietatezza e la durezza dell’analisi freudiana sembra oggi, più che mai, attuale. O meglio, Il disagio della civiltà sembra porsi oggi come grido d’allarme per lo più inascoltato e dimenticato. Ciò che più mi ha interessato, infatti, è stato il tentativo di comparare le parole freudiane sul destino del vivere sociale umano, con le ideologie e gli orientamenti valoriali oggi più diffusi. Mi è apparso molto interessante il confronto fra la sottolineatura freudiana del conflitto fra bisogni differenti e l’orizzonte - dominante nella post-modernità - di una perdita di senso a carattere nichilista, risolta attraverso l’esaltazione della stessa perdita di senso. Le domande che Freud pone ai lettori di Il disagio della civiltà sono domande amplissime e profonde, intese ad indagare il significato stesso del vivere sociale e del farsi del processo d’incivilimento. Il mio personale ritorno a Freud, in questo breve lavoro di tesi, non ha avuto nessuna intenzione esaustiva. Il mio intento era, piuttosto, quello di cogliere e sottolineare la divergenza fra le parole di Freud (in questo saggio di psicoanalisi applicata) e ciò che oggi possiamo cogliere come orientamento valoriale, e più in generale in uno sguardo ideologico nella società che viviamo.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Michelangelo Rago Contatta »

Composta da 48 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7018 click dal 25/06/2007.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.