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Dal Castello alla Rete

Il termine Università (dal latino “universitas-atis”), con le sue connotazioni etiche (l’universalità del sapere, la collettività di apprendimento), è stata associata, in origine, alla corporazione degli scolari che, nell’ultimo quarto del XII secolo, riuniva a Bologna un gruppo di persone attorno ad un obiettivo: lo studio.
Lo “Studium” bolognese , nasce nel secolo XI come libera e spontanea associazione (Arnaldi, 1974) di studenti e maestri che fondano una scuola di esegesi delle fonti del diritto romano, allora considerato patrimonio comune della totalità delle genti. Le autorità laiche e religiose si limitano a riconoscerne l’esistenza, quindi all’inizio l'Alma Mater Studiorum manifesta il suo spirito indipendente e universale.
Nel corso dell'XI secolo, l'incremento demografico e lo sviluppo economico, in Europa ma soprattutto in Italia, modificarono profondamente il tessuto sociale ed economico e furono necessarie nuove definizioni giuridiche, ignote ai diritti romano-germanici, ma ben note al diritto romano classico. Occorreva dunque recuperarle, ricorrendo allo studio integrale dei testi e abbandonando quei modesti compendi ad uso delle scuole utilizzati per generazioni. I primi grandi maestri furono dunque giuristi, ed ebbero il loro sepolcro in arche monumentali, poste nelle maggiori piazze cittadine, anche per tramandare, in modo onorevole e solenne, la fama del loro insegnamento ed il ricordo di una comune, devota, passione per gli studi. A questi luminari se ne aggiunsero poi molti altri, tanto nelle discipline scientifiche, quanto in quelle umanistiche.
La nascita del Comune dopo l’anno Mille, e quindi la trasformazione dell’organizzazione sociale, relativamente autonoma ora, a livello locale rispetto al vertice imperiale, richiesero la formazione di professionisti capaci di interpretare in maniera scientificamente rigorosa le nuove regole della vita civile. La notorietà dello “Studio” bolognese, in virtù di tali circostanze propizie, si diffuse rapidamente, richiamando numerosissimi studenti, dei quali solo pochi, di fatto, erano pellegrini assetati di scienza.

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5 Capitolo 1 Le origini dell’università Introduzione l termine Università (dal latino “universitas-atis”), con le sue connotazioni etiche (l’universalità del sapere, la collettività di apprendimento), è stata associata, in origine, alla corporazione degli scolari che, nell’ultimo quarto del XII secolo, riuniva a Bologna un gruppo di persone intorno ad un obiettivo: lo studio. Lo “Studium” bolognese 1 , nasce nel secolo XI come libera e spontanea associazione (Arnaldi, 1974) di studenti e maestri che fondano una scuola di esegesi delle fonti del diritto romano, allora considerato patrimonio comune della totalità delle genti. Le autorità laiche e religiose si limitano a riconoscerne l’esistenza, quindi all’inizio l'Alma Mater Studiorum manifesta il suo spirito indipendente e universale. Nel corso dell'XI secolo, l'incremento demografico e lo sviluppo economico, in Europa ma soprattutto in Italia, modificarono profondamente il tessuto sociale ed economico e furono necessarie nuove definizioni giuridiche, ignote ai diritti romano- germanici, ma ben note al diritto romano classico. Occorreva dunque recuperarle, ricorrendo allo studio integrale dei testi e abbandonando quei modesti compendi ad uso delle scuole utilizzati per generazioni. I primi grandi maestri furono dunque giuristi, ed ebbero il loro sepolcro in arche monumentali, poste nelle maggiori piazze cittadine, anche per tramandare, in modo onorevole e solenne, la fama del loro insegnamento ed il ricordo di una comune, devota, passione per gli studi. A questi luminari se ne aggiunsero poi molti altri, tanto nelle discipline scientifiche, quanto in quelle umanistiche. La nascita del Comune dopo l’anno Mille, e quindi la trasformazione dell’organizzazione sociale, relativamente autonoma ora, a livello locale rispetto al vertice imperiale, richiesero la formazione di professionisti capaci di interpretare in maniera scientificamente rigorosa le nuove regole della vita civile. La notorietà dello “Studio” bolognese, in virtù di tali circostanze propizie, si diffuse rapidamente, richiamando numerosissimi studenti, dei quali solo pochi, di fatto, erano pellegrini assetati di scienza. 1 Espressione con la quale ci si riferiva all'insieme delle singole scuole, tenute da vari maestri, accomunate da quella che era ritenuta la specifica attività mentale e pratica dei docenti e dei discepoli. I

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Claudio Taschera Contatta »

Composta da 128 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.