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La disciplina delle obbligazioni bancarie garantite in Italia ed in Inghilterra: due esperienze giuridiche a confronto

Informazioni tesi

  Autore: Alfonso Parlato Spadafora
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Alberto Monti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 196

Nell’ultimo decennio la maggioranza dei Paesi europei ha introdotto una specifica disciplina giuridica avente ad oggetto le obbligazioni bancarie garantite, meglio conosciute a livello internazionale come covered bonds, contribuendo in questo modo alla loro diffusione e di conseguenza allo sviluppo del mercato di questa tipologia di strumenti finanziari.
I covered bonds sono titoli di debito emessi da banche, caratterizzati da un duplice livello di garanzie, rappresentato, da una parte, dal patrimonio dell’istituto di credito emittente e, dall’altra, da un pool di assets di elevata qualità creditizia posto a garanzia dell’emissione, destinato a soddisfare in via esclusiva le ragioni degli obbligazionisti. Il basso profilo di rischio, l’alta standardizzazione e l’elevata liquidità, ai quali si aggiungono i privilegi regolamentari riconosciuti dalla disciplina comunitaria, contribuiscono a rendere il covered bond uno strumento unico nel panorama finanziario europeo.

In Italia il quadro giuridico di riferimento nel quale si collocano le emissioni di obbligazioni bancarie garantite è costituito dalla legge n.80/2005, dal Regolamento Ministeriale n.310/2006 e dalle Disposizioni di Vigilanza della Banca d’Italia del 2007.
In Inghilterra le prime emissioni sono state effettuate a partire del 2003 in assenza di una disciplina specifica, nell’ambito dell’autonomia privata ed in virtù dell’ampio potere negoziale riconosciuto alle parti dall’ordinamento anglosassone. Tuttavia, nel luglio 2008, il legislatore inglese ha ritenuto opportuno introdurre una specifica regolamentazione normativa della materia, attraverso la Regulated Covered Bonds Regulation n.386.

Prendendo le mosse dall’analisi comparativa dell’esperienza italiana e di quella inglese, il presente lavoro si propone di approfondire e vagliare l’importanza dell’introduzione di un‘apposita disciplina giuridica a governo delle obbligazioni garantite, analizzando le ragioni che possono giustificare tale scelta ed evidenziando i benefici, che istituti di credito ed investitori possono conseguire.

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6 ABSTRACT Nell’ultimo decennio la maggioranza dei Paesi europei ha introdotto una specifica disciplina giuridica avente ad oggetto le obbligazioni bancarie garantite, meglio conosciute a livello internazionale come covered bonds, contribuendo in questo modo alla loro diffusione e di conseguenza allo sviluppo del mercato di questa tipologia di strumenti finanziari. I covered bonds sono titoli di debito emessi da banche, caratterizzati da un duplice livello di garanzie, rappresentato, da una parte, dal patrimonio dell’istituto di credito emittente e, dall’altra, da un pool di assets di elevata qualità creditizia posto a garanzia dell’emissione, destinato a soddisfare in via esclusiva le ragioni degli obbligazionisti. Il basso profilo di rischio, l’alta standardizzazione e l’elevata liquidità, ai quali si aggiungono i privilegi regolamentari riconosciuti dalla disciplina comunitaria, contribuiscono a rendere il covered bond uno strumento unico nel panorama finanziario europeo. In Italia il quadro giuridico di riferimento nel quale si collocano le emissioni di obbligazioni bancarie garantite è costituito dalla legge n.80/2005, dal Regolamento Ministeriale n.310/2206 e dalle Disposizioni di Vigilanza della Banca d’Italia del 2007. In Inghilterra le prime emissioni sono state effettuate a partire del 2003 in assenza di una disciplina specifica, nell’ambito dell’autonomia privata ed in virtù dell’ampio potere negoziale riconosciuto alle parti dall’ordinamento anglosassone. Tuttavia, nel luglio 2008, il legislatore inglese ha ritenuto opportuno introdurre una specifica regolamentazione normativa della materia, attraverso la Regulated Covered Bonds Regulation n.386. Prendendo le mosse dall’analisi comparativa dell’esperienza italiana e di quella inglese, il presente lavoro si propone di approfondire e vagliare l’importanza dell’introduzione di un‘apposita disciplina giuridica a governo delle obbligazioni garantite, analizzando le ragioni che possono giustificare tale scelta ed evidenziando i benefici, che istituti di credito ed investitori possono conseguire.

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Parole chiave

cartolarizzazione dei crediti
covered bonds
diritto bancario
diritto finanziario
finanza strutturata
legge 130/1999
obbligazioni bancarie
obbligazioni bancarie garantite
regolamento ministedriale 310/2006
regulated covered bonds regulation
securitization
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