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L'autovalutazione d'istituto

Informazioni tesi

Processi di valutazione e di autoanalisi d'Istituto
  Autore: Lucia D'orsi
  Tipo: Tesi di Master
Master in
Anno: 2004
Docente/Relatore: Cambi Franco
Istituito da: Università degli Studi di Firenze
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 64

Introduzione
A partire dagli anni ’80 la parola qualità si è progressivamente introdotta nel lessico pedagogico insieme ad altri termini: monitoraggio, indicatori, standard, autoanalisi, autovalutazione… Ma la definizione di qualità ha in sé un percorso evolutivo che si sviluppa, negli ultimi '50 anni, dal modello organizzativo di stampo tayloristico alla sfida della qualità totale. Lo spostamento del fulcro della qualità sui bisogni e sulle attese dei clienti ha fatto diventare la “soddisfazione del cliente” criterio di riferimento su cui impostare il controllo di qualità.
Ne sono conseguiti lo spostamento d’attenzione sull’intero processo produttivo ed organizzativo nel suo insieme e la visione dinamica della qualità. La stessa idea di qualità, includendo anche una qualità attesa o implicita, diviene plurale, in quanto contiene in sé diversi punti di vista da cui osservare il valore di un prodotto o di un servizio. In tale prospettiva, parlare di qualità implica necessariamente una valutazione che consenta di esplorare i diversi tipi di qualità e le loro reciproche relazioni. È la stessa idea di qualità a contenere in sé un momento interpretativo, un’espressione di giudizio di valore, e a richiedere di conseguenza un’azione valutativa.
Quando si affronta il tema della valutazione è immediata la riflessione sulla complessità e la ricchezza di sfumature che esso presenta. Oggetto di studi e ricerche decennali da parte di esperti, la valutazione è stata sviluppata sia sotto l’aspetto teorico che quello pratico. Una serie di motivazioni storiche e sociali hanno modificato profondamente, nel corso degli anni, l’impostazione della valutazione ampliandone e modifi-candone il ruolo. Cosicché da mera formulazione di un giudizio sugli apprendimenti da effettuare con il finire dell’anno scolastico o di un corso di studi, si è gradualmente arrivati alla formulazione di diversi livelli e di funzioni specifiche; si è avuto, pertanto, una scissione in più parti della valutazione: iniziale o diagnostica, in itinere o formativa, finale o sommativa. Progressivamente si è pervenuti alla convinzione che l’atto del valutare non dovesse essere più rivolto solo all’allievo e al suo processo di apprendimento (con modalità spesso sanzionatorie), ma alle stesse procedure d’insegnamento; si è avuto in tal modo un importante spostamento di responsabilità da chi deve ricevere l’istruzione a chi la deve condurre.
Attualmente la valutazione ha subìto una rilettura dei suoi sistemi proprio in funzione di una correzione dell’insuccesso scolastico: va considerato che l’imputabilità di tale situazione non è necessariamente attribuibile all’allievo, bensì trova spiegazione in un concorso di cause diverse. Da ciò scaturisce l’opportunità di valutare anche e soprattutto la validità del sistema scuola, così da poter far emergere le reali motivazioni dell’insuccesso scolastico e predisporre forme organizzative sempre meglio adeguate ai contesti scolastici e territoriali: il fine è quello di dar vita ad un servizio formativo realmente efficiente ed efficace.
Si è cominciato ad avvertire l’importanza, cioè, di una corretta gestione di tutti gli elementi costituenti un sistema scolastico, attraverso l’analisi e la comprensione delle ragioni che sottendono ad un insuccesso e la successiva individuazione delle soluzioni politiche, organizzative e didattiche più adeguate. Va considerato che il tema della valutazione è ormai da tempo di grande interesse sociale, considerato un elemento imprescindibile per qualunque sistema produttivo che intenda procedere sulla base di standard qualitativi.
La scuola non può certo essere avulsa da una filosofia di questo tipo e, comportandosi come un qualsiasi altro sistema sociale, si apre ad un’analisi di se stessa allo scopo di orientare il suo impegno verso la definizione di un servizio di qualità.
Non a caso nella scuola attuale, all’interno della quale la parola chiave è autonomia, ci si orienta sempre più verso concetti di efficacia, efficienza e qualità del servizio. Per cui nell’ambito della valutazione vengono chiamati in causa non più solo il processo di apprendimento né soltanto quello di insegnamento, ma tutto ciò che ruota all’interno del mondo scuola: l’organizzazione di tutto il lavoro scolastico, la metodologia, la didattica che viene sviluppata sulla base di un progetto educativo definito nei singoli particolari. Si tende a focalizzare l’attenzione sulla globalità dell’azione educativa includendo in essa tanto gli aspetti prettamente legati ai singoli allievi (abilità, conoscenze, competenze, comportamento) quanto quelli connessi alle scelte didattiche, educative e organizzative.

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Introduzione A partire dagli anni ’80 la parola qualità si è pro- gressivamente introdotta nel lessico pedagogico insieme ad altri termini: monitoraggio, indicatori, standard, autoanalisi, autovalutazione… Ma la definizione di qualità ha in sé un percorso evo- lutivo che si sviluppa, negli ultimi 50 anni, dal model- lo organizzativo di stampo tayloristico alla sfida della qualità totale. Lo spostamento del fulcro della qualità sui bisogni e sulle attese dei clienti ha fatto diventare la “soddi- sfazione del cliente” criterio di riferimento su cui im- postare il controllo di qualità. Ne sono conseguiti lo spostamento d’attenzione sull’intero processo produttivo ed organizzativo nel suo insieme e la visione dinamica della qualità. La stessa idea di qualità, includendo anche una qualità attesa o implicita, diviene plurale, in quanto contiene in sé diversi punti di vista da cui osservare il valore di un prodotto o di un servizio. In tale prospettiva, parlare di qualità implica neces- sariamente una valutazione che consenta di esplorare i diversi tipi di qualità e le loro reciproche relazioni. È la stessa idea di qualità a contenere in sé un momento interpretativo, un’espressione di giudizio di valore, e a richiedere di conseguenza un’azione valutativa. Quando si affronta il tema della valutazione è immedia- ta la riflessione sulla complessità e la ricchezza di sfumature che esso presenta. Oggetto di studi e ricerche decennali da parte di esperti, la valutazione è stata sviluppata sia sotto l’aspetto teorico che quello prati- III

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Parole chiave

autonomia scolastica
dall'autoanalisi all'autovalutazione
i fattori di successo
il clima organizzativo
la scuola come sistema complesso
la valutazione delle scelte curricolari
la valutazione delle scelte didattiche
la valutazione delle scelte organizzative
metodologie di valutazione
paradigmi dell'organizzazione scolastica
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