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Luchino Visconti e il cinema italiano

INTRODUZIONE


La scelta del tema della mia tesi è nata quando ho visto per caso in ungherese un film, Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti alla televisione. Non ho visto la pellicola dall’inizio ma ho fermato l’attenzione su una scena in cui i due protagonisti, Rocco e Nadia, stavano prendendo un caffè su una terrazza di un bar: parlavano di se stessi e del loro paese, e quando Rocco parlava del suo luogo natale e della sua infanzia, cioé del Sud-Italia, e diceva che era venuto al Nord con i suoi fratelli, anche se non voleva. Poi, vedendo questa scena mi é cominciata a interessarmi la trama del film, perché in questo punto Visconti ha toccato un problema vivo anche oggi in Italia e, secondo me anche in Ungheria; forse presente in un altro quadro, cioè in quello per cui anche oggi tanta gente va dal suo piccolo paese in cittá: e ciò a mentre ad altri no. Questo è il primo motivo per cui volevo vedere questo film per intero e, dopo averlo fatto, ho cominciato ad avere interesse a vedere altri film di Luchino Visconti e a conoscere la sua vita e la sua attività cinematografica e teatrale, ma anche l’ambito storico e sociale della sua epoca, accennando così ad altri registi che erano importanti nello stesso periodo.
Poi, ho chiesto l’aiuto di un professore che si occupa di cinema, il Dr. Alessandro Rosselli, che mi ha dato altri film di Luchino Visconti e mi ha rafforzato nell’idea che valga la pena di occuparmi di questo regista su cui sono state scritte diverse critiche, per cui è impossibile classificarlo con i suoi film, come un rappresentante di una particolare tendenza. Visconti ha il proprio stile, che segue diverse tendenze, ma il suo modo di creazione, secondo qualche critico, è totalmente diverso da quelli degli altri registi della sua epoca.
Tutti i veri registi come lui fanno i loro film per dire con essi qualcosa di importante al pubblico. Il motivo per un regista di fare dei film é sempre ispirato dai ricordi e dai sentimenti della sua vita, dall’infanzia fino al momento in cui pensa di fare la sua pellicola; poi, è ispirato anche dalla sua ansia, dalla sua speranza o dalla sua disperazione . Cioè, il vero regista si comporta come un artista.
Luchino Visconti era lo era davvero visto che la sua vita era già un film drammatico con molta tensione e contrasti,fu dalla sua nascita, attraverso gli avvenimenti storici e, così, tramite i cambiamenti sociali e morali della sua epoca. Voleva convincere tutti convicendo così sé stesso: aveva tanta forza per farlo e lottava durante tutta la sua esistenza, con speranza e poi, alla fine della vita, disperatamente contro il disordine del mondo.
Gaia Servadio scrisse di lui nel suo libro Luchino Visconti :
„(...) la creatività non è mai felice e Luchino Visconti era un uomo tormentato da molti dubbi e conflitti interiori. Il mago Visconti. Ricordo una sera d’inverno a Roma, in Piazza del Popolo. Io ero in compagnia di alcuni amici comuni quando lo vidi sbucare improvvisamente dal buio, una lunga sciarpa al collo, un cappottone scuro. Il fatto che ci trovasse subito, malgrado l’oscurità, e la mera forza della sua presenza, che ci fece cambiare all’istante conversazione e atteggiamento, mi ricordarono un episodio dell’Iliade in cui un gruppo di esseri umani è visitato da un dio in incognito, il quale li trova subito, naturalmente, dovunque siano, si mescola a loro e discorre con loro, ma non è come loro.”
Comunque, non solo la presenza ma anche le sue opere mi sembrano misteriose e piene di segreti ma anche di forza.
I critici hanno opinioni diverse su Luchino Visconti e sulle sue opere, ma non riescono a indovinare i misteri che erano nel regista e nei suoi film.
Appunto per questo mi interessa tanto, proprio perché è impossibile classificarlo: lui resta come un grande enigma difficilmente comprensibile. Forse questo era il suo scopo, cioè che il suo pubblico trovi il significato dei simboli nei suoi film e faccia riferimento a lui per capire così la propria vita problematica.
Questo è il motivo più importante per cui ho scelto il mio tema di tesi: capire meglio me stessa esaminando i film e le attività di Luchino Visconti.




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2 2. INTRODUZIONE La scelta del tema della mia tesi è nata quando ho visto per caso in ungherese un film, Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti alla televisione. Non ho visto la pellicola dall’inizio ma ho fermato l’attenzione su una scena in cui i due protagonisti, Rocco e Nadia, stavano prendendo un caffè su una terrazza di un bar: parlavano di se stessi e del loro paese, e quando Rocco parlava del suo luogo natale e della sua infanzia, cioé del Sud- Italia, e diceva che era venuto al Nord con i suoi fratelli, anche se non voleva. Poi, vedendo questa scena mi é cominciata a interessarmi la trama del film, perché in questo punto Visconti ha toccato un problema vivo anche oggi in Italia e, secondo me anche in Ungheria; forse presente in un altro quadro, cioè in quello per cui anche oggi tanta gente va dal suo piccolo paese in cittá: e ciò a mentre ad altri no. Questo è il primo motivo per cui volevo vedere questo film per intero e, dopo averlo fatto, ho cominciato ad avere interesse a vedere altri film di Luchino Visconti e a conoscere la sua vita e la sua attività cinematografica e teatrale, ma anche l’ambito storico e sociale della sua epoca, accennando così ad altri registi che erano importanti nello stesso periodo. Poi, ho chiesto l’aiuto di un professore che si occupa di cinema, il Dr. Alessandro Rosselli, che mi ha dato altri film di Luchino Visconti e mi ha rafforzato nell’idea che valga la pena di occuparmi di questo regista su cui sono state scritte diverse critiche, per cui è impossibile classificarlo con i suoi film, come un rappresentante di una particolare tendenza. Visconti ha il proprio stile, che segue diverse tendenze, ma il suo modo di creazione, secondo qualche critico, è totalmente diverso da quelli degli altri registi della sua epoca. Tutti i veri registi come lui fanno i loro film per dire con essi qualcosa di importante al pubblico. Il motivo per un regista di fare dei film é sempre ispirato dai ricordi e dai sentimenti della sua vita, dall’infanzia fino al momento in cui pensa di fare la sua pellicola; poi, è ispirato anche dalla sua ansia, dalla sua speranza o dalla sua disperazione . Cioè, il vero regista si comporta come un artista. Luchino Visconti era lo era davvero visto che la sua vita era già un film drammatico con molta tensione e contrasti,fu dalla sua nascita, attraverso gli avvenimenti storici e, così, tramite i cambiamenti sociali e morali della sua epoca. Voleva convincere tutti convicendo così sé stesso: aveva tanta forza per farlo e lottava durante tutta la sua

Tesi di Master

Autore: Judit Pölöskei Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3286 click dal 04/09/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.