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Tulumanya - Favole e leggende peruviane come strumento di mediazione interculturale nella scuola primaria

La narrazione è il luogo dell'incontro tra le storie di sé e quelle che hanno altre radici, è il terreno dello scontro dello scambio, il punto di partenza della nosra crescita attraverso l'arricchimento con l'immaginario e l'esperienza altrui. Il luogo in cui la distanza si annulla, lasciando il posto alla curiosità. La narrazione, dunque, è un potentissimo strumento trasculturale. Attraverso strumenti come favole, mit e leggende possiamo scoprire analogie e differenze, caratteristiche proprie di un gruppo,un paese, un popolo, un luogo un ambiente, un contesto che altrimenti sarebbero distanti. Essi permettono la scoperta di emozioni storie, la sperimentazioe di noi stessi e del rapporto con l'altro, ilconfronto e lo scambio. Ripropongo in questo lavoro una selezione di racconti, favole, miti e leggende della tradizione peruviana orientati ad alunni italiani e peruviani e al loro utilizzo in chiave interculturale nel contesto italofono della scuola primaria.

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INTRODUZIONE Un arcobaleno dalla simbologia mutante Tulumanya, secondo la tradizione wanka 1 è l'arcobaleno, nonché il Dios Tulumanya, ovvero il dio buono che appariva per volontà di Wiracocha, dopo la pioggia da lui scatenata, quando il sole tornava a risplendere e le gemme delle sementi cominciavano a spuntare dopo esser rimaste a lungo nel ventre della Terra a germinare. Come racconta il mito, l'imponente arco colorato, i cui estremi poggiavano sulla Pachamama, la Madre Terra, appena fecondata per volere del dio supremo Wiracocha, apparì sulla terra come messaggero di Wiracocha per portare serenità sul pianeta e per accordare l'amicizia tra il dio e gli esseri umani. L'arcobaleno non ha solo una valenza mitologico-religiosa presso i popoli andini del Perù, infatti, i colori che lo compongono sono i colori della Wiphala. 2 La Wiphala è il simbolo nazionale del Tawantinsuyo, 3 il simbolo d'identificazione nazionale e culturale delle Ande, emblema della nazione collettivista e armonica, prima e durante l'Impero Inca. Nella Wiphala, sono contenuti sia i colori dell'arcobaleno, che i quattro corrispondenti ai Suyu originali. Il rosso rappresenta la Terra ed è l'espressione dello sviluppo intellettuale dei popoli andini. L'arancione ritrae la società e la cultura, costituisce il valore dei principi morali, la dottrina della dualità, le leggi e le norme, la pratica collettivista, la fratellanza e la solidarietà. Il giallo è l'emblema dell'energia e della forza, dei principi morali, della dottrina della dualità, delle leggi e delle norme, della pratica collettivista, della fratellanza e della solidarietà. Il bianco, colore del tempo e della dialettica, dello sviluppo scientifico, tecnologico, artistico, del lavoro sia intellettuale che artigianale, generatore dell'armonia nella struttura 1 Gli indigeni wanka fecero parte dell'Impero Wari e sono conosciuti per la loro fama di guerrieri, esercitata soprattutto contro le imprese degli Inca, durante il processo di annessione delle loro terre. Essi, principalmente agricoltori, non espansero il loro dominio, anzi, limitarono il loro sviluppo alla valle del Mantaro, nei pressi del distretto di Chilca e in quello di Huancayo. In http://portalwanka.zoomblog.com/cat/18730 (20/11/2008). 2 in www.indigenas.bioetica.org/wiphala.htm (20/11/2008). 3 L'immagine che l'uomo andino aveva del mondo si basava sul dualismo. Dei ed eroi agivano in coppia, lo spazio si divideva in due parti principali, c'erano sempre un sopra (hanan) e un sotto (hurin), una destra (allauca) e una sinistra (ichoc). La duplicazione del dualismo originava la quadripartizione. Da qui la denominazione dell'impero in Tawantinsuyo, l'impero delle quattro (tawa) regioni (suyo): Antisuyo (nord- est), Collasuyo (sud-est), Chinchaysuyo (nord-ovest) e Contisuyo (sud-ovest). 4

Laurea liv.I

Facoltà: Interfacoltà Mediazione linguistica culturale

Autore: Francesca Buzzi Contatta »

Composta da 122 pagine.

 

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