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La misura dell'intangibile - La comunicazione della responsabilità sociale d'impresa - Il caso IndesitCompany

Perché esiste il bisogno di definire concretamente l’intangibile? Perché limitare le potenzialità di una persona all’interno di rigide regole, perdendo così l’aurea sottostante le opere umane ?

Personalmente ritengo che questo voluto impoverimento delle qualità umane sia, in realtà, un modo per poterle riconoscere e rispettare al meglio: cercare di catturare l’essenza umana come la fotografia cerca di fare con il tempo.

E così, ecco che oggi anche le aziende si rendono conto di essere fatte dall’uomo, e per l’uomo. Per poter rendere dimostrabile, applicabile, salvaguardabile la centralità investita dalle risorse umane, le aziende si affidano ad una serie di formalismi che hanno lo scopo di far rispettare realmente ciò che si dovrebbe difendere: le persone e il loro ambiente.

Il rispetto dell’uomo allora cerca di tradursi in codici etici aziendali, in carte dei valori, in Convenzioni internazionali, in decreti e leggi statali. La tesi tratta, appunto, di questi formalismi che hanno la volontà di riconoscere veramente la risorsa uomo/ambiente, formalismi che devono essere condivisi dai componenti delle aziende e che, quindi, devono essere comunicati. In particolare, si prende in considerazione l’azienda marchigiana IndesitCompany , e il modo in cui essa è realmente consapevole dei concetti della responsabilità sociale d’impresa e dello sviluppo sostenibile, concetti finalizzati ad un processo di miglioramento continuo, alla base del vero successo. Un passo della tesi riassume sinteticamente l’ipotesi su cui la stessa si fonda:

Rimanere al buio…gli interlocutori dell’azienda non percepiscono il suo operato, al massimo lo intravedono, e comunque non riescono a comprenderne gli effetti negativi…e positivi. L’azienda rimane un’isola e l’ambiente esterno s’infrange sulle sue coste sconosciute, indifese. O vivere in deserti assolati, dove l’azienda, illuminata e accecata da troppa luce, rischia di cadere nel miraggio momentaneo del successo.

In altre parole: è davvero necessario il formalismo e la sua comunicazione, oppure un’azienda può essere profondamente responsabile anche senza? Servono realmente codici, riconoscimenti, certificazioni ? Per rispondere, parzialmente, a queste domande mi affido alle conclusioni che derivano da un’intervista fatta ad Enzo Argante, Presidente dell’Associazione Pentapolis , e da una serie di questionari compilati da lavoratori intervistati presso alcune mense interaziendali della Provincia di Ancona.

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5 Un’azienda è tante cose contemporaneamente: un flusso di trasformazioni, un agente economico, un organismo, un insieme di culture, una struttura socio-psicologica. Nessuna dimensione può essere trascurata. L’azienda di oggi dà sempre più spazio alla dimensione umana di se stessa. Si inizia a dare importanza, in questi ultimi anni, agli aspetti psicologici e comportamentali degli individui, ai loro atteggiamenti e motivazioni in rapporto alla realtà aziendale. Le componenti immateriali, i c.d. intangibles, sono difficilmente imitabili dalle imprese concorrenti, e costituiscono un maggiore differenziale competitivo. Gli uomini fanno la differenza, e, per questo, i loro diritti devono essere rispettati. L’azienda è fatta da uomini: rispettandoli, rispetta se stessa e sopravvive. Il capitale intangibile dell’azienda corrisponde a tutta quella serie di aspetti legati all’uomo, alle sue idee e comportamenti: codici, brevetti, marchi, relazioni, immagine, storia, software, database, fiducia, soddisfazione, mission, vision, valori etc. Eppure sembra quasi di toccare questa immaterialità…l’uomo necessita di misurare quello in cui crede, altrimenti non lo riconosce e lo trascura inconsapevolmente: la misura dell’intangibile. La tesi tratta, in particolare, della responsabilità sociale delle aziende e di come questa venga considerata all’interno della business community tramite riferimenti a leggi internazionali, codici, strategie. Il primo capitolo - L’azienda e i suoi capitali – cerca di evidenziare il fatto che le imprese sono fatte dagli uomini, e per gli uomini. I capitali di natura umana sono da considerarsi egualmente importanti ai capitali di natura economica e finanziaria. Il secondo capitolo – I codici dell’azienda – tratta del modo in cui le aziende manifestano e comunicano i loro valori in documenti tangibili, confrontabili, rendendo perseguibile la responsabilità. Il terzo capitolo – Standard ufficiali – indica le principali regolamentazioni internazionali, e non, in materia di responsabilità sociale ed ambientale, e a come queste vengano considerate dalle aziende. Il quarto capitolo – Comunicazione della CSR – cerca di dimostrare come la comunicazione della responsabilità sia importante sia per poter esplicitare in maniera corretta i valori aziendali verso i vari stakeholders, sia per ottenere un giudizio positivo, e giusto, dalla collettività.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Elisa Cipriani Contatta »

Composta da 182 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.