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1947: guerra e dopoguerra nei racconti di Heinrich Böll

Informazioni tesi

  Autore: Giulia Morandi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lingue e culture moderne
  Relatore: Enza Gini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 45

Il contesto sociale e culturale della Germania del dopoguerra è molto complesso: l’intera nazione è ridotta ad un cumulo di macerie, è completamente distrutta e dilaniata, popolata da reduci con grandi difficoltà nel ritornare alla vita quotidiana. Fondamentale quindi per la cronologia del dopoguerra è il recupero dei valori, alla ricerca di un rinnovamento morale. Questo è il compito che si assumono gli scrittori la necessità di riallacciare i contatti col mondo per dare nuova vita ad una letteratura svilita, parlare delle rovine, del dolore che hanno vissuto loro stessi per farsi portavoce della memoria collettiva.
Nel panorama culturale e letterario del dopoguerra Heinrich Böll spinto dall’esigenza di confrontarsi con la realtà tedesca, ritiene necessario di aderire alla Trümmerliteratur, letteratura delle macerie, alla quale dedicherà un saggio nel 1952, programmatico per la definizione dei principi morali e formali che la letteratura avrebbe dovuto seguire: la proposta di uno stile semplice, adatto ad esprimere la realtà delle situazioni, una narrativa priva di sentimentalismi, che desse spazio alla parola aspra.
Per esprimere la complessità delle situazioni, la prima produzione letteraria di Boll si serve prevalentemente del modello del racconto breve, formato congeniale per la narrazione dell’esperienza storica. Essendo la realtà delle situazioni molto difficile da rappresentare, i racconti appaiono come relazioni frammentarie, lacunose e la narrazione dei singoli attimi di vita risulta spesso grottesca e dissonante.
Le sue potenzialità narrative si esprimono inizialmente attraverso la forma della prosa breve, si tratta di racconti che sviluppano temi legati all’esperienza della guerra e dell’immediato dopoguerra in cui Boll cerca di rappresentare stralci di realtà con un linguaggio essenziale.
Di Boll infatti è noto l’impegno con cui combatte e denuncia i mali del nostro tempo, l’instancabile critica con cui ha seguito per oltre quarant’anni la storia del proprio paese e ne ha reso testimonianza attraverso i suoi lavori e per cui gli è valso l’appellativo di coscienza della Germania.È quindi il 1947 l’anno in cui B comincia ad affacciarsi alla ribalta letteraria, riuscendo a pubblicare alcuni dei suoi racconti su importanti riviste letterarie del momento come Literarische Revue o Karussel, nonostante le tematiche ancora scottanti della denuncia del militarismo. La sua fedeltà alla realtà delle situazioni lo aiuta a testimoniare di ciò che ha vissuto e di cui si fa portavoce. Nei suoi racconti Boll rievoca l’atmosfera della guerra a cominciare da Die Botschaft(il messaggio), primo racconto edito in ordine di tempo sulla rivista Karussel(giostra), che poi entrerà a far parte della raccolta Wanderer, kommst du nach Spa(viandante se giungi a spa) nel 1950, insieme a Kumpel mit dem langen Haar(il camerata dai capelli lunghi). Ad esso seguiranno molti altri racconti brevi, come, Aus der Vorzeit(dalla preistoria) e Der Angriff(l’attacco), apparsi inizialmente in rivista(Rheinischer Merkur), che appariranno poi nella successiva raccolta del 1979 Du faehrst zu oft nach Heidelberg(Vai troppo spesso ad Heidelberg).
Altri racconti come Todesursache:hakennase(causa della morte:naso ad un uncino), In guter Hut(ben custodito), Im kafig(in gabbia), Vive la france!, e der Mord(L’assassinio) sono solo alcuni dei racconti che abbozzati nel 1947, verranno rivalutati dallo stesso autore e portati alla pubblicazione solo in tempi recenti.
Questi testi presentano la guerra vissuta come trauma, senza il benché minimo sentimentalismo. E la loro foza si cela proprio nella loro brevità e nella lacunosità dello stile.

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2 1 “TRÜMMERLITERATUR” NELLA GERMANIA DEL PRIMO DOPOGUERRA Dopo la fine della guerra, la Germania è ridotta a un cumulo di macerie, è distrutta e dilaniata, popolata da gente senza casa, senza lavoro, da reduci mutilati sia fisicamente che spiritualmente, con grandi difficoltà nel ritornare alla vita quotidiana. Fondamentale quindi per la cronologia del dopoguerra è reintegrare la realtà delle esperienze determinate dalla storia con il ricordo dei valori del passato, un recupero cioè di ideali per la ricerca del senso dell’esistenza. È questo il contesto sociale e culturale nel quale riprendono a scrivere gli autori del dopoguerra: le macerie rappresentano il vero filo conduttore e le rovine diventano metafora, icona della speranza 1 . Invero, mai come all’immediata fine della guerra c’è molto da raccontare. Gli autori si mobilitano per divulgare le notizie di ciò che riguarda tutto il resto della Germania; nei resoconti delle esperienze, sottoforma di ‘Wirklichkeitsrapport’, si ritrova in modo massiccio il vissuto, il primo esempio di letteratura ricostruita sulla realtà delle esperienze, la Reportageliteratur. “Die Reise geht von Stadt zu Stadt und von Zone zu Zone, um in Erfahrung zu bringen, was noch da ist und wer überlebt hat und überhaupt: wie es jetzt aussieht.” 2 Questo genere di produzione letteraria che si viene a creare nell’immediato dopoguerra, di cui molti scrittori diventano portavoce, comunica l’impressione di una mobilità forzata: “In Deutschland war fast alles Unterwegs” 3 1 E. BANCHELLI, Stunde Null: un paradigma ‘in progress’, contenuto in: «Dedalo», vol. 2, 2007 - p. 23 2 K. R. SCHERPE, In Deutschland unterwegs : Reportagen, Skizzen, Berichte 1945-1948 / herausgegeben von Klaus R. Scherpe . - Stuttgart : P. Reclam, 1982 – p.13 3 K. R. SCHERPE, op. cit., p.13

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Parole chiave

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