Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Proposta di traduzione e confronto di alcuni passi di Germinal di Zola

La tesi si concentra sulla mia proposta di traduzione di due capitoli del romanzo Germinal, scritto nel 1885 da Emile Zola. Più specificatamente, ho tradotto il primo capitolo della quarta parte e il quarto capitolo della quinta parte, che ho scelto appositamente per il loro carattere rappresentativo, in quanto illustrano chiaramente due situazioni molto diverse all’interno del romanzo. Il primo rappresenta il momento della rivolta da parte dei minatori, mentre il secondo descrive invece la realtà della vita borghese all’interno di una famiglia.
La seconda parte della tesi, invece, si occupa dell’analisi comparativa di tre traduzioni italiane già esistenti, sempre in riferimento agli stessi capitoli che ho tradotto. Le traduzioni prese in esame sono quella di Camillo Sbarbaro, edita presso l’Einaudi nel 1951, quella di Luigi Galeazzo Tenconi presso l’Universale Rizzoli nel 1953 e infine quella di Maria Pia Vigoriti per la Newton Compton nel 1999.
Attraverso l’esame comparativo delle diverse rese da parte dei traduttori, ho potuto cogliere i differenti approcci traduttivi, prestando maggior attenzione a quello di Sbarbaro, che possiamo considerare come l’espressione di una traduzione d’autore. Infatti, nel suo metodo traduttivo, possiamo osservare una certa propensione a distaccarsi dalla versione originale, preferendo rielaborazioni personali, che spesso riflettono il suo proprio stile. Nella sua traduzione si riscontra soprattutto la tendenza all’ipertraduzione, con cui lo scrittore punta ad accrescere la leggibilità del romanzo, piuttosto che a mantenere l’equivalenza tra testo di partenza e testo di arrivo. La sua impronta stilistica si manifesta soprattutto nell’utilizzo del frammento, elemento tipico della sua poetica. Egli, infatti, agendo sulla punteggiatura, modifica la struttura sintattica francese e pone in risalto la frammentazione del testo. Il ritmo generale della narrazione risulta piuttosto concitato, e si adatta perfettamente allo stile asciutto di Zola. Però, in alcuni casi, si può notare che Sbarbaro altera il ritmo originale, creando dei periodi più complessi, aggiungendo delle subordinate anche se nell’originale vi sono solamente delle semplici coordinate. Si discosta quindi dal suo stile frammentato a favore di una resa più discorsiva.
Per quanto riguarda le altre traduzioni, possiamo notare che Maria Pia Vigoriti si mantiene generalmente più letterale e fedele al testo francese. La sua traduzione risulta più contenuta e priva di slanci creativi. Anzi, possiamo sottolineare la sua propensione all’ipotraduzione, quando ad esempio in alcuni passaggi tende a omettere delle parti di testo.
La traduzione di Luigi Galeazzo Tenconi, invece, si pone nel mezzo tra le due. Si rivela piuttosto letterale, anche se presenta comunque alcune alterazioni personali. Sceglie, ad esempio, di tradurre i nomi dei personaggi, come anche Sbarbaro, e anche i nomi di alcuni luoghi che vengono nominati nel romanzo. la sua tendenza principale che possiamo sottolineare maggiormente è l’utilizzo della ripetizione di uno stesso sostantivo con lo scopo di enfatizzare l’espressione.

Mostra/Nascondi contenuto.
 3      1 Introduzione La presente tesi è incentrata sulla traduzione di due capitoli del romanzo Germinal di Emile Zola e sull’analisi comparativa di tre traduzioni italiane di quest’ultimo. Più specificatamente, si tratta delle traduzioni realizzate da Camillo Sbarbaro (Einaudi tascabili editore, 1951), Luigi Galeazzo Tenconi (BUR Biblioteca Univ. Rizzoli editore, 1953) e Maria Pia Vigoriti ( Newton Compton editore, 1999). In particolar modo vorrei soffermarmi sull’approccio traduttivo di Camillo Sbarbaro e sul concetto della cosiddetta traduzione d’autore, in cui appaiono più visibilmente tratti creativi e di rielaborazione personale, che riflettono, d’altra parte, lo stile personale dell’autore-traduttore. Il percorso di analisi si sviluppa partendo dalla mia proposta di traduzione di due capitoli del romanzo, scelti appositamente per il loro carattere rappresentativo, e, attraverso un’approfondita analisi del testo di partenza francese, mi concentrerò sulle differenti scelte traduttive dei testi presi in esame. Come si è già accennato, lo studio porrà in luce la proposta dello scrittore Camillo Sbarbaro. Procederemo a un esame comparativo della resa di alcuni tratti caratteristici del romanzo da parte dei vari traduttori, come la questione del titolo e il trattamento dei nomi dei personaggi all’interno del romanzo, i diversi registri linguistici presenti, la terminologia specialistica, che denota la volontà di Zola di accostarsi quanto più possibile alla realtà delle miniere. Tradurre un romanzo costituisce un’operazione complessa e delicata che implica la decodificazione del messaggio nella lingua di partenza e la sua ricodificazione nella lingua di arrivo. Le difficoltà che il traduttore deve affrontare sono strettamente legate al genere letterario a cui il testo appartiene. La traduzione prosastica è stata complessivamente meno studiata rispetto a quella poetica, poiché viene attribuita al romanzo, secondo quanto afferma Susan Bassnett McGuire ne La traduzione. Teorie e pratica (1993), una maggior semplicità costitutiva. Invece, la traduzione di un romanzo è alquanto complessa, poiché deve rispettare delle esigenze stilistiche e sintattiche determinate, la poetica dell’autore e il periodo storico a cui appartiene l’opera. “Il traduttore, perciò, deve dapprima determinare la funzione del sistema di

Laurea liv.I

Facoltà: Scuola sup. di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori

Autore: Alessandra Corsi Contatta »

Composta da 72 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5283 click dal 24/03/2009.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.