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Comunicazione interna 2.0: i nuovi linguaggi della comunicazione organizzativa

Informazioni tesi

  Autore: Sara Fabiano
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Macerata
  Facoltà: Economia
  Corso: Pubblicità e comunicazione d'impresa
  Relatore: Franco Amicucci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 264

Parliamo di comunicazione interna 2.0. Infatti dal web emergono nuovi ambienti e nuovi strumenti che possiamo definire di collaborazione di massa, quali: blog, wiki, social network, community.
Le organizzazioni, immerse in ambienti sempre più complessi, turbolenti, disperse geograficamente, possono fare propri tali strumenti verso una gestione sempre più partecipativa della comunicazione interna, ma anche per sviluppare nuove modalità nel creare valore.
Ma che cos’è il Web 2.0? E’ una nuova visione di internet, che rispetto alla precedente versione, la 1.0, è caratterizzata da comunità, da partecipazione, da peering. Non più consumatori inermi di siti prodotti da altri, ma prosumer, produttori e consumatori insieme di pagine web e più in generale di valore aggiunto. Il web non è più un ambiente in cui si naviga pigramente, ogni utente si trasforma da utilizzatore passivo di contenuti ad autore attivo, e traslando questo concetto all’interno dell’organizzazione il lavoratore si trasforma da passivo esecutore di direttive e ordini in un propositivo collaboratore.
Le aziende come vivono questo nuovo concetto di rete? Dobbiamo premettere che il vantaggio competitivo delle imprese si fonda sempre più sulle risorse immateriali. Tra le risorse immateriali catalizzanti per il funzionamento organizzativo troviamo il capitale intellettuale, frutto della sinergia tra conoscenze tacite e conoscenze esplicite.
Le imprese possono trovare una grande fonte di conoscenza globale nel web che ha la capacità di riunire la conoscenza di milioni di utenti in un qualcosa di simile ad un cervello globale attraverso la cultura della collaborazione di massa. Si sta sviluppando un nuovo paradigma economico che fa leva sulla collaborazione di massa, che possiamo definire Wikinomics dal quale emerge una nuova visione di impresa: la “Wikimpresa”, un’impresa che utilizzando una metafora assomiglia molto ad un concerto jazz, dove i musicisti improvvisano creativamente sulla base di una chiave, una melodia e un ritmo concordato, rispetto alle aziende tradizionali di stampo fordista e gerarchico che assomigliano più ad una marcia militare.
I principi che caratterizzano la wikinomics sono quattro: 1.L’APERTURA: le organizzazioni hanno confini aperti al capitale umano esterno. 2.La CONDIVISIONE: sposano un nuovo concetto di trasparenza che porta a divulgare, a condividere le informazioni aziendali, precedentemente coperte da segreto. 3.IL PEERING: una produzione ad opera di un gruppo di pari, di persone, che svincolate da gerarchie calate dall’alto, collaborano nel realizzare qualcosa, es:Wikipedia, l’enciclopedia on line liberamente accessibile e modificabile da chiunque, metafora di questo nuovo modo di concepire l’economia e il business. 4.L’AZIONE SU SCALA GLOBALE: per definizione, un’azienda realmente globale, non ha confini fisici o geografici.
E questi nuovi strumenti consentono di travalicare facilmente tali confini.
Ma in concreto vediamo quali sono gli ambienti e gli strumenti che consentono lo sviluppo di questa nuova cultura della collaborazione: innanzitutto abbiamo la rete INTRANET, che sta andando verso una nuova era: da canale di comunicazione prevalentemente unidirezionale e top down verso il concetto di virtual workspace, uno spazio di lavoro virtuale e integrato dove le persone possono accedere a tutto quello che serve per lavorare, ampliare le conoscenze, informarsi e interagire. Tra gli strumenti ai quali si può accedere troviamo la WEB TV che permette una forte integrazione tra le realtà organizzative attraverso una capillare e tempestiva informazione; la WEB CONFERENCE, che permette il face to face interattivo; il CORPORATE BLOG: è un diario on line, che consente di postare (inserire) messaggi e ricevere commenti da parte dei vari stakeholder. Può essere rivolto sia all’interno per dare voce ai dipendenti, per sondare il clima aziendale, per catturare le voci di corridoio, che all’esterno per creare nuovi canali di relazione con i consumatori; il CORPORATE WIKI: è un sito che consente l’editing collaborativo, è quindi utile per la costruzione di una conoscenza esplicita condivisa, una collettivizzazione delle conoscenze, comportando però la rinuncia alla opzione autoriale, alla paternità dell’opera; il MOBILE COMMUNICATING: sempre più le organizzazioni utilizzano le reti mobili aziendali per la comunicazione interna come strumenti di comunicazione veloce e immediata, in cui la rapidità e sintesi prevalgono su approfondimento e su completezza dell’informazione per i quali si rimanda ad altri media in un ottica di integrazione e coordinamento.

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I INTRODUZIONE L’obiettivo di questa tesi è di indagare l’emergere di nuove modalità, nuovi linguaggi e nuovi strumenti di comunicazione interna, innovativi dal punto di vista tecnologico e comunicativo e la loro crescente importanza ai fini del successo aziendale, della sopravvivenza in un ottica di lungo periodo. Sottolineando il fatto che, quelli che possiamo definire come “old media”, non vengono eclissati dall’uso sempre più diffuso di internet, ma sono costretti a subire una ridefinizione per adattarsi a questo nuovo mondo del world wide web. Stanno attraversando quella che possiamo definire una “mediamorfosi”: la televisione trova una seconda casa sul web, le emittenti radiofoniche trasmettono anche via internet e via satellite, lo stesso vale per i quotidiani, che oltre ad essere diffusi sotto forma cartacea hanno la loro versione digitale on line, ecc. Quindi più che un cambiamento si presenta ai nostri occhi un ampliamento dei mezzi di comunicazione. I nuovi media non uccidono quelli precedenti, ma si affiancano loro, aumentando il ventaglio dei mezzi di comunicazione disponibili. La radio, viene ricordato, non ha ucciso i giornali; la televisione non ha ucciso la radio; Internet non ucciderà tutto quello che lo ha preceduto, ma lo andrà ad integrare. Che la rete abbia rivoluzionato gli stili di vita dell’umanità intera è un dato di fatto, ma questo non vuol dire che diventi l’unica metodologia di comunicazione. La rete si sta evolvendo rapidamente. Ergo: non avremo più un computer, non avremo più un televisore e una radio, ma un oggetto nuovo che conterrà tutto al suo interno, col quale potremo guardare un film e al tempo stesso navigare in Internet e magari

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