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Le relazioni Italo-Albanesi 1925-1939

Informazioni tesi

  Autore: Niko Kaculini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia moderna
  Relatore: Giancarlo Giordano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 112

All’inizio del secolo, l’Albania faceva ancora parte dell’Impero ottomano . Mentre questo stava tramontando, gli Albanesi si trovarono davanti alla sfida di costruire uno Stato nazionale: impresa non facile sia perché i paesi confinanti avevano ambizioni territoriali sul nascente Stato albanese, sia per la presenza nel paese di forze conservatrici fedeli all’ Alta Porta e contrarie all’autonomia dal sultano.
Gli Albanesi, inoltre, avrebbero dovuto recuperare la coscienza di uno Stato nazionale autonomo,il cui ultimo ricordo risaliva a circa cinque secoli prima. L’Ottocento, secolo della rinascita del nazionalismo europeo, non risparmiò l’Albania: tale movimento investì tutti gli strati della società albanese e portò alla dichiarazione di indipendenza del 1912, e in seguito alla formazione di uno stato nazionale albanese. I fattori politici esterni favorevoli alla creazione di uno stato albanese autonomo erano costituiti dagli interessi dell’Impero Austro-Ungarico e dell’Italia: il primo vedeva nel maturo nazionalismo albanese una naturale barriera all’ espansionismo slavo nei Balcani, favorito dalla Russia in nome del panslavismo, mentre la seconda era interessata soprattutto alla posizione strategicamente importante – nella triplice accezione geografica, economica e politica dell‘Albania .
L‘ inizio del rapporto di protezione/dipendenza- gerarchia/subordinazione tra l‘Italia e l‘Albania è testimoniato dai patti che l’Italia strinse con la Triplice Intesa alla conferenza segreta degli ambasciatori a Londra nel 1915: all’Italia sarebbe spettato il protettorato sull’intera Albania e l’annessione di Valona e dell’isola antistante di Saseno. Le autorità italiane si resero conto ben presto che questo progetto era impraticabile: il nazionalismo albanese, ormai maturo, non si sarebbe accontentato di una soluzione che sanzionasse semplicemente una virtuale e non sostanziale indipendenza albanese. La guerra di Valona del 1920 portò al “disimpegno giolittiano” e quindi di ogni pretesa territoriale da parte italiana nei confronti del nuovo stato. In quell’anno, anno di riscatto della nazione albanese, l’Albania entrò nella società delle Nazioni; mentre nel 1919 la pace di Versailles aveva creato il nuovo stato jugoslavo, sottraendo alla Albania metà del suo territorio. La irrisolvibile questione kosovara cominciò così a manifestarsi con tensioni e scontri alla fine del secondo decennio del secolo , costituendo un nodo che non sarebbe stato sciolto neppure alla fine del ventesimo secolo. La prima guerra mondiale ebbe sull’economia e sulla società albanese effetti a dir poco catastrofici. Nonostante la dichiarazione di neutralità da parte del nascente stato, l’Albania diventò campo di battaglia degli eserciti stranieri; fu invasa da nord dai serbi, da sud dai greci, da est dai francesi,nel centro dagli austro-ungarici e infine dall’esercito italiano nella zona di Valona. Durante la guerra la popolazione albanese subì perdite pari a 70 mila persone, 8-10% della popolazione e il paese fu completamente distrutto dal punto di vista economico e devastato nelle sue strutture sociali.
L’intervento politico,militare,economico e culturale dell’ Italia in Albania tra il 1925-1939 si divide in tre periodi. Il primo periodo comincia con la stipula dell’ accordo per il prestito della SVEA e la formazione della Banca Nazionale Albanese e continua fino al giugno 1931, quando tra i due stati venne preparato un altro accordo per un nuovo prestito di 100 milioni di FA. Il secondo periodo, comincia con il prestito di 100 milioni di FA, nel giugno del 1931 e continuò fino al marzo del 1936, quando vennero stipulati una serie di accordi tra l’Italia e l’Albania. Questo periodo venne caratterizzato dalla resistenza del governo albanese contro gli interventi italiani nel settore politico ed economico. Fu anche il periodo del inasprimento delle relazioni tra questi due paesi. Il terzo periodo comincia dal marzo 1936 fino al 7 aprile 1939, quando l’Italia fascista attacca l’Albania e la occupa;

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INTRODUZIONE All’inizio del secolo, l’Albania faceva ancora parte dell’Impero ottomano . Mentre questo stava tramontando, gli Albanesi si trovarono davanti alla sfida di costruire uno Stato nazionale: impresa non facile sia perché i paesi confinanti avevano ambizioni territoriali sul nascente Stato albanese, sia per la presenza nel paese di forze conservatrici fedeli all’ Alta Porta e contrarie all’autonomia dal sultano. Gli Albanesi, inoltre, avrebbero dovuto recuperare la coscienza di uno Stato nazionale autonomo,il cui ultimo ricordo risaliva a circa cinque secoli prima. L’Ottocento, secolo della rinascita del nazionalismo europeo, non risparmiò l’Albania: tale movimento investì tutti gli strati della società albanese e portò alla dichiarazione di indipendenza del 1912, e in seguito alla formazione di uno stato nazionale albanese. I fattori politici esterni favorevoli alla creazione di uno stato albanese autonomo erano costituiti dagli interessi dell’Impero Austro-Ungarico e dell’Italia: il primo vedeva nel maturo nazionalismo albanese una naturale barriera all’ espansionismo slavo nei Balcani, favorito dalla Russia in nome del panslavismo, mentre la seconda era interessata soprattutto alla posizione strategicamente importante – nella triplice accezione geografica, economica e politica dell‘Albania . L‘ inizio del rapporto di protezione/dipendenza- gerarchia/subordinazione tra l‘Italia e l‘Albania è testimoniato dai patti che l’Italia strinse con la Triplice Intesa alla conferenza segreta degli ambasciatori a Londra nel 1915: all’Italia sarebbe spettato il protettorato sull’intera Albania e l’annessione di Valona e dell’isola antistante di Saseno. Le autorità italiane si resero conto ben presto che questo progetto era impraticabile: il nazionalismo albanese, ormai maturo, non si sarebbe accontentato di una soluzione che sanzionasse semplicemente una virtuale e non sostanziale indipendenza albanese. La guerra di Valona del 1920 portò al “disimpegno giolittiano” e quindi di ogni pretesa territoriale da parte italiana nei confronti del nuovo stato. In quell’anno, anno di riscatto della nazione albanese, l’Albania entrò nella società delle Nazioni; mentre nel 1919 la pace di Versailles aveva creato il nuovo stato jugoslavo, sottraendo alla Albania metà del suo territorio. La irrisolvibile questione kosovara cominciò così a manifestarsi con tensioni e scontri alla fine del secondo decennio del secolo , costituendo un nodo che non sarebbe stato sciolto neppure alla fine del ventesimo secolo. La prima guerra mondiale ebbe sull’economia e sulla società albanese effetti a dir poco catastrofici. Nonostante la dichiarazione di neutralità da parte del nascente stato, l’Albania diventò campo di battaglia degli eserciti stranieri; fu invasa da nord dai serbi, da sud dai greci, da est dai francesi,nel centro dagli austro-ungarici e infine 4

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