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Un confronto tra l'approccio narrativo in psicologia e nella Teologia Fondamentale

Nel corso della presente trattazione ho cercato di accostarmi e indagare sul progetto inscritto alla natura umana, confrontando l’approccio della psicologia con quello della teologia fondamentale. È stata subito evidente la necessità di ridimensionare il campo di lavoro e specificare gli approcci teorici cui far riferimento, per poter utilizzare, in modo più funzionale, gli “strumenti” a disposizione per intraprendere l’indagine e il confronto. Per quanto riguarda il versante psicologico, la base teorica guida è stata l’approccio costruttivista evoluzionista, mentre per il versante teologico ho fatto riferimento all’approccio della teologia fondamentale, con particolare riferimento al percorso di fede e studio di Mons. Sequeri, teologo di riferimento della facoltà teologica dell’Italia Settentrionale.
La dimensione narrativa della realtà ha fornito la prospettiva trasversale attraverso cui operare il confronto delle due discipline. Il bisogno e la capacità umana di creare, vivere e raccontarsi in una storia sono stati assunti come aspetto costitutivo sia della psicologia evoluzionista che della teologia fondamentale.
Nel primo capitolo ho ripercorso i principali momenti di storia e di svolta del costruttivismo. Presente nell’opera di Piaget e nella teoria dei costrutti di Kelly, la concezione costruttivista della realtà è stata in seguito formalizzata da Von Glasersfeld e ha trovato una più specifica elaborazione nella cibernetica di Von Foerster e nella teoria dell’autopoiesi di Maturana e Varela. Tale approccio insegna che l’uomo costruisce attivamente la conoscenza e i significati che trova nella propria storia.
Nel secondo capitolo, mi sono accostato all’approccio evoluzionista, con particolare riferimento allo studio della coscienza e il suo emergere da una relazione. Avvicinandomi al pensiero di Edelman e Dennett e seguendo il percorso evoluzionista di Damasio e Searle, sono giunto alla concezione di Guidano e, soprattutto, di Liotti: è apparso evidente come l’uomo, attraverso la coscienza, viva in una narrazione in cui la sua storia, intrecciata nel tempo, che è passato, presente e futuro, gli permette di dare un senso di coerenza nella rappresentazione di sé, degli altri e della realtà.
Il terzo capitolo è stato dedicato interamente all’approccio narrativo e, in particolare, alla posizione teorica di Bruner e Veglia. L’uomo è un essere culturale che si differenzia dalle altre specie. La chiamata a costruire liberamente significati e a condividerli grazie alla capacità di raccontare e condividere storie è stato il tema costitutivo. Ciò che motiva l’essere umano a raccontarsi, è la possibilità di crearsi all’interno di una narrazione che gli indica una direzione per cercarsi un suo personale senso nell’andare nel tempo e nella storia.
Il metodo ricostruttivo teorizzato da Veglia ha rappresentato il senso da cui si è mossa la trattazione di questa parte: le storie che vengono narrate per condividere i significati della vita umana, possono essere lette e attuate secondo cinque temi di vita fondanti e irrinunciabili: l’Amore, il Valore, il Potere, la Libertà e la Verità attraggono la ricerca di significato dell’uomo.
La seconda parte della tesi ha sviluppato il percorso che ha portato la teologia a emanciparsi da un’identità autoesplicativa per narrarsi all’uomo come antropologica e fondamentale.
Nel quarto capitolo ho cercato di delineare i concetti storici e fondanti di una teologia, nata e sviluppatasi dopo l’avvento di Cristo che, sostanzialmente, ha costruito una propria strada senza mai effettivamente riuscire a incontrare l’uomo nella sua umanità.
Il quinto capitolo descrive come la teologia contemporanea del novecento abbia ridiscusso i fondamenti della fede, riportandoli in un orizzonte di evidenze umane condivise. L’uomo inizia a guardare la propria fede come a un’esperienza antropologica fondante la sua ricerca di significato nel mondo.
Nel sesto capitolo, il cuore della questione si sviluppa intorno al modo in cui la teologia fondamentale diventa metodo per rivelare all’uomo che la fede è costitutiva dell’uomo. Nella manifestazione della verità, Dio chiede all’umanità un affidamento per condividere un viaggio, un senso e un futuro possibile: attraverso l’Evento incarnato, entrato nella storia come storia, l’uomo è libero di diventare se stesso e di avere valore. È questa la Storia della rivelazione che ha come compimento l’Amore.
Infine, la terza parte della tesi è stata dedicata al confronto e alle considerazioni finali. Dopo aver parlato di alcuni concetti, rintracciabili e raffrontabili nelle due prospettive, ho confrontato i due approcci, sia dal punto di vista metodologico che di contenuto, per verificare una loro possibile integrazione.

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8 INTRODUZIONE “Come? Io sono. Ma non mi possiedo. Per questo, innanzitutto, diveniamo” (Bloch, 1959) Nel corso della presente trattazione ho cercato di accostarmi e indagare sul progetto inscritto alla natura umana, confrontando l’approccio della psicologia con quello della teologia fondamentale. È stata subito evidente la necessità di ridimensionare il campo di lavoro e specificare gli approcci teorici cui far riferimento, per poter utilizzare, in modo più funzionale, gli “strumenti” a disposizione per intraprendere l’indagine e il confronto. Per quanto riguarda il versante psicologico, la base teorica guida è stata l’approccio costruttivista evoluzionista, mentre per il versante teologico ho fatto riferimento all’approccio della teologia fondamentale, con particolare riferimento al percorso di fede e studio di Mons. Sequeri, teologo di riferimento della facoltà teologica dell’Italia Settentrionale. La dimensione narrativa della realtà ha fornito la prospettiva trasversale attraverso cui operare il confronto delle due discipline. Il bisogno e la capacità umana di creare, vivere e raccontarsi in una storia sono stati assunti come aspetto costitutivo sia della psicologia evoluzionista che della teologia fondamentale. Nel primo capitolo ho ripercorso i principali momenti di storia e di svolta del costruttivismo. Presente nell’opera di Piaget e nella teoria dei costrutti di Kelly, la concezione costruttivista della realtà è stata in seguito formalizzata da Von Glasersfeld e ha trovato una più specifica elaborazione nella cibernetica di Von Foerster e nella teoria dell’autopoiesi di Maturana e Varela. Tale approccio insegna che l’uomo costruisce attivamente la conoscenza e i significati che trova nella propria storia. Nel secondo capitolo, mi sono accostato all’approccio evoluzionista, con particolare riferimento allo studio della coscienza e il suo emergere da una relazione. Avvicinandomi al pensiero di Edelman e Dennett e seguendo il percorso evoluzionista di Damasio e Searle, sono giunto alla concezione di

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Marco Molinari Contatta »

Composta da 398 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2990 click dal 24/10/2008.

 

Consultata integralmente 6 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.