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La clonazione umana

La clonazione umana, scienza e morale.

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2INTRODUZIONE Il semplice utilizzo della parola clone porta con sé un’ampia gamma di visioni. I film di fantascienza ci hanno mostrato il lato oscuro della tecnica della clonazione, schiere di creature pseudo-umane prive di nome, volto e capacità di giudizio rappresentano il risultato di un gesto di hybris da parte dell’uomo. Se prima del 1997, la clonazione esisteva solo nelle fantasie di qualche avveniristico regista o scrittore, dopo l’annuncio della nascita della pecora Dolly, si è fatta strada la consapevolezza che l’immaginazione poteva tradursi veramente in realtà. Ma cosa significa clonare? È realmente una tecnica pericolosa per il genere umano o è da guardarsi come una possibilità di miglioramento per la vita della specie? In questo lavoro vorrei mostrare, oltre che le varie tecniche di clonazione, soprattutto i problemi etici che queste sollevano. Le innovazioni in campo biomedico, le ricerche incessanti sui possibili utilizzi di tecnologie sull’essere umano hanno reso urgente un ripensamento sul ruolo e sui limiti della scienza. Dal momento che la clonazione, le cui diverse caratteristiche e i differenti impieghi mostrerò nel corso dell’opera, può riguardare anche molto da vicino la specie umana ( e non solo quella vegetale o animale) , la paura di un uso “irriverente” di tale tecnica ha suscitato numerose reazioni e riflessioni. Come ogni novità, anche la clonazione è stata salutata timidamente e rigettata per lo più, ma come per ogni scoperta è necessaria una disamina

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Filosofia

Autore: Martina Di Martino Contatta »

Composta da 179 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5159 click dal 29/07/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.