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Sistemi di gestione per la qualità, l'ambiente e la sicurezza: il caso Moroso S.p.A.

Ho scelto come argomento della mia tesi i sistemi di gestione aziendali per la qualità, l’ambiente e la sicurezza al fine di approfondire tematiche e concetti che potranno essere utili per la mia futura professione.
In questo modo ho avuto l’opportunità di capire meglio i meccanismi e le dinamiche che portano alla creazione degli standard certificabili: le norme ISO 9001, ISO 14001, EMAS, OHSAS 18001, ecc., come si è visto, vengono redatte allo scopo di salvaguardare l’interesse dei consumatori e della collettività, migliorare il sistema produttivo e facilitare lo scambio internazionale di beni e servizi, attraverso la promozione di strumenti e linguaggi comuni tra i diversi paesi e settori produttivi.
Queste norme, che costituiscono il punto di riferimento per la gestione delle organizzazioni aziendali di qualsiasi settore, dimensione, tipologia e localizzazione geografica, sono quindi un’espressione del panorama culturale ed economico all’interno del quale sono inserite, la cui tendenza si muove verso una sempre maggiore globalizzazione e integrazione mondiale dei mercati.
La grande diffusione di questi standard e il numero sempre crescente di organizzazioni che vi aderiscono in tutto il mondo, sta a dimostrare a mio parere che la loro certificazione viene dettata principalmente da esigenze di mercato e secondariamente dall’esigenza, da parte dell’azienda, di una migliore organizzazione e gestione dei propri aspetti legati alla qualità, all’ambiente o alla sicurezza: si tratta spesso di una diffusione a cascata, in cui cioè la grossa organizzazione (magari multinazionale) o l’ente pubblico impone ai propri fornitori o appaltatori la certificazione secondo una o più specifiche norme, allo scopo di avere una ragionevole garanzia che i fornitori stessi saranno in grado, con continuità nel tempo, di fornire prodotti e servizi conformi a determinati requisiti concordati; questi a loro volta richiedono la certificazione ai piccoli subfornitori o subappaltatori, portando così ad una rapida diffusione dello standard. Questo meccanismo consente la creazione di un linguaggio e di una base “culturale” comune a tutte le organizzazioni, facilita gli scambi e le comunicazioni e solleva i clienti dall’esigenza di effettuare controlli di seconda parte sui propri fornitori (essendo questi garantiti dagli audit di parte terza effettuati da parte degli organismi di certificazione).

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1 CAPITOLO 1 Normazione, certificazione e accreditamento 1.1 Le norme e la normazione Prima di affrontare i contenuti connessi all’accreditamento e alla certificazione è necessario chiarire cosa s’intende per norma tecnica e fornirne una breve definizione: “documento prodotto mediante consenso e approvato da un organismo riconosciuto che fornisce, per usi comuni e ripetuti, regole, linee guida o caratteristiche relative a determinate attività o ai loro risultati, al fine di ottenere il miglior ordine in un determinato contesto”. Inoltre, secondo la Direttiva Europea 98/34/CE del 22 giugno 1998 “norma” è la specifica tecnica approvata da un organismo riconosciuto a svolgere attività normativa per applicazione ripetuta o continua, la cui osservanza non sia obbligatoria e che appartenga ad una delle seguenti categorie: ˜ norma internazionale (ISO); ˜ norma europea (EN); ˜ norma nazionale (UNI). Le norme, quindi, sono documenti che definiscono le caratteristiche (dimensionali, prestazionali, ambientali, di sicurezza, di organizzazione ecc.) di un prodotto, processo o servizio, secondo lo stato dell’arte e sono il risultato del lavoro di decine di migliaia di esperti in Italia e nel mondo. In tale ottica appare evidente che la normazione possiede un rilevante ruolo socio- economico che si estrinseca nel:

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Ilaria Polzot Contatta »

Composta da 546 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.