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Natura e antinatura - Spinozismo e antispinozismo nel pensiero sadista

L’obiettivo di questa tesi è di chiarire un concetto filosofico costantemente presente all’interno della produzione letteraria del marchese de Sade, il concetto di Natura, e mostrare le componenti spinoziste e, parimenti, antispinoziste, insite in esso.

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4 Introduzione L’obiettivo di questa tesi è di chiarire un concetto filosofico costantemente presente all’interno della produzione letteraria del marchese de Sade, il concetto di Natura, e mostrare le componenti spinoziste e, parimenti, antispinoziste, insite in esso. Si presenta subito un problema: come valutare il lavoro filosofico di un filosofo “non professionista”? Più problematico ancora, che senso dare ad un pensiero esposto in un’opera di carattere prevalentemente letterario? Ciò rimanda, più direttamente, all’ostica questione del rapporto realtà-finzione. Se da una parte è indubbio ravvisare la presenza di questioni filosofiche, quali il problema della giustizia, dell’esistenza di valori morali intrinseci etc., all’interno delle opere di Sade, dall’altra non si può non sottolineare che tale pensiero è comunque e sempre mosso da protagonisti letterari. Non si tratta di un pensiero espresso in un trattato filosofico, ma, al contrario, di un pensiero filosofico romanzato; il che ci obbliga, inevitabilmente, a procedere con molta cautela nella identificazione tra il pensiero dei vari personaggi e il pensiero di Sade. Leggere lo spessore filosofico dell’opera sadiana in questo modo risulterebbe ingenuo, oltre che metodologicamente sbagliato. Sarebbe come attribuire senz’altro al Manzoni il pensiero di Don Abbondio o di Renzo. Il carattere finzionale, il romanzesco, rimane, e deve rimanere in un’analisi di questo tipo. E’ dunque semplicistico e in ultima analisi scorretto pensare che Sade possa identificarsi totalmente con un Bressac, una Juliette o un Dolmancé. Una tale identificazione non è legittimata neanche da un completo parallelismo fra la biografia di Sade e quella di qualcuno dei suoi personaggi. Egli infatti afferma: «Sì, sono un libertino, lo riconosco: ho concepito tutto ciò che si può concepire in questo ambito, ma non ho certamente fatto tutto ciò che ho concepito e non lo farò certamente mai. Sono un libertino, ma non sono un criminale né un assassino.» 1 1 In G. Lely, Vie du marquis de Sade, J.-J. Pauvert, Paris 1965, trad. it. Sade profeta dell’erotismo, Feltrinelli, Milano 1960, p. 24.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Daniele Foti Contatta »

Composta da 171 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.