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Il prelievo d'organi: questioni bioetiche

La medicina dei trapianti appare come un luogo pubblico in cui molti soggetti e attori sociali si incontrano, ricercano, vivono attese e orientamenti di un certo valore. La nascita di un corpo e la morte di esso, rischiano di diventare oggetti di interesse, “materiale oggettivabile” su cui esprimere un controllo. Le questioni possono essere ridotte a quelle legate alle tecniche di “espianto”, alla definizione giuridica circa “direttive anticipate” e “silenzio assenso” o alla ricerca per il “controllo del rigetto”. In terapia intensiva è la parola, esplicita, della dichiarazione di morte encefalica che rende “cadavere” e potenziale donatore il paziente. La stessa morte encefalica è, di fatto, “prodotta” nelle Unità di Terapia Intensiva e Rianimazione: non esiste in natura, è frutto della tecnologia che prende qualche tempo alla morte. Quando la morte encefalica viene dichiarata, può essere sentita come deliberata, decisa. Non semplicemente riconosciuta. E, d’altra parte, parametri, criteri e termini di tale riconoscimento sono pur sempre terreni di ricerca, di indagine, di protocollizzazione. Parlare di donazioni significa parlare inevitabilmente di trapianti, poiché i due elementi sono strettamente correlati fra loro da una relazione di mezzo a fine. I trapianti d’organo sono da considerarsi una sfida terapeutica di fronte a patologie altrimenti fatali e vanno intesi come un’attività ad altissima specializzazione ove confluiscono diverse competenze che si integrano fra loro in perfetta armonia: chirurgiche, rianimatorie, infettivologiche,anatomo-patologiche, immuno-farmacologiche, internistiche ma anche tecnico e logistiche. I principi fondamentali della bioetica dei trapianti non possono non derivare dalle grandi aree tecniche, antropologiche e professionali coinvolte nella trapiantologia: la dignità e il valore della vita, la persona, la deontologia dell’equipe medica, la società con la sua cultura, la sperimentazione, la terapeuticità, i costi e la legislazione vigente.

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3 A GAIA… IL PRELIEVO DI ORGANI: QUESTIONI BIOETICHE. 1) Introduzione. Ancor prima di introdurre gli argomenti di discussione sulla tesi, desideravo solo motivare la scelta di questo master in bioetica. Dopo dieci anni di lavoro nell’assistenza infermieristica in rianimazione, ho maturato la necessità di approfondire determinati argomenti. Durante l’attività lavorativa,non si ha mai il tempo di discutere o semplicemente confrontarsi perché ci si lascia trasportare dalla rapidità degli eventi e, successivamente, subentra la stanchezza fisica e mentale. La malattia, la sofferenza, la morte e il lutto, sono alcuni degli eventi che si verificano quotidianamente in tutti i reparti. E’ molto raro che si abbiano subito le idee chiare,anzi, in genere prevale uno stato di confusione. C’è bisogno pertanto, di tempo e di riflessione per rielaborare psicologicamente tutte le informazioni ricevute. Il master in bioetica mi ha dato infatti, la possibilità di approfondire e di riflettere su diverse tematiche, le quali sono i fondamenti della bioetica, le problematiche sulla vita che nasce e la vita che invece volge al termine. Come infermiere del Coordinamento Locale Attività di Prelievo Organi e Tessuti dell’A.S.L. TO 2 “San Giovanni Bosco”, ho scelto di approfondire il tema sul prelievo di organi e tessuti prendendo in esame sia l’aspetto scientifico del fenomeno empirico, sia le implicanze bioetiche che ad esso sono connesse. Difficilmente le questioni trattate potranno avere una soluzione univoca e generalizzabile,al contrario, ciascuno vi potrà dare risposta sulla base dei propri valori e delle proprie convinzioni. Dopo una breve introduzione, inizierò a parlare dei princìpi che sono alla base della bioetica dei trapianti. Successivamente prenderò in considerazione i quattro princìpi che regolano e sono i fondamenti di una bioetica medica. Senza entrare troppo nello specifico, dedicherò anche parte della tesi all’organizzazione del coordinamento prelievo di organi e tessuti in Italia per dimostrare come funziona la “macchina” all’interno di un sistema. Il tema del consenso al prelievo è uno dei più discussi; esiste il rischio che il termine “donazione” venga utilizzato con un’espressione impropria, che copra ben altri intendimenti, quindi ho cercato di definire le varie forme di consenso. Il settimo capitolo approfondirà il tema dell’accertamento della morte mentre, il capitolo ottavo, curerà gli aspetti psicologici nelle persone trapiantate. Il lutto ed il consenso al prelievo sono percorsi molto delicati, e saranno descritti nel nono capitolo. La

Tesi di Master

Autore: Gennaro Martucci Contatta »

Composta da 36 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.