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I figli dell'unità. Coppie miste e seconde generazioni tra percorsi migratori e dialogo interreligioso

L’argomento analizzato nel mio lavoro di tesi riguarda i figli delle coppie miste, per coppie miste si intende coloro che non solamente non appartengono alla medesima religione, ma non condividono la cultura di appartenza; i loro figli sperimentano dentro le mura domestiche scenari di grande attualità, vivono infatti. tutta la complessità e la grande ricchezza della convivenza, ma non solo questo, sono depositari di un patrimonio esperenziale assieme ai loro genitori, che potrebbe essere donato alla società; società che si interroga seriamente su quanto e come sia possibile la convivenza con il diverso, associato inevitabilmente negli ultimi decenni allo straniero, nella coscienza popolare portatore di insicurezza, illegalità e quant’altro. Il materiale analizzato è stato tanto, ma soprattutto di grande varietà. L’impostazione iniziale mi spingeva a cercare gli elementi di positività connessi all’incontro tra le alterità culturali che vorremmo si traducessero in percorsi di maggiore rispetto della diversità, ma ciò che è successo in questo itinerario è stato molto di più del previsto.

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Introduzione L’argomento che si intende analizzare in questo lavoro si presenta ampio e con tante sfaccettature; i contributi scientifici e divulgativi in merito sono stati già molto numerosi e questa riflessione cerca solo di articolarne alcuni percorsi possibili. Dato il tema, che come si è detto presenta caratteristiche di forte multidisciplinarietà si è cercato di abbracciare tutte o almeno la maggior parte di categorie protagoniste, dando spazio più agli aspetti riguardanti le scienze sociali, rispetto alle quali vi era maggiore competenza e conoscenza. Partendo con un percorso storico, citando il saggio del 1855, sull'ineguaglianza delle razze umane di Joseph-Arthur De Gobineau, ideatore della teoria della razza ariana, si è visto così che questo non è un argomento recente e innovativo, come si potrebbe pensare, ma al contrario studiato da secoli, almeno due perlomeno, dalle scienze sociali che si sono interrogate sulle possibilità della convivenza tra stili e forme di vita culturali distinte. E’ evidente che nell’approccio di De Gobineau la relazione tra gruppi ‘razziali’ – oggi diremmo, più correttamente etnici – si tingeva di forti coloriture discriminatorie che il dibattito attuale si deve necessariamente impegnare a cancellare, pena l’accrescersi di tensioni e conflitti tra componenti autoctone e migratorie nello spazio di convivenza che rappresentano alcune delle maggiori cause di preoccupazione negli ultimi anni e che stanno al cuore di molte retoriche ‘securitarie’ della comunicazione politica e mediatica degli ultimi anni, specie successiva ai terribili avvenimenti dell’11 Settembre 2001. A metà del secolo appena trascorso Robert Park il decano della scuola sociologica di Chicago affermava che “le razze sono il prodotto dell’isolamento e dell’endogamia, è altrettanto vero che la civiltà è conseguenza dei contatti e delle comunicazioni. Le forze che si sono dimostrate decisive nella storia dell’umanità sono quelle che hanno unito gli esseri umani attraverso la competizione il conflitto e la cooperazione” 1 . Oggi troviamo che le coppie miste con i loro figli sono monitorati dalle agenzie statistiche, come l’Istat, inoltre le legislazione nazionali ed internazionali si occupano di regolare le specifiche situazioni giuridiche. 1 Park Robert, Human migration and the marginal man, in "The American Journal of Sociology", Maggio 1928, pp.194-195 3

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Ylenia Bourahla Contatta »

Composta da 65 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.