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Lo slang degli SMS italiani e spagnoli: comunicazione e creatività

Oggi ci troviamo in una continua rivoluzione dell'informazione, i cambiamenti, tecnici o sociali sono ogni volta sempre più rapidi e in questo contesto sono i giovani coloro che incontrano una maggiore predisposizione ad adattare il loro linguaggio di fronte a tutte le novità tecnologiche. I linguaggi giovanili si nutrono oggi, più che mai, di proposte televisive particolarmente congeniali, provenienti soprattutto dall'area della comicità, ma non sono da tralasciare gli aspetti legati ai linguaggi delle nuove tecnologie (degli SMS, delle Chat-lines, dell'E-mail), il cui impiego è evidentemente massiccio ed entusiastico proprio da parte delle giovani generazioni.
Si richiede uno strumento comunicativo @gile, veloce, semplice nelle forme, al quale si può anche sostituire un codice di squilli che sembra poter soddisfare le loro esigenze comunicative più impellenti, dal dire “Ti amo” al chiedere “Quando ci vediamo?”.
L’informazione si è trasformata oggi in un oggetto di valore che bisogna consumare compulsivamente e gestire a proprio beneficio, oggi abbiamo bisogno di raccontare cose, dobbiamo essere connessi (on-line), il che equivale a dire identificati.
Nella comunicazione a distanza con gli SMS avvertiamo un vago senso di onnipotenza e di ubiquità, che ci permette di regolare e aggiustare le nostre distanze a quelle degli altri. Se il telefono di chi riceve è acceso e non ci sono problemi di comunicazione, un SMS arriva in più o meno sei secondi, creando un’illusione di sincronia tra chi lo manda e chi lo riceve. Per questo motivo, è un mezzo abbastanza economico che produce un piacere innegabile perché sembra eliminare qualsiasi distanza fisica e ricorda una comunicazione quasi faccia a faccia, come se potessimo ascoltare le parole della persona che ci scrive e non, come succede nella realtà, di leggerle.
In questo lavoro ho voluto analizzare il linguaggio che i giovani più di altri utilizzano ogni giorno attraverso l’invio degli SMS (acronimo di Short Message System), i messaggi che inviamo attraverso il telefono cellulare, un modo d’esprimersi che sembra danneggiare le norme di scrittura, l’espressione e le regole basiche della comunicazione scritta, utilizzando un linguaggio nato da una doppia finalità: comunicare di più in meno tempo e con il minor costo possibile.
I primi due capitoli sono centrati sull’analisi del linguaggio tipico che scaturisce dalla comunicazione via SMS e sulle funzioni di questi messaggi, sulle motivazioni che spingono, soprattutto i giovani, a preferire la comunicazione via SMS ad altre modalità di interazione. Gran parte del lavoro verrà però dedicato alle peculiarità grammaticali, morfo-sintattiche, semantiche, pragmatiche e stilistiche di questo linguaggio, relative alla lingua italiana e spagnola. Due realtà diverse che utilizzano però uno stesso linguaggio sintetico e rapido, ma tutt’altro che povero di espressività. Sia in italiano sia in spagnolo la scrittura è molto simile al parlato e la necessità di essere succinti induce a ridurre, contrarre il testo, ad accorciare le parole, ad abbreviazioni.
Partendo da queste considerazioni, l’obiettivo di questo elaborato è di offrire alcune indicazioni utili a chi vuole capire le caratteristiche morfosintattiche che regolano il linguaggio utilizzato negli SMS dai giovani italiani e spagnoli; una nuova forma di scrittura che è causa e, allo stesso tempo, conseguenza di una globalizzazione della comunicazione che permette a chiunque di comunicare con efficienza, rapidità ed economicità in qualunque parte del mondo, riducendo le barriere causate dalla distanza fisica. Allo stesso tempo, intendo dimostrare, citando alcuni esempi di questa scrittura, come, seppure fatto di abbreviazioni e popolato di emoticon, tale lessico possa essere considerato una delle forme più ingegnose e creative di comunicazione dei giovani, un gioco, una sperimentazione, una fantasia, un'impertinenza, una sfida nel secolo XXI.

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Lo slang degli SMS italiani e spagnoli: comunicazione e creatività 4 Li apro, li leggo, li divoro. Li trovo :-), :-), :-s, wow! Inserisco il T9 prorompente. È pronta la risposta al mittente. Antonio Pinna INTRODUZIONE La gioventù costituisce un gruppo sociale nuovo che caratterizza gli ideali che tutto il mondo vuole imitare. Il mondo giovanile, dallo sport alla musica al look e ad ogni altro tipo di consumo, è sempre più visibile, sotto i riflettori. 1 «Visti da vicino», i ragazzi moderni si qualificano come lontanissimi parenti delle generazioni che li hanno preceduti. Quelli di oggi non sono più i ragazzi di una volta; è quello che stancamente recitano molti adulti, con la delusione spalmata sul volto e nel timbro della voce. 2 La percezione che i giovani parlino peggio o studino meno dei loro predecessori è una costante che si ripete di generazione in generazione, 25 secoli fa Socrate scriveva: “I giovani di adesso amano il consumo, hanno pessime modalità e disdegnano le autorità. Mostrano poco rispetto per i loro superiori e già non si alzano quando qualcuno entra in casa. Preferiscono perdersi in discorsi senza senso piuttosto che praticare gli esercizi come un dovere, e sono sempre pronti a contraddire i loro padri ed a tirannizzare i loro maestri”. 3 Le inchieste recenti sembrano dargli ragione, lasciando un sapore amaro in bocca. Li dipingono con aggettivi pesanti: imprevedibili, annoiati, ostaggi della moda e drogati della televisione, “s- regolati” (cioè senza regole di vita), maleducati e bulli, tanto da meritare l’Oscar europeo delle cattive maniere. E, nello stesso tempo, si dimostrano abilissimi a smanettare 4 con i nuovi media (telefonini, i-Pod, computer..) e a navigare nell’oceano di internet come i “nuovi [email protected]”. Le moderne tecnologie a portata di mano, SMS, mms, e-mail, trasmettono la sensazione di un facile ingresso nel gruppo e l’appartenenza alla «comunità virtuale» in cui ci si sente qualcuno. I 1 Cfr., F. RODRÍGUEZ GONZÁLEZ (coord.), El lenguaje de los jóvenes, Barcellona, Ariel, 2002, p. 17. 2 V. BOCCI, Ragazzi nella rete: chi sono, e come comunicano:tutti alle prese con tv, videogiochi, internet, e-mail, telefonini, chat, sms e mms, Leumann (TO), Elledici, 2007, pp. 3-26. 3 Cfr., J. C. GARCÍA FAJARDO, Los jovenes hablan otro lenguaje, in: http://www.lasprovincias.es/valencia/prensa /20061029/opinion/jovenes-hablan-otro-lenguaje_20061029.html#Inicio_noticia (consultato 30/11/2007). 4 T. DE MAURO, Il dizionario della lingua italiana, in: http://demauroparavia.it

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Barbara Mogliani Contatta »

Composta da 49 pagine.

 

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