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Analisi dell'ovodeposizione in un allevamento di struzzi

Informazioni tesi

  Autore: Paolo Bolzacchini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1996-97
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze e Tecnologie Agrarie
  Relatore: Clara Castrovilli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 125

Nell’ultimo decennio, in Italia si è diffuso l’allevamento da reddito dello struzzo, ratite che produce non solo carne, ma anche pelle e piume.
Tuttavia, la produzione più importante è quella delle uova destinate all’incubazione e quindi alla vendita di riproduttori, dal momento che questa risulta essere l’attività più redditizia.
Attualmente è affermato, come è emerso dall’indagine sulla consistenza e sulla distribuzione degli allevamenti, particolarmente nelle regioni settentrionali che, per caratteristiche climatiche, sembrerebbero le meno idonee.
Scopo della presente ricerca è stato quello di valutare le prestazioni riproduttive in un allevamento di struzzi dell’Emilia Romagna, considerando l’eventuale influenza delle condizioni climatiche sui parametri della deposizione, dal momento che questi animali vengono allevati all’aperto per la quasi totalità della loro esistenza.
Negli anni 1996 e 1997 sono state controllate 30 famiglie di struzzi per un totale rispettivamente di 82 e 85 soggetti.
Va sottolineato che le famiglie erano costituite per lo più da un maschio e due femmine, ospitati nello stesso recinto.
Le uova deposte sono state raccolte, pesate e contrassegnate giornalmente; inoltre, sulle uova che sono state incubate, è stato osservato lo sviluppo embrionale effettuando la speratura dopo 15 giorni ed è stata calcolata la percentuale di schiusa.
Nei due anni di prova sono stati anche registrati i parametri climatici (temperatura, umidità relativa, radiazione solare, precipitazioni) in una stazione meteorologica sita in prossimità dell’allevamento.
Dai dati raccolti è emerso che il numero medio di uova deposte per capo è risultato essere di 27,56 nel 1996 e di 53,35 nel 1997, differenza che potrebbe dipendere da una più corretta gestione delle famiglie di riproduttori e da un migliore sviluppo somatico e fisiologico dei soggetti.
In entrambi gli anni considerati la percentuale di deposizione ha raggiunto i valori massimi nel periodo compreso tra i mesi di maggio e luglio, con un picco pari al 30,91% nel maggio del 1997.
Per quanto riguarda i pesi delle uova i valori medi, minimi e massimi sono risultati: nel 1996 grammi 1493, 990, 1963 e nel 1997 grammi 1523, 1012, 1953.
Relativamente ai parametri climatici e alla loro influenza sulle prestazioni riproduttive, l’analisi statistica ha permesso di evidenziare solo l’effetto della radiazione solare sul numero di uova deposte, benché tali indicazioni siano di difficile interpretazione a causa della dispersione dei dati.
Dai risultati dell’incubazione è emerso che la percentuale di schiusa è stata del 71,3% nel 1996 e del 67,9% nel 1997.
In conclusione si potrebbe supporre che anche nelle condizioni ambientali dell’allevamento in cui è stata condotta la prova, condizioni che sembrerebbero non ottimali per lo struzzo, sia possibile ottenere buone prestazioni riproduttive, dal momento che i parametri della deposizione sono confrontabili con quelli riportati in letteratura.

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Analisi dell'ovodeposizione in un allevamento di struzzi. 7 1.1 PREMESSA. Da qualche decennio l’allevamento dello struzzo si sta diffondendo in tutto il mondo. Il suo periodo di massimo splendore è stato a cavallo tra la metà del secolo scorso e l’inizio di quest’ultimo, quando in Sud Africa venivano prodotte le piume, esportate in Europa ed utilizzate nell’alta moda femminile dell’epoca. Negli anni successivi alla “grande guerra”, a causa del coinvolgimento dei paesi importatori di piume nel conflitto bellico, della crisi economica del dopo guerra, ma soprattutto del cambio della moda, gli allevamenti di struzzi sono quasi scomparsi. L’interesse per il “pennuto gigante” è ricominciato nel secondo dopoguerra, quando i paesi occidentali hanno scoperto le pregevoli qualità della sua pelle: da allora i pochi allevamenti presenti in Sud Africa, sopravvissuti allo “sterminio” della florida “industria della piuma”, hanno iniziato a moltiplicarsi e, dagli anni ’70, quando si sono scoperte le eccellenti qualità nutrizionali della carne di struzzo, si sono diffusi gradualmente in tutti i continenti. Oggi quindi i prodotti principali sono carne e pelle, anche se l’alta moda e l’oggettistica utilizzano ancora le piume, nonché le uova, che grazie alle loro caratteristiche particolari, possono essere collocate in mercati diversi. L’allevamento dello struzzo può essere quindi visto come soluzione alternativa onde ovviare ai recenti problemi della zootecnia, che hanno colpito soprattutto la produzione di carne e di latte. 

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Parole chiave

allevamento di struzzi
ostrich
ovodeposizione
struzzi
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