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Riforma dei servizi professionali - Analisi del settore delle professioni giuridiche

In seguito alle recenti sollecitazioni comunitarie in merito a riforme pro-concorrenziali nei servizi professionali, il lavoro analizza, con riferimento al settore delle professioni giuridiche, l'attuale situazione del mercato italiano, i principali strumenti di regolamentazione del settore e la loro efficacia. Inoltre viene preso in considerazione un paragone con il caso anglosassone che ha già subito una forte liberalizzazione ed è molto diverso da quello italiano. L'analisi si sposta poi sull'effettiva comparazione delle tariffe dell'avvocatura per meglio comprendere quali sia il panorama pre e post liberalizzazione e quali ne siano i principali benefici per i consumatori.

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1. Introduzione li è attesa nel nostro paese da molti anni ma, nonostante supposto giuridico. con sensibile rilevanza attuale, data la La riforma dei servizi professiona negli ultimi sette anni siano state fatte ben cinque proposte di legge 1 , non ha mai trovato l’approvazione del parlamento. In particolare rimane necessaria, in base alle direttive comunitarie e dei principali organi internazionali, l’applicazione della legge a tutela della concorrenza anche alle libere professioni, che è stata introdotta, seppure in modo parziale e non strutturale, con il recente Decreto governativo del 4 luglio 2006. Le difficoltà finora incontrate, sono innanzitutto da rilevare in un pre Infatti l’apertura alla concorrenza del settore, con la conseguente applicazione delle norme in sua tutela, implicherebbe l’assimilazione dell’esercizio della professione intellettuale all’attività di “impresa”. Tale impostazione viene illustrata nel codice civile che conferisce al professionista uno status diverso da quello dell’imprenditore 2 . Ciò però viene meno nel diritto comunitario, dove la nozione di attività di impresa è molteplice e molto più ampia e si caratterizza, nel contesto del diritto della concorrenza, come l’esercizio di una qualsiasi attività economica a prescindere dal suo stato giuridico e dalle sue modalità di finanziamento. L’equiparazione delle libere professioni al trade or commerce, era già stata affermata in passato negli Stati Uniti con lo Sherman Act 3 , legittimando quindi la soggezione delle prime alle norme antitrust. Tali considerazioni ci portano ad analizzare contemporanea discussione parlamentare in corso sulla Riforma dei servizi professionali, la situazione concorrenziale ed economica del settore delle professioni giuridiche (avvocati e notai). In particolare nel capitolo 2 del seguente lavoro ci si propone di comprendere quale sia la presente legislazione di tali professioni in Italia e nel Regno Unito, dove è stata già affrontata una liberalizzazione in passato e al momento persiste una sistema completamente diverso, con l’obiettivo di coglierne similitudini e differenze nonché spunti 1 Ricordiamo tra le più propositive le proposte di legge Mantini, Siliquini e Vietti. 2 In particolare il codice stesso disciplina le professioni intellettuali in un capo distinto e mediante norme peculiari (artt. 2229-2238 c.c.), e in aggiunta in base all’articolo 2238, le attività professionali non sono legislativamente considerate quali attività imprenditoriali. 3 In U.S. Supreme Court no. 74-70, June 16, 1975, Lewis Goldfarb et ux. V. Virginia State Bar, si afferma che la disposioni dello Sherman Act non contengono eccezioni. In particolare, “lo Sherman Act è applicabile nei confronti di ogni persona impegnata negli affari la cui attività potrebbe restringere o monopolizzare gli scambi economici tra gli Stati. Nel mondo moderno non si può negare che l’attività di avvocato gioca un ruolo importante negli scambi economici e che le pratiche anticoncorrenziali tra avvocati possono costituire una restrizione al commercio”. 2

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Enrico Minoretti Contatta »

Composta da 37 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1055 click dal 03/06/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.