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La diversità culturale: conseguenze ed effetti nelle teorie e nell'esperienza di cross-cultural training dell’ Istituto Berlitz

La scelta di incentrare il mio elaborato su tematiche relative all’interculturalità e alle difficoltà legate al trasferimento in un ambiente culturale diverso da quello originario deriva dalle esperienze professionali sinora maturate. Nel corso di questi anni ho, infatti, collaborato alla gestione del programma di scambi internazionali di personale da e verso le società estere del network di cui fa parte l’azienda presso la quale opero.
Solitamente quando si intraprende una carriera internazionale ci si concentra maggiormente sugli aspetti più pratici della trasferta, come la sistemazione nel nuovo paese e l’accesso alle infrastrutture e ai servizi di prima necessità che quest’ultimo offre. Si tratta, ovviamente, di aspetti che non si possono tralasciare ma, contrariamente a quanto erroneamente si pensa, non sono questi gli unici dettagli che possono generare problemi durante il trasferimento in un’altra nazione. Soprattutto quando lo spostamento avviene in una realtà che si crede essere simile alla nostra, basti pensare al trasferimento di un britannico in terra statunitense dove anche la lingua è comune, si sottovaluta l’impatto emotivo che la nuova cultura e il nuovo ambiente possono avere sulla nostra vita e, pertanto, sulla buona riuscita di un’esperienza internazionale.
Quali siano le differenze tra una cultura e l’altra e come esse si tramutino in manifestazioni evidenti agli occhi del ricercatore che tenti di analizzarle e misurarle è stato spesso, e lo è tuttora, oggetto di un dibattito acceso che ha visto un buon numero di studiosi muoversi su strade alternativamente opposte e similari. Tra i tanti che si sono avventurati in questo campo, per molti versi ancora inesplorato, Geert Hofstede è sicuramente uno degli studiosi più autorevoli, considerato un vero e proprio guru all’interno della comunità degli interculturalisti. A lui si deve, infatti, la riconduzione della maggior parte dei comportamenti e degli atteggiamenti a una serie di dimensioni culturali, che come vedremo hanno implicazioni molteplici in ogni sfera dell’esistenza umana. La prima parte della tesi, più teorica, verte sullo studio di Hofstede e sull’opera, a tratti simile a tratti contrastante, di una coppia di ricercatori, Charles Hampden-Turner e Fons Trompenaars, che all’attività di ricerca affiancano quella di consulenza e training.
Nella seconda sezione, prendendo spunto dall’esperienza di uno dei maggiori istituti linguistici e culturali, Berlitz, si illustreranno quali sono alcune delle caratteristiche che devono essere presenti in un corso che si propone di fornire agli expatriates strumenti di analisi e consigli per superare e gestire il culture shock iniziale e trarre il maggior profitto dalle differenze culturali tra il proprio paese e quello nuovo.

Sintetizzando, pertanto, i concetti chiave degli autori sopra citati, l’elaborato intende presentare una possibile soluzione alle problematiche generali prodotte dalle differenze culturali attraverso un’esperienza formativa diretta, con particolare riferimento alla realtà aziendale multiculturale vissuta.

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ABSTRACT – LINGUA INGLESE On the basis of her current professional background and experience in a human resources and global mobility department, the candidate offers a general view of the state of affairs in the intercultural field. Ultimate aim is to introduce a subject still almost unexplored in Italy, thus encouraging further development in the educational and academic as well as in the working environment. The dissertation is divided into two sections; the first one deals with theories on cultural dimensions, whereas the second is about a practical cross-cultural training session. Through the perspectives of three authors, Geert Hofstede and the couple Fons Trompenaars/Charles Hampden-Turner, a scenario of cultural diversity is described in order to illustrate how our own culture has an impact on our whole existence. Being values and beliefs the deepest layer of a culture, they influence both visible and invisible aspects of human life, such as arts, politics, economy, behaviours and vision of the world. All these can be captured in more or less defined cultural dimension models designed by the authors considered. According to them it appears that intercultural conflicts and misunderstanding could be avoided and more wealth and pacific relations created, if cultural diversity effects would actually be given careful and conscious thought. Moreover, since multiculturality affects researchers as well, an opportunity is provided to discuss differences and similarities in Hofstede and Trompenaars/Hampden-Turner’s research. Cross-cultural competence is a skill that has become increasingly essential in managing international careers for multinational companies particularly. This is the reason why some major foreign language and cultural institutes offer a variety of cross-cultural courses for expatriates 1 . As Berlitz is one of the high-quality standard provider in this regard, its “Relocating Abroad” training has been chosen to develop the second section of this dissertation. The most impressive tools are explained and commented on in details; among them are the Culture Shock and the Cultural Adaptation Curve, the Cultural Iceberg, the Berlitz Cross-cultural Model, and the Berlitz Style Assessment Tool. 1 Expatriate is the common term for employees working and living temporarily abroad.

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Marina Brindisi Contatta »

Composta da 150 pagine.

 

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