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La concezione del mondo sensibile in Plotino

L’opera di Plotino, in una forma assai vicina a quella pervenuta a noi, fu pubblicata da Porfirio nei primissimi anni del IV secolo, circa trent’anni dopo la morte dell’autore. Porfirio, nella biografia del suo maestro, la celebre Vita Plotini premessa alle Enneadi, scrive che fu proprio Plotino ad affidargli l’incarico di correggere ed ordinare i suoi trattati. Nell’assolvere quest’ultimo compito, Porfirio seguì il criterio contenutistico, senza trascurare l’esatta successione cronologica degli scritti. La possibilità di una ricostruzione delle Enneadi secondo ordine cronologico non ci porta a conseguenze di portata rilevante per lo sviluppo del pensiero di Plotino. Egli cominciò a scrivere tardi, in un periodo in cui il suo pensiero era già pienamente maturo; dal 253, anno in cui Plotino si decise a mettere per iscritto le sue dottrine, al 263, anno in cui Porfirio giunse alla scuola, furono composti ventuno trattati. Tra il 263 e il 268, ossia nel periodo in cui Porfirio fu presso Plotino, videro alla luce altri 24 trattati. Gli ultimi nove furono scritti dal 268 a poco prima della morte, sopraggiunta nel 270. Secondo Porfirio, l’apice della potenza speculativa è raggiunto da Plotino negli scritti del secondo periodo, mentre gli altri, per l’età relativamente giovane ed il declino legato alla malattia e alla vecchiaia, denotano mancanza di vigore.
Gli interpreti moderni studiano i tre periodi nella loro differenza e attraverso la successione cronologica delle Enneadi, delineano la storia dell’insegnamento di Plotino. Alcuni ritorni su questioni già trattate sono significativi: mostrano bene la sua insoddisfazione, il suo tormentato tornare a dibattere punti difficili e controversi, il nascere di nuovi spunti di soluzione forse sollecitati dalla riflessione su nuovi testi letti e commentati nell’Accademia.
I trattati, composti prima dell’arrivo di Porfirio a Roma (tra il 253 e il 263), mostrano un taglio polemico in chiave antistoica e antiepicurea, con un certo andamento essoterico. In questo primo gruppo di scritti Plotino affronta tematiche riguardo la bellezza e l’Anima. Inoltre abbiamo l’inizio della trattazione di temi principali, come il mondo Intelligibile e i principi supremi. Ad esempio nel trattato 7 (V 4) viene impostato il problema della derivazione dell’essere dall’Uno, mentre il trattato 9 (VI 9) offre nella sua prima forma la trattazione dell’Uno e della sua identità col Bene, fondandosi sull’esegesi della Repubblica di Platone.
Nei trattati del secondo periodo si attenua la polemica antistoica mentre si accende l’esame critico di Aristotele (trattato 24, V 6 e trattato 25, II 5) e delle opere dei commentatori ad Aristotele stesso, come Alessandro D’Afrodisia. Vengono poi approfonditi i grandi temi teoretici e i trattati perdono quel carattere essoterico a favore di un andamento più scolastico.
Gli ultimi nove trattati furono scritti negli ultimi due anni di vita di Plotino e dopo la partenza di Porfirio da Roma. Il vanto di Porfirio, che la maggior parte dell’attività del maestro si sia svolta durante la sua presenza a Roma, può sembrare ingenuo, e sotto certi aspetti anche ingiusto: è tuttavia certo che questi ultimi trattati in parte riprendono i caratteri dei primi, ed uno solo di essi, il trattato 49 che riprende la trattazione dell’Uno (V 3), appare del tipo dei grandi trattati teoretici del secondo periodo (253-263). Nell’insieme, gli scritti dell’ultimo periodo, presentano un impegno teoretico meno continuo e un carattere più occasionale.
Come si è detto, però, la stesura definitiva delle Enneadi non rispetta criteri cronologici. Porfirio decise di dividerle in sei gruppi di nove trattati ciascuno. Nella prima Enneade raccoglie gli scritti di carattere etico, nella seconda e nella terza quelli attinenti ai temi fisici e soprattutto cosmologici; nella quarta quelli dedicati all’Anima; nella quinta quelli incentrati specialmente sull’Intelletto; della sesta Enneade, dedicata soprattutto ai generi dell’essere e all’Uno, fornisce solo i titoli dei singoli trattati, senza indicazioni riassuntive. Ma Porfiro non si limitò a solo questo tipo di intervento; si impegnò in una generale revisione ortografica, resa necessaria dal particolare modo in cui Plotino componeva i suoi trattati, il quale, dopo averli elaborati mentalmente, li scriveva di getto senza curarsi troppo della calligrafia e della correttezza formale, senza mai tornare su quello che aveva scritto. Preparando l’edizione, Porfirio si occupò di comporre sommari di ciascun trattato, agevolando la divisione per contenuto; scelse il titolo per ogni trattato ponendo fine alla confusione iniziale.

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1 1. LO SCRITTO PLOTINIANO 1.a Genesi e struttura delle Enneadi L’opera di Plotino, in una forma assai vicina a quella pervenuta a noi, fu pubblicata da Porfirio nei primissimi anni del IV secolo, circa trent’anni dopo la morte dell’autore. Porfirio, nella biografia del suo maestro, la celebre Vita Plotini premessa alle Enneadi, scrive che fu proprio Plotino ad affidargli l’incarico di correggere ed ordinare i suoi trattati. Nell’assolvere quest’ultimo compito, Porfirio seguì il criterio contenutistico, senza omettere di informarci sull’esatta successione cronologica degli scritti 1 . La possibilità di una ricostruzione delle Enneadi secondo ordine cronologico non ci porta a conseguenze di portata rilevante per lo sviluppo del pensiero di Plotino. Egli cominciò a scrivere tardi, in un periodo in cui il suo pensiero era già pienamente maturo; dal 253, anno in cui Plotino si decise a mettere per iscritto le sue dottrine, al 263, anno in cui Porfirio giunse alla scuola, furono composti ventuno trattati. Tra il 263 e il 268, ossia nel periodo in cui Porfirio fu presso Plotino, videro alla luce altri 24 trattati. Gli ultimi nove furono scritti dal 268 a poco prima della morte, sopraggiunta nel 270. Secondo Porfirio, l’apice della potenza speculativa è raggiunto da Plotino negli scritti del secondo periodo, mentre gli altri, rispettivamente per l’età relativamente giovane ed il declino 1 Cfr. PORFIRIO, Vita Plotini, IV-VI in PLOTINO, Enneadi, G. Faggin (traduzione con testo greco a fronte, introduzione, note e bibliografia), G. Radice (revisione finale dei testi, appendici, indici); Rusconi, Milano, 1992, pp. 7-15.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Federico Forlani Contatta »

Composta da 121 pagine.

 

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