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La valutazione di un intervento di promozione della salute in riabilitazione cardiologica

Lo scopo del lavoro è sviluppare, all’interno di un programma psicologico riabilitativo di routine, un intervento strutturato sui modelli di rappresentazione di malattia e di autoefficacia.
Il campione composto da 33 pazienti in riabilitazione cardiologica, ha compilato dei questionari per la valutazione di ansia e depressione, rappresentazione di malattia, senso di coerenza, aderenza e autoefficacia.
È stata effettuata una valutazione in basale, un retest in pre-dimissioni e un follow-up a quattro mesi dalla degenza. I soggetti hanno partecipato ad un ciclo educazionale di quattro incontri, supportato da materiale cartaceo di ausilio alla discussione. Sono stati raccolti inoltre i dati clinici dei pazienti, in pre-dimissioni e in follow-up.
I test psicologici evidenziano in fase di degenza un significativo decremento dei punteggi di ansia e depressione, mantenuta anche nei mesi successivi. Nel tempo diminuisce la percezione che la patologia influenzi la propria vita, i sintomi ad essa legati e la generale preoccupazione relativa all’evento traumatico. Parallelamente aumenta il controllo sulla malattia e l’aderenza ad uno stile di vita salutare. Si rileva inoltre un incremento del colesterolo buono HDL e una significativa diminuzione di peso medio del campione. Tutti i partecipanti hanno espresso gradimento dal tipo di percorso affrontato.

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INTRODUZIONE III INTRODUZIONE “Non è la specie più forte a sopravvivere, né la più intelligente, ma quella più pronta al cambiamento” (Darwin, L'origine della specie, 1859) “Perché sono qui?”… “Cosa mi è successo?”… “E’ possibile tornare ad essere quello di prima…?”. Queste sono solo alcune delle molte domande che animano la mente di un paziente colpito da un evento cardiaco. Le statistiche parlano chiaro, e tutti noi sappiamo che le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte in tutto il mondo. Eppure spesso le ignoriamo o le sottovalutiamo finché non ci riguardano da vicino. Per gli antichi romani il solo Apollo, con una freccia precisa e invisibile, era in grado di bloccare il cuore per sempre e prima del tempo. Poi, con i progressi della scienza medica, Galeno osservò alla fine del I secolo d.C. che l‟arresto improvviso dell‟organo non era dovuto all‟imperscrutabile umore di un dio con arco e frecce ma, molto meno poeticamente, all'occlusione di un'arteria coronarica. Davanti a questa grande verità, il cuore compì uno spiacevole “salto di classe”, passando dalla condizione di sede dell'intelletto, come lo definivano i Sumeri, o di padrone assoluto del corpo come veniva chiamato dagli Egizi, alla condizione di una pompa adibita ad un lavoro semplice ed esclusivamente meccanico, anche se vitale. In ogni caso il cuore è certamente un organo pieno di fascino, probabilmente perché scandisce in modo naturale e impercettibile il ritmo della vita. Proprio il fatto di non poterlo vedere, toccare e quotidianamente monitorare come altre parti del corpo, lo rende

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Roberta Dellacqua Contatta »

Composta da 132 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.