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Riti di iniziazione e nonnismo nelle caserme della Folgore

Informazioni tesi

  Autore: Massimiliano Santucci
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Politico sociale
  Relatore: Giuseppe Bonazzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 277

Chi da questa lettura si aspettava risposte certe a riguardo di un problema ben definito rimarrà certamente deluso. La ricerca del primum mobile è rimasta senza risultati ma l’aver affrontato il tema da punti di vista differenti si spera possa aver favorito la nascita di una coscienza critica attorno ad un argomento che si è prestato per lungo tempo a dilettantismi di ogni genere.
Il nonnismo, fenomeno isomorfo a processi ecologici osservabili nel regno animale (si ricorderà “l’ordine di beccata” ), risulta profondamente legato al bisogno umano di gerarchizzare e “mettere ordine” e trova nelle variabili endogene e strutturali del mondo militare un ambiente particolarmente favorevole al proprio sviluppo. La convivenza coatta di molti giovani in luoghi ristretti e con libertà limitata ha sempre prodotto la nascita di fenomeni ad esso simili anche laddove (accademie, college, luoghi di lavoro) l’aspetto coercitivo era meno esplicitamente presente. Che questo potere informale sia esercitato in base all’anzianità di servizio rappresenta una caratteristica secondaria poiché, laddove questa forma di legittimazione non si è resa possibile, altre gerarchie, basate sul merito, il grado o la prepotenza, sono sorte altrettanto spontaneamente.
In questo senso il nonnismo pare configurarsi come fenomeno lineare e ciclico allo stesso tempo, da sempre fisiologicamente presente nelle comunità militari. Una consuetudine occasionalmente colpita da “bombardamenti esogeni”, ma ritornata sempre, nel volgere di breve tempo, ad occupare la propria posizione all’interno degli equilibri istituzionali.
Tra i fattori esogeni che sembrano aver occupato un ruolo importante nel radicarsi del fenomeno vi è l'età media della popolazione chiamata a prestare il servizio militare: tra i ventenni che negli anni hanno popolato le caserme italiane determinati atteggiamenti di tipo goliardico hanno ovviamente trovato terreno fertile, tantopiù in un contesto che può mettere a dura prova l’equilibrio psichico in un periodo, come quello postadolescenziale, già di per sé gravido di problematiche personali. Esogene sono da considerarsi anche tutte le variabili legate a ciò che i media e il mondo politico hanno veicolato, sotto forma di informazione, riguardo gli eventi al nonnismo correlati e che possono alla lunga avere inciso non solo sulla percezione di essi, ma anche sulla loro effettiva esistenza (“la profezia che si autoadempie”). Non si esclude quindi, che il troppo parlare che si è fatto in questi anni a proposito del nonnismo, abbia in qualche modo favorito la sua ascesa da fenomeno naturale e secondario a tema morboso e per questo carico di una subdola e deleteria attrattiva. Il rischio maggiore è che il nonnismo lasci spazio ad atteggiamenti che, al di fuori di una “tradizione” ben consolidata, possono assumere forme ben più deleterie, slegate dalla logica di gruppo e per questo non facilmente prevedibili, più pericolose e ingovernabili

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8 Premessa. Reculer pour mieux sauter. Presente da sempre in tutte le comunità militari del mondo il nonnismo si può a ragion veduta considerare “fisiologico” all’ambiente militare. La sua presenza nell’esercito di Giulio Cesare è provata dal fatto che lui stesso ne parli nel De Bello Gallico e anche Plauto ne accenna nel Miles Gloriosus. 1 Ciononostante, è soltanto in questi ultimi anni che il fenomeno è venuto alla ribalta della cronaca. L’interesse così suscitato ha però portato ad affrontare il tema in maniera parziale e drammatizzata e questo non ha sino ad ora favorito alcun pubblico sviluppo delle conoscenze su di esso. Ciò che del nonnismo si conosce rappresenta solo la “punta dell’iceberg”, composta dal peggio del fenomeno stesso. 2 Ecco allora lo scatenarsi di una furiosa “caccia alle streghe”. A mobilitarsi sono stati innanzitutto il mondo dei media, seguiti da quello politico e militare. Nell’ambito delle iniziative intraprese per contrastare il nonnismo, lo Stato Maggiore dell’Esercito ha istituito, nel mese di Aprile del 1998, una Commissione di esperti incaricata di approfondire la problematica sotto gli aspetti fenomenologici, di analizzare e valutare l’efficacia delle misure preventive e repressive già in atto nelle Forze Armate, di monitorizzare per un anno i vari eventi riconducibili al fenomeno stesso 3 . 1 Dall’articolo Il fenomeno del “nonnismo”. Una analisi psicologica e sociologica del dott. M. Cannavicci, reperibile alla pagina web: www. Sipem. Org / Seminari. htm. 2 Dalla pagina web: www. Esercito. Difesa. it / evoluzio / misure. htm del sito dell’Esercito Italiano. 3 In qualità di esperti sono stati chiamati ad operare alcuni illustri componenti del mondo accademico: Fabrizio Battistelli, docente di sociologia dell’organizzazione all’Università La Sapienza di Roma, esperto di organizzazioni militari e dirigente dell’Archivio disarmo, il sociologo Giovan Battista Sgritta, l’esperta di comunicazione Sara Bentivegna, gli psicologi Paolo Crepet e Raffaella Guglielmotti, lo psichiatra Antonino Andreoli.

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