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La gestione finanziaria del museo

Questo lavoro ha come obiettivo quello di analizzare la gestione finanziaria del museo cercando di mettere in evidenza quella che è la situazione odierna dei musei italiani partendo dall’analisi storica della situazione finanziaria dei musei al fine di giungere alla stesura di un possibile budget per i musei che permetta di compiere corrette decisioni sia di investimento che di finanziamento. Per questo motivo la prima parte ci introduce al mondo dei musei tramite la storia del museo stesso, contestualizzandolo poi nella società attuale sia come ente culturale che come ente economico. La seconda parte presenta la gestione finanziaria dell’azienda museo nella sua articolazione in flussi in entrata e flussi in uscita e relativi equilibri, le valutazioni finanziarie che è possibile compiere a partire dall’analisi finanziaria e i vantaggi che un museo può ricavare da questo genere di atteggiamento nei confronti della propria gestione. Infine, la terza parte presenta due casi di studio concreti: Palazzo Grassi S.p.A. e la Fondazione Torino Musei.

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INTRODUZIONE Ogni attività economica è condizionata da numerose variabili sia oggettive che soggettive che generano costantemente uno stato di incertezza. La conseguente necessità di studiare e comprendere tutti quei fattori che incidono sull’efficacia di ogni decisione produce l’esigenza di dotarsi degli strumenti necessari per indagare le variabili rilevanti e sviluppare attendibili processi di previsione degli andamenti futuri. Questo ruolo di indagine e previsione è affidato, all’interno delle imprese, alla gestione finanziaria. Essa si colloca in una posizione trasversale rispetto alla gestione complessiva, alla quale è fortemente correlata. Infatti, ogni operazione aziendale deve essere giudicata compatibile dal punto di vista finanziario, al fine di garantire un corretto impiego delle risorse disponibili. Per questo motivo, le analisi finanziarie in senso stretto, ovvero quelle relative ai processi di raccolta e impiego delle risorse, non possono prescindere da analisi patrimoniali e reddituali. Queste operazioni previsionali sono rese possibili da preventive analisi di tipo storico. Nel concreto è possibile compiere studi simili grazie alla stesura di processi di determinazione quantitativa di sintesi. In particolare, è necessario fare diretto riferimento al bilancio d’esercizio, documento nel quale dati finanziari, reddituali e patrimoniali trovano un funzionale raccordo. Queste considerazioni di carattere generale possono essere facilmente applicate alle imprese for profit, ma, con le dovute modifiche, è possibile adattarle anche alle organizzazioni non profit e in particolare ai musei. Pur avendo finalità differenti, queste istituzioni presentano, nella propria gestione, molteplici punti di contatto con le imprese. Ne consegue che anche esse necessitano di adeguati strumenti per 11

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Francesca Nicolini Contatta »

Composta da 161 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.