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Donne migranti e maternità tra modelli culturali e condizionamenti sociali

Il lavoro svolto parte dalla constatazione generale dell'aumento, negli ultimi, anni, del numero di donne immigrate presenti nel territorio italiano che ha modificato enormemente le caratteristiche dell'attuale processo migratorio.

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3 INTRODUZIONE Il lavoro da me svolto parte dalla constatazione generale dell’aumento, negli ultimi anni, del numero di donne immigrate presenti nel nostro Paese, che ha generato un forte cambiamento delle caratteristiche dell’immigrazione. Si assiste ad un crescente insediamento della componente straniera femminile nella maggior parte delle Regioni ma, nonostante la loro presenza sia pari al 49,9% del totale della popolazione immigrata1, il fenomeno viene considerato in maniera riduttiva. Viceversa, la crescente presenza in Italia di donne con diversa cultura, lingua e religione, porta il nostro Paese a dover allargare il modello socio-culturale, ed implica un’accettazione della diversità, di difficile attuazione all’interno di una comunità che per molto tempo è rimasta culturalmente confinata nei propri modelli. Le donne immigrate, per integrarsi nel Paese di approdo, devono modificare cultura, idee, stile di vita e devono affrontare situazioni difficili, in cui viene messa in crisi la personale identità. Un cambiamento rilevante tocca anche i progetti di vita, come l’avere un figlio, che, nella migrazione, diviene un problema da dover prendere in considerazione, in quanto rappresenta un ostacolo al progetto migratorio, ed una gravidanza viene, quindi, considerata una condizione non opportuna. Per queste ragioni, nel momento in cui la donna immigrata giunge involontariamente a questo stato, ricorre nella maggior parte dei casi, andando, a volte, contro la propria cultura e la propria religione, all’interruzione volontaria di gravidanza. 1 Caritas/Migrantes: Dossier Statistico Immigrazione 2007– XVII Rapporto, Roma, pag. 123

Laurea liv.I

Facoltà: Servizio sociale

Autore: Erika Spitaleri Contatta »

Composta da 109 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.