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La governance europea e il metodo aperto di coordinamento

A partire dagli anni Novanta del secolo scorso, l’Unione europea è alla ricerca di nuove forme di governance che le permettano di affrontare le sfide della fase di integrazione “attiva”, dopo quella “passiva” fondata sulla soppressione delle barriere intra-comunitarie e della Moneta Unica.
In questa fase è necessaria una maggiore convergenza delle politiche pubbliche degli Stati membri per governare il processo di modernizzazione del modello socio-economico europeo e per fronteggiare le spinte alla frammentazione e alla localizzazione portate dalla globalizzazione.
Attraverso quale riorganizzazione dei poteri è realistico guidare la convergenza in aree politicamente sensibili e di competenza esclusivamente nazionale?
Nel Marzo 2000 il Consiglio europeo di Lisbona consacra il metodo aperto di coordinamento (Open Method of Coordination) delle politiche pubbliche nazionali, la “terza via” tra la pura integrazione legislativa e la semplice cooperazione. Processo di tipo essenzialmente cognitivo, l’OMC è una procedura soft, non ha carattere coercitivo e si basa sulla volontà dei partecipanti di accordarsi, attraverso la deliberazione collettiva, su delle norme procedurali, dei modi di regolazione e degli obiettivi politici comuni, tutto ciò rispettando le diversità nazionali.
L’introduzione di questo nuovo metodo di coordinamento, ha aperto la strada a tutta una serie di riflessioni e di analisi sulle nuove modalità e le caratteristiche di una “buona governance” (Libro bianco sulla governance, Commissione europea 2001). Il metodo aperto di coordinamento può essere analizzato come uno strumento semplicemente tecnico e “depoliticizzato” per coordinare le politiche nazionali oppure come una forma di deliberazione democratica, una forma di governance. E’ tenendo presente questa seconda accezione che è analizzata la letteratura ed è contestualizzato l’OMC rispetto alla governance nell’Ue.
Il metodo aperto di coordinamento è la risposta al bisogno di una migliore governance nell’Unione europea? E’ la nuova forma di governo per il futuro dell’Unione? E’ un’alternativa ai metodi classici basati sul giuspositivismo e federalismo funzionale?
Il presente lavoro ripercorre il processo della nascita dell’OMC, le sue caratteristiche, i suoi campi di applicazione, le sue peculiarità rispetto ai metodi cosiddetti classici saranno esposte le principali questioni che, attualmente, gli accademici e i policy makers stanno discutendo rispetto a questo nuovo metodo, gli interrogativi che esso pone e le, numerose, questioni ancora aperte

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PREMESSA Gli studi internazionali sul “Metodo aperto di coordinamento” precisano a più riprese che è ancora troppo presto per fare delle affermazioni decisive su tale metodo di governance a causa delle limitate analisi empiriche disponibili. Il metodo aperto di coordinamento è oggetto di studio da parte di selezionati centri di ricerca specializzati sulla questione della governance europea, 1 ma le ricerche sono ancora in corso e quelle effettuate riguardano essenzialmente le sue caratteristiche generali. Tuttavia gli studi preliminari disponibili permettono di elaborare un discorso su questo tema. 1 ARENA Centre for European Studies, Oslo; ECSA Austria; European University institute, EUI, Firenze; Forum on the Open Method of the Coordination University of Wisconsin-Madison; Institute of European studies, IES, Queen’s University of Belfast; Institut d’études européens, IEE, University of Montreal ; Jean Monnet NYU Low school New York; Max Plank Institute for the study of societes, Cologne; Manheim centre for European social research, Mzen ; Observatoire social européen, OSE, Bruxelles; Swedish institute for European policy studies, Stockholm; Unità di ricerca sulla governance europea, URGE, Moncalieri, Torino. .

Laurea liv.I

Facoltà: Sociologia

Autore: Rossella Chiodo Contatta »

Composta da 55 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2590 click dal 27/01/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.