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La comunicazione della verità

La mia tesi è un tentativo di creare un approccio allo studio dei fenomeni sociali e discorsivi che tenga conto dell'apporto di Michel Foucault, attraverso la sua riscoperta della "parresia", e di quello di René Girard, con la sua formulazione della figura del "capro espiatorio".

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4 INTRODUZIONE Parliamo, scriviamo, ascoltiamo le parole degli altri, leggiamo i libri ch’essi scrivono. Seguiamo i loro consigli, ci mettiamo a discutere, accettiamo i loro complimenti. Quante, delle migliaia di parole che incontriamo nel corso della nostra giornata, riflettono davvero il pensiero di chi le ha prodotte, scritte, dette? Quante sono sincere? Non ce lo chiediamo, tranne che in rari casi: quando, per qualche ragione, siamo spinti a interrogarci, per la particolare rilevanza di quelle parole, sulla loro aderenza alla verità, cioè al pensiero di chi le ha pronunciate o scritte. Ma che cos’è la verità? Che cosa intendiamo dire, nominandola? Ha ancora un senso parlarne, organizzare una discussione al riguardo? Poi, la domanda più contemporanea: è un concetto utile? Intenderci su tutto ciò è fondamentale, un compito preliminare: non riveste interesse, in questo lavoro, la disputa sulla verità intesa in senso assoluto, pertinenza esclusiva di campi diversi dal nostro, né la sua definizione formale, rigorosa, che riguarda le discussioni della filosofia analitica, della logica. Di verità si può discutere unicamente in quei territori? Bisogna utilizzare i simboli e le lettere maiuscole, A e B e Dio? Questo lavoro non tratterà della verità metafisica e cristallina, magari illuminata ma isolata, raggiungibile in uno spazio vuoto e non popolato dagli uomini. O di quella “assoluta”, non credendo che possa esistere una verità che sia realmente ab-soluta, cioè “sciolta da” qualcosa: dall’esperienza. Tratterà una questione molto più terrena: non la verità in sé e per sé, ma la verità, potremmo dire, in noi e per noi, cioè quella detta e comunicata da uomo a uomo, diffusa nello spazio sociale. Non reputiamo ininfluente o, men che mai, dannosa la speculazione sulla verità in senso astratto e logico-analitico. Ci sembra, tuttavia, poco discusso e chiarito il problema della pratica della verità: della sua comunicazione, opera umana e concreta, di bocca in bocca.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Paolo Bonari Contatta »

Composta da 240 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.