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Charlie Kaufman, l'ombra dello sceneggiatore

può uno sceneggiatore essere considerato l'autore di un testo cinematografico? Normalmente la risposta a questa domanda sarebbe negativa, ma nel caso di Charlie Kaufman il pensiero va rivisto. Attraverso infatti l'analisi dei film tratti dai copioni di Kaufman emergono una serie di tematiche e di tecniche narrative che compongno un vero e proprio stile cinematografico risalente allo sceneggiatore stesso; caratteristiche che ritornano puntualmente film dopo film, nonostante si alternino alla regia personaggi differenti (Gondry, Jonze, Clooney); caratteristiche che si ritrovano nel primo film di cui Kaufman è autore indiscusso, in quanto sceneggiatore, regista e produttore: Synecdoche, New York, il quale eleva esponenzialmente tutti i temi affrontati nei film precendenti

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2 Introduzione “L’abitudine per uno scrittore è consegnare una sceneggiatura e poi scomparire. Questo non fa per me. Io voglio essere coinvolto dall’inizio alla fine. E questi registi (Gondry, Jonze) lo sanno, e lo rispettano”. Charlie Kaufman, da un'intervista con William Arnold Sono seduto fuori dall’ufficio del mio professore come molti altri studenti della mia stessa età. Sulle gambe tengo una busta di plastica con dentro tre o quattro fogli pinzati con una graffetta. E’ la mia bibliografia che ho preparato per la tesi di laurea; l’inizio del mio progetto. Un progetto che manca ancora di un’organizzazione vera e propria ma che parte da un’idea alquanto originale. O almeno io la reputo tale. Nell’attesa del proprio turno gli studenti scambiano quattro chiacchiere l’un con l’altro mentre io cerco di rimanerne fuori, seppur interessato a quello che viene detto. Sono tutti laureandi. Tutti con chiare idee in testa, per quanto riguarda la tesi per lo meno. Sono tutti “puristi” di Cinema, così li definisco io. Uno stereotipo molto comune qui in facoltà: gente che pensa che il cinema sia un’arte troppe volte abbassata ad industria e intrattenimento e non un intrattenimento che molte volte si eleva ad arte; gente che considera solo il cinema europeo (escluso l’italiano contemporaneo, eccezioni a parte) o quello asiatico; il cinema hollywoodiano, pronunciato come se fosse una brutta parola, è morto

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Federico Lega Contatta »

Composta da 182 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.