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Mary Elizabeth Braddon tra Romanzo Sensazionale e Detective Novel.

La scrittrice che produsse la maggiore quantità di best-seller sensazionali fu Mary Elizabeth Braddon, che in circa 30 anni di carriera mostrò un grande talento sia nel creare storie estremamente avvincenti per il lettore dell’epoca, sia nel cogliere i mutevoli gusti e tendenze della società in cui viveva. Se i primi romanzi di Braddon presentano infatti tutti gli elementi del romanzo sensazionale, negli ultimi anni la scrittrice sembra quasi volersi allontanare dal genere che le aveva dato notorietà e successo, propendendo per trame e soggetti più vicini ad un nuovo genere che in quegli anni – siamo alla fine dell’Ottocento – era emerso in Inghilterra con grande riscontro di pubblico, spesso attraverso l’opera di Conan Doyle: il romanzo poliziesco.
Scopo di questo mio studio sarà innanzitutto mettere a confronto lo sviluppo del romanzo sensazionale e del romanzo poliziesco, riflettendo su differenze ed affinità in termini di convenzioni narrative e tematiche. Partendo dall’analisi di alcuni romanzi della Braddon - The Trail of the Serpent (1861), Rough Justice (1898) e His Darling Sin (1899) -, si cercherà di evidenziare il progressivo confluire di Braddon dal sensazionale al poliziesco, in una transizione che segnala un maggior interesse per l’agente investigativo e per gli indizi a discapito degli elementi melodrammatici.
Nel primo capitolo si cercherà di analizzare il genere sensazionale e quello poliziesco da un punto di vista storico, tematico e strutturale, evidenziandone sviluppi, differenze ed affinità, esaminando infine la progressiva “conversione” dal sensazionale al poliziesco in virtù dei mutati gusti del pubblico, nonché delle mutate condizioni storico-sociali.
È solo a partire dal secondo capitolo che il nostro interesse si concentrerà sulla figura di Mary Elizabeth Braddon, sorta di “new woman” vittoriana che fu capace di riscattare un’esistenza altrimenti destinata al fallimento grazie al suo talento di scrittrice e ad un carattere forte e risoluto, capace di operare scelte “amorali” (come ad esempio quella di convivere ed avere figli da un uomo già sposato), imponendosi al tempo stesso all’attenzione della società vittoriana come donna di successo.
I romanzi di esordio della Braddon – in particolare Lady Audley’s Secret (1862) e Aurora Floyd (1863) – presentano i tratti convenzionali del “sensation novel”: donne malvagie o pazze e custodi di terribili segreti, omicidi, colpi di scena, ecc. Braddon però si mostra capace di “frequentare” anche altri generi, e già nel romanzo The Trail of the Serpent (pubblicato in realtà con un titolo differente qualche anno prima di Lady Audley’s Secret) emerge la figura del detective amatoriale, personaggio caratterizzato da un’innata curiosità e voglia di verità che lo portano ad investigare per ristabilire il vero e del detective professionale.
Il lento passaggio dal sensazionale al poliziesco diverrà effettivo con i romanzi Rough Justice e His Darling Sin, oggetto del nostro studio nel Capitolo III, nei quali la Braddon, pur non rinnegando completamente il genere che l’aveva resa famosa, “cede” al poliziesco inventando la figura di John Faunce, detective professionista che al pari di Sherlock Holmes è il protagonista di più romanzi .

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2 INTRODUZIONE L’età vittoriana fu caratterizzata da uno straordinario sviluppo demografico, urbano ed industriale, sostenuto dalle ricchezze e materie prime che in quegli anni affluivano in Inghilterra dalle colonie (la regina Vittoria aveva infatti incentivato la politica di espansionismo coloniale, annettendo all’Impero paesi asiatici ed africani). Oltre a creare enormi ricchezze, la diffusione del sistema industriale e del commercio internazionale apportò innumerevoli benefici sociali: venne infatti sviluppato il sistema ferroviario, la medicina fece grandi progressi, furono introdotti servizi come luce e gas, tram, strade pavimentate, oltre alla presenza di luoghi di pubblico intrattenimento. Di tutto ciò tuttavia usufruì una minima parte della popolazione, ovvero le classi medie e medio-alte, che in questo periodo divennero le classi dominanti da un punto di vista economico e politico. Viceversa, la maggioranza della popolazione, in particolare donne e bambini, si ritrovò ad essere disumanamente sfruttata nel lavoro delle fabbriche, e a vivere - o meglio a sopravvivere - negli “slums”, i quartieri operai caratterizzati da condizioni igieniche e sanitarie pessime, da miseria dilagante e da alti tassi di alcolismo e criminalità. In un’epoca in cui si credeva ciecamente nel progresso, e nella quale si diffusero nuove teorie come l’Utilitarismo 1 e la selezione naturale 2 , i valori dominanti divennero il senso del 1 Fu Jeremy Bentham a sviluppare, già a fine Settecento, i principi dell’Utilitarismo: essendo tutte le azioni dell’uomo finalizzate al raggiungimento del piacere, è compito delle istituzioni fornire la felicità materiale al maggior numero di persone. L’Utilitarismo fu tuttavia attaccato da molti intellettuali del tempo, tra cui Charles Dickens, Thomas Carlyle e John Ruskin, che lo accusarono di indifferenza verso i valori umani e culturali. 2 The Origin of the Species (1859), dove Charles Darwin propone il concetto di selezione ed evoluzione naturale, poteva essere interpretato in termini di “sopravvivenza sociale”: nella lotta per la sopravvivenza i più forti (la classi medio-alte) sopravvivevano mentre i più deboli (le classi operaie) soccombevano. Questo discorso, implicito nel testo darwiniano, venne sviluppato in chiave più esplicitamente socio-politica da Herbert Spencer.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Giulia Del Gaudio Contatta »

Composta da 78 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.