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L'influenza della televisione nei rapporti interpersonali

Informazioni tesi

  Autore: Maria Giulia Grondona
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere moderne
  Relatore: Eugenio Buonaccorsi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 279

Il presente lavoro si propone di esaminare i cambiamenti significativi apportati nella nostra società dall’avvento dei mezzi di comunicazione di massa e della televisione in modo particolare, se è vero che “(...) una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione” . L’intento è quello di comprendere se quella “scatola magica e luminosa” oggi presente pressoché in tutte le nostre case, rappresenti soltanto uno strumento di informazione e di possibile svago o non sia piuttosto qualche cosa di più. In molti sono soliti ricordare che la TV è soltanto un elettrodomestico, ma questa dissertazione dimostrerà che l’apparecchio televisivo è tutto, tranne che un elettrodomestico e che darne una simile definizione significa semplicemente non voler occuparsi seriamente dei problemi che la fruizione di esso causa ai telespettatori stessi, alle famiglie, all’intera collettività. Ho provato, nelle prime pagine del mio lavoro, a trattare il televisore come se fosse un elettrodomestico, o un semplice organo d’informazione, con una parte descrittiva che esamina gli ambienti della casa dove l’apparecchio viene più facilmente collocato, le ragioni di questa scelta, chi resti maggiormente coinvolto in famiglia nel rapporto con questa sorta di “inquilino domestico” e quali siano i momenti della giornata nei quali si è più portati ad abbandonarsi pigramente davanti al video.

Ho rilevato che la TV costituisce una vera e propria presenza, molto più invadente rispetto alla radio di cui ha assorbito le funzioni. Se è interessante studiare le differenze esistenti tra la radio e la TV, entrambi strumenti che hanno consentito all’umanità di raggiungere progressivamente una potenzialità comunicativa prima impensata ed impensabile, è curioso altresì esaminare le diversità esistenti tra la cosiddetta televisione dei pionieri o paleotelevisione, e la televisione di oggi, ovvero la neotelevisione che non sembra migliore della prima, ma pare, anzi, aver fatto un passo indietro almeno per quel che concerne i doveri di servizio pubblico. Aspetto di fondamentale importanza del rapporto tra utenti e TV, è il modo di proporsi della televisione nei confronti dei bambini e dei ragazzi che spesso trascorrono intere giornate in compagnia soltanto del piccolo schermo rimanendo in tal modo in totale balìa delle immagini che da esso scaturiscono. Quali sono i contenuti presenti nei programmi dedicati agli spettatori più giovani? Purtroppo, questo studio ha evidenziato la quasi totale assenza oggi di una televisione predisposta per i più giovani, una sorta di TV dei ragazzi così come esisteva un tempo; inoltre, la programmazione prevede sempre più spesso scene di violenza e di sesso che vanno a concentrarsi proprio nelle fasce orarie in cui è più facile che i bambini si trovino davanti al video; scene di inevitabile turbamento, perché la categoria di telespettatori interessata non ha gli strumenti per comprendere a fondo il contesto e le ragioni che sottostanno agli avvenimenti presentati.
Il secondo capitolo del lavoro cerca di chiarire al meglio la storia della cosiddetta communication research, ossia il lungo cammino che psicologi, sociologi ed altri studiosi hanno percorso dall’inizio del XX secolo ad oggi per cercare di capire se esistano effettivamente delle influenze alle quali i mass media sottopongono gli individui o meno. Al giorno d’oggi non esiste ancora una risposta esaustiva a questa domanda, perché, per quanto i mezzi di massa possano agire nel modificare comportamenti, credenze, valori, atteggiamenti dei loro fruitori, essi interagiscono con tutta una serie di altre e diverse componenti che fanno parte della nostra società. Da notare che le indagini svolte hanno conosciuto un alternarsi continuo di periodi in cui gli effetti degli strumenti di massa venivano considerati forti ed immediati, ed altri in cui si dava adito ad influenze più deboli o a lungo termine.
In ultimo, la parte forse più leggera di questo scritto, dedicata in particolare a due tra i maggiori personaggi della nostra TV e due tra le produzioni che hanno riscosso maggior successo e popolarità tra il pubblico: si tratta degli “eterni” Mike Bongiorno e Raffaella Carrà, e di grandi varietà come Canzonissima e Fantastico. Il tutto rientra nel discorso che lega la televisione alla costruzione e alla modificazione delle caratteristiche dell’immaginario individuale e collettivo; lo scopo è quello di comprendere se la televisione recita un ruolo nell’ambito della ricerca incessante da parte degli esseri umani del “mito”, ossia di cose o persone che possano essere presi come punti di riferimento per migliorare sè stessi modificando il proprio agire secondo il loro esempio.

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VIII INTRODUZIONE Il presente lavoro si propone di esaminare i cambiamenti significativi apportati nella nostra società dall’avvento dei mezzi di comunicazione di massa e della televisione in modo particolare, se è vero che “(...) una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione” 1 . L’intento è, in sostanza, quello di comprendere se quella “scatola magica e luminosa” oggi presente pressoché in tutte le nostre case spesso in più di un esemplare, rappresenti soltanto uno strumento di informazione e di possibile svago o non sia piuttosto qualche cosa di più. In molti, soprattutto tra gli addetti ai lavori, sono soliti ricordare che la TV è soltanto un elettrodomestico, ma questa dissertazione dimostrerà che l’apparecchio televisivo è tutto, tranne che un elettrodomestico e che darne una simile definizione significa semplicemente non voler occuparsi seriamente dei problemi che la fruizione di esso causa ai telespettatori stessi, alle famiglie, all’intera collettività. Ho provato, nelle prime pagine del mio lavoro, a trattare il televisore come se fosse un elettrodomestico, o un semplice organo d’informazione, con una parte descrittiva che esamina gli ambienti della casa dove l’apparecchio viene più facilmente collocato, le ragioni di questa scelta, chi resti maggiormente coinvolto in famiglia nel rapporto con questa sorta di “inquilino domestico” e quali siano i momenti della giornata nei quali si è più portati ad abbandonarsi pigramente davanti al video. 1 Karl R. POPPER, John CONDRY, Cattiva maestra televisione, Milano, Reset, 1996, pag. 7

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