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Il lavoro a progetto, tra autonomia e subordinazione

E' uno studio sull'evoluzione della parasubordinazione nonchè delle collaborazione coordinate e continuative, dal momento in cui sono apparse nell'ordinamento italiano cioè a cavallo degli anni '70, per poi proseguire fino alla "trasformazione" in lavoro a progetto attraverso la riforma Biagi del 2003. Inoltre la ricerca è corredato da una indagine tramite interviste su 88 casi di lavoratori a progetto, con cui si cerca di capire il livello di autonomia effettiva, il coordinamento organizzativo, il grado di soddisfazione, lamentele percepite (etc..). Si derivano quindi una serie di conclusioni per certi versi differenti rispetto alle svariate voci pessimistiche sulla tipologia contrattuale del "lavoro a progetto".

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4 Introduzione La recente evoluzione del mercato del lavoro ha favorito l’emersione di inedite figure, figlie degli scenari post-industriali, dall’identità sfuggente e in continuo cambiamento, ma che presentano un minimo comune denominatore. Trattasi di lavoratori privi degli strumenti di produzione tradizionali, carenti di un significativo assetto proprietario e della possibilità di operare su un mercato ampio e che pertanto devono coordinarsi in modo stabile e continuativo con un’impresa altrui, realizzando una elevata interdipendenza o connessione funzionale con l’organizzazione imprenditoriale. Essi appaiono, tuttavia in grado di autodeterminare le modalità della prestazione, in quanto sovente dotati di un patrimonio di conoscenze, di know how, di specializzazione professionale che li rende capaci di fornire un risultato, un servizio, un programma indipendentemente da quella rigorosa eterodirezione che caratterizza la posizione del lavoratore subordinato. I lavoratori di cui parliamo operano, in condizioni di notevole autonomia decisionale e possibilità di intervento sul processo produttivo ed anzi quanto più sono autonomi, tanto più riescono ad esprimere nel proprio lavoro creatività, qualità e responsabilità. Conseguentemente ai significativi mutamenti dei processi produttivi le figure emergenti reclamano pertanto la tipizzazione di una nuova fattispecie giuridica o almeno di una nuova area di riferimento. Quindi se è vero che le classificazioni giuridiche non hanno natura ontologica, ma sono utili in quanto dimostrano una buona capacità di fotografare e sintetizzare il mondo reale, può ben dirsi che la tipizzazione legislativa del lavoro cosiddetto coordinato o a progetto sembri ormai

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Marco Fantuzzi Contatta »

Composta da 166 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.