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La contaminazione ambientale da diossine nell'allevamento ovino da latte: studio preliminare della caratterizzazione di un bio-distretto mediante l'utilizzo di indicatori biologici

la contaminazione ambientale da diossine nell'allevamento ovino da latte: studio preliminare della caratterizzazione di un bio-distretto mediante l'utilizzo di indicatori biologici

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Tesi di laurea di Paolo Vinci, A.A. 2006-2007 1 INTRODUZIONE L'agricoltura e l'ambiente da sempre si pongono su piani paralleli e interagiscono spesso l'una con l'altro, a volte in termini di supporto reciproco ma troppo spesso in termini conflittuali. L’agricoltura chimica intensiva del secondo dopoguerra è stata infatti una agricoltura ad alto impatto ambientale sia per la salute di agricoltori che dei consumatori. Negli ultimi anni tuttavia si è assistito a un cambiamento, ad una presa di coscienza che orienta sempre più la coltivazione verso forme ecocompatibili, alla riscoperta di valori antichi e allo stesso tempo nuovissimi. All’interno di questo contesto, il sistema di produzione biologico rappresenta una possibile via alla soluzione dei problemi dell’ambiente e relativi alla sicurezza alimentare. Esso infatti si prefigge di attuare un’agricoltura e un allevamento sostenibili evitando o limitando l’utilizzo di prodotti sintetici, impiegando metodi di produzione a basso impatto ambientale nel quale l'agricoltura adotti un sistema ciclico in cui la materia organica che è stata prelevata dal suolo ritorni ad esso. Data la forte connotazione rurale della Sardegna, l’introduzione e il mantenimento di metodi di produzione agricola ecocompatibili rappresenta una reale opportunità ambientale potendo contribuire alla vitalità dell’economia agricola, soprattutto nelle aree marginali di collina e montane. Tuttavia questo sistema di allevamento non ha messo completamente al riparo le produzioni biologiche dal rischio di contaminazione ambientale. L’ambiente in cui gli animali vivono può essere in alcuni casi contaminato da sostanze di varia natura e differente pericolosità che seppure non generano danni visibili negli animali possono compromettere la salubrità delle produzioni (es. presenza di Diossine nel latte). In passato la contaminazione dell’ambiente era associata ad incidenti rari, oggi, con la crescita esponenziale dell’industrializzazione si è determinato uno stato di compromissione diffuso. Nelle aziende zootecniche le contaminazioni da parte di metalli pesanti, pesticidi o da PCB per esempio, possono derivare dalle normali pratiche di conservazione dei foraggi e dei mangimi (essicazione), o dall’utilizzo d’integratori vitaminici a base di zinco (che in alcuni casi è stato appurato provenire da rifiuti industriali) o dalle normali pratiche di trattamento delle colture agricole. In

Tesi di Laurea

Facoltà: Agraria

Autore: Paolo Vinci Contatta »

Composta da 84 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2544 click dal 23/01/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.