Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Le molecole antifreezing nei pesci antartici

Nelle regioni alle alte latitudini il range di temperatura dell’acqua è compreso tra circa –2.2°C e +1.0°C. Inoltre, per molti mesi, la superficie del mare è ricoperta da ghiaccio e i primi 30 metri della colonna d’acqua possono contenere piccoli cristalli.
Gli organismi marini normalmente non sono dotati di barriere efficienti a contrastare la propagazione del ghiaccio nei tessuti, ed il “super-raffreddamento” dell’organismo, cioè l’abbassamento della temperatura corporea al di sotto del punto di congelamento dell’acqua, non avviene se è presente ghiaccio. Il congelamento provoca la morte istantanea quando la propagazione del ghiaccio interessa il sistema nervoso. Gli organismi antartici, invece, non vanno incontro al congelamento finché non sono esposti a temperature inferiori ai –2.2°C, grazie alla presenza di molecole e sali disciolti nei fluidi biologici. Le concentrazioni dei sali e dei piccoli ioni sono solo relativamente più alte rispetto a quelle dei pesci che vivono nelle zone temperate e questo in parte influisce nell’abbassamento del punto di congelamento dei fluidi corporei degli organismi. L’effetto crioprotettivo è stato attribuito alla presenza di soluti associati alla frazione colloidale del sangue definiti “antifreezing”.
Le proteine “antifreezing” (AFPs) e le glicoproteine “antifreezing” (AFGPs) sono state identificate nei fluidi corporei di molte specie di pesci polari.

Mostra/Nascondi contenuto.
3 LE MOLECOLE ANTIFREEZING La temperatura delle acque, la stagionalità della luce, la presenza di cibo e ghiaccio sono fattori chiave per la vita, in particolar modo per gli organismi ectotermi polari. Nelle regioni alle alte latitudini il range di temperatura dell’acqua è compreso tra circa –2.2°C e +1.0°C. Inoltre, per molti mesi, la superficie del mare è ricoperta da ghiaccio e i primi 30 metri della colonna d’acqua possono contenere piccoli cristalli, con cui i pesci possono venire a contatto per necessità di alimentazione o di difesa dai predatori. Gli organismi marini normalmente non sono dotati di barriere efficienti a contrastare la propagazione del ghiaccio nei tessuti, ed il “super-raffreddamento” dell’organismo, cioè l’abbassamento della temperatura corporea al di sotto del punto di congelamento (o crioscopico) dell’acqua, non avviene se è presente ghiaccio. Il congelamento provoca la morte istantanea quando la propagazione del ghiaccio interessa il sistema nervoso, o dopo alcune ore se il congelamento rimane confinato nei distretti più periferici. Gli organismi antartici, invece, non vanno incontro al congelamento finché non sono esposti a temperature inferiori ai –2.2°C, grazie alla presenza di molecole e sali disciolti nei fluidi biologici (Sholander, 1957; DeVries, 1969). L’analisi del plasma sanguigno dei pesci antartici ha mostrato che le concentrazioni dei sali e dei piccoli ioni sono solo relativamente più alte rispetto a quelle dei pesci che vivono nelle zone temperate e questo in parte influisce nell’abbassamento del punto di congelamento dei fluidi corporei degli organismi. Per i teleostei che vivono nelle regioni temperate il punto di congelamento dei fluidi corporei è circa –0.8°C dovuto esclusivamente alla presenza di sali: NaCl (responsabile per l’85%) e K + , Ca 2+ , urea, glucosio e AA in tracce. Si è notato, invece, che nei teleostei polari questi sali, anche se presenti in maggiori concentrazioni, sono responsabili soltanto per il 40-50% dell’abbassamento del punto di congelamento osservato.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Serena Tricarico Contatta »

Composta da 16 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 821 click dal 18/02/2009.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.