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Gli enti esponenziali nel processo penale

Il presente lavoro, che, anche per i numerosi ed estremamente eterogenei orientamenti di dottrina e giurisprudenza, non ha certo pretese di completezza, cerca di dare spazio alle questioni, ai problemi e alle incertezze che hanno caratterizzato, e caratterizzano ancora oggi, nel nostro ordinamento la partecipazione degli enti esponenziali di interessi diffusi e collettivi. La premessa storica iniziale cerca di ricostruire la ratio dell’istituto della parte civile, così come era prevista nel codice di procedura penale del 1930, per poi passare ad una ricostruzione delle varie tipologie di danno e, in particolare, del concetto di danno risarcibile, che costituisce senza dubbio la base dell’istituto della parte civile. Nel terzo capitolo, invece, trova sede un’analisi delle due forme di partecipazione attualmente previste, con riguardo agli enti esponenziali, dal codice di procedura penale per concludere, nell’ultimo capitolo, con una rassegna delle diverse decisioni ordinate sulla base del diverso tipo di ente a cui fanno riferimento.
A conclusione di tale lavoro si renderà evidente come si tratta di una questione ancora aperta: la politica legislativa è sempre impegnata in una costante opera di adeguamento dell’ordinamento alle nuove istanze prospettate dalla “società del rischio” e alle indicazioni del diritto comunitario e internazionale.

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1 SOMMARIO INTRODUZIONE “Parvemi sempre che uno dei più eloquenti criterî per giudicare il grado maggiore o minore di libertà civile lasciato ai cittadini dai rettori della nazione sia quello che si desume dalla maggiore o minore balìa che ànno i privati nello esercizio della azione penale da promuoversi contro i colpevoli di un delitto”. Così scriveva F. Carrara nel 1865 1 , ma ancora oggi la partecipazione al processo penale degli enti esponenziali, portatori di istanze sociali nella forma di interessi diffusi o collettivi, è un nodo cruciale su cui si confrontano dottrina e giurisprudenza. Entrambe cercano di raggiungere un contemperamento tra due opposte esigenze. Da un lato, si cerca di garantire la tutela degli interessi collettivi, di indubbio rilievo costituzionale, che non trovano altri interlocutori istituzionali e, dall’altro, si vuole riportare l’istituto della parte civile alla sua originaria funzione civilistica, ponendo fine alle forzature giurisprudenziali che lo spingevano a far “vela verso altri lidi, laddove sempre più marcata appare la scissione tra soggetto costituito e interesse addotto, ovvero laddove riesce arduo financo individuare un interesse concretamente leso” 2 . Il dibattito circa il ruolo e i poteri degli enti esponenziali nel processo penale si accende con la crescente consapevolezza dell’inadeguatezza delle istituzioni dello Stato-apparato, volte alla tutela di una società borghese e individualistica, come pure delle istituzioni processuali, concepite per la tutela dei reati tradizionali onde 1 F. CARRARA, Azione Penale, in Riv. Pen., III, 1865, p. 5. 2 A. IACOBINI, Costituzione di parte civile degli enti collettivi e postille in tema di lesione degli interessi superindividuali, alla luce di un decennio di giurisprudenza, in Foro It., 1982, II, pag. 185 e ss.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Nancy Bonasera Contatta »

Composta da 233 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.